I timori sull’esplosione dei costi dell’intelligenza artificiale sembrano non frenare la corsa all’AI nelle imprese. Dopo le preoccupazioni emerse all’inizio dell’anno sulla sostenibilità economica di un’adozione su larga scala, la ricerca di Berenberg restituisce infatti un quadro decisamente più incoraggiante: la spesa e l’utilizzo dell’AI sono destinati a continuare a crescere, mentre i budget dedicati a questa tecnologia si dimostrano più protetti e resilienti del previsto.
La ricerca di Berenberg, che include un sondaggio condotto su 100 responsabili in ambito AI, mostra come le aziende stiano entrando in una nuova fase dell’adozione. Nelle prime fasi, la spesa per l’AI era spesso gestita con minor attenzione ai costi, anche deliberatamente, per favorire la sperimentazione, aumentare l’utilizzo e acquisire esperienza.
Ora, dopo questa fase iniziale di apprendimento, le aziende stanno passando a un approccio all’AI più attento all’ottimizzazione dei costi e del consumo di token, con l’obiettivo di rendere l’utilizzo dell’intelligenza artificiale più efficiente e sostenibile su larga scala.
«A nostro avviso, ciò consentirà alle imprese di implementare e scalare le iniziative di AI con maggior successo, sostenendo nel tempo l'attuale processo di diffusione nelle aziende, che sta evolvendo da un'adozione ampia verso un'integrazione più profonda dell'AI nei flussi di lavoro», prevede Berenberg.
Sebbene siano necessarie riduzioni significative dei costi per token, la ricerca del broker suggerisce che tali riduzioni siano realizzabili: l'attuale ciclo di investimenti in infrastrutture AI (AI capex) richiede ricavi derivanti dall'intelligenza artificiale pari a 343 miliardi di dollari nel 2027, in aumento fino a oltre 1.000 miliardi di dollari entro il 2029. Per sostenere questo livello di ricavi e la crescita prevista del consumo di token da parte del settore, il costo effettivo per unità di AI dovrà quasi dimezzarsi nel corso del 2027 e del 2028.
La ricerca di Berenberg evidenzia diverse tecniche di ottimizzazione dei costi che possono rendere questo obiettivo raggiungibile per le imprese. Non solo la spesa delle aziende per l'AI continuerà ad aumentare, ma i budget destinati all'AI dovrebbero essere molto protetti: l'85% dei partecipanti al sondaggio, una netta maggioranza, ha previsto che i budget per l’AI aumenteranno nei prossimi 12 mesi; il 44% ritiene, invece, che rimarranno completamente immuni anche in caso di programmi di riduzione dei costi importanti.
Con la maturazione delle iniziative di AI, «riteniamo che anche l'implementazione e la capacità di portarle su scala diventeranno più efficaci. Il nostro sondaggio supporta questa tesi: un'ampia maggioranza, pari al 70% degli intervistati, prevede che in futuro si ridurrà il tempo necessario per implementare soluzioni di AI», precisa Berenberg.
L'utilizzo di modelli a basso costo rappresenta una tecnica altamente efficace di ottimizzazione dei costi: attualmente, i modelli cinesi open-weight dominano questo mercato, ma i laboratori occidentali di AI stanno nuovamente accelerando le proprie iniziative in questo campo e i principali laboratori che sviluppano modelli di frontiera stanno aumentando la disponibilità di modelli a un costo più basso. Si tratta di uno sviluppo incoraggiante, perché oltre il 40% degli intervistati ha dichiarato che la propria società non può adottare modelli cinesi a causa delle restrizioni.
Per un investitore è probabile che le soluzioni AI offerte dai fornitori di software diventino sempre più interessanti, grazie alle garanzie che possono offrire in termini di costi, affidabilità e governance. Ciò dovrebbe rafforzare la capacità dei produttori di software di conquistare una quota del mercato dell'agentic AI, ossia dell'intelligenza artificiale in grado di operare in modo più autonomo attraverso agenti.
Tra i titoli che Berenberg copre, i benefici derivanti dall'AI si manifesteranno più rapidamente per Atoss Software (buy e target price a 135 euro; +44% di potenziale upside secondo il consenso Bloomberg), Cadence Design Systems (buy e target price a 440 dollari; +25,7% di potenziale upside), Planisware (buy e target price a 28 euro; +3,1% di potenziale upside), Sap (buy e target price a 205 euro; +10,8% di potenziale upside) e Synopsys (buy e target price a 633 dollari; +34% di potenziale upside).
Invece, nel comparto dei servizi IT, anche se le preoccupazioni legate all'AI sono destinate probabilmente a persistere nel breve termine, la varietà di modelli disponibili e l'evoluzione delle architetture stanno sostenendo la domanda di competenze nei servizi IT indipendenti dalla tecnologia, ovvero non legate a uno specifico modello o fornitore.
Secondo il sondaggio di Berenberg, meno del 10% dei flussi di lavoro utilizza attualmente l'AI in modo significativo, il che lascia ampi margini per una maggior diffusione e implementazione. «Nell'ambito della nostra copertura, riteniamo che Accenture sia ben posizionata grazie alle sue partnership più profonde con i laboratori di AI e al vantaggio derivante dall'essere stata tra i primi operatori a muoversi in questo ambito, nonostante le pressioni macroeconomiche nel breve termine», suggerisce Berenberg che su Accenture ha un rating buy e un target price a 220 dollari (+8,1% di potenziale upside).
Mentre nel settore delle apparecchiature per semiconduttori, sebbene la spesa per l'AI stia diventando più selettiva, il passaggio verso modelli maggiormente «token-optimised», ossia ottimizzati in termini di consumo di token, dovrebbe contribuire a prolungare la durata del ciclo di adozione e implementazione dell'AI, sostenendo la domanda di apparecchiature per la produzione di semiconduttori.
In quest’ottica Berenberg ritiene particolarmente interessante il rapporto rischio/rendimento di società come Asml (buy e target price a 1.200 euro; +28,2% di potenziale upside), Besi (buy e target price a 240 euro; +52,9% di potenziale upside) e Infineon (buy e target price a 100 euro; +52,1% di potenziale upside), che presentano opportunità di espandere il proprio total addressable market (mercato indirizzabile) grazie all'AI. (riproduzione riservata)