Inps, Vitale: «Il welfare proattivo è già realtà». Dall’Assegno unico al Bonus nuovi nati, così cambia l’accesso alle prestazioni
Inps, Vitale: «Il welfare proattivo è già realtà». Dall’Assegno unico al Bonus nuovi nati, così cambia l’accesso alle prestazioni
Il consigliere di amministrazione dell’Istituto rivendica il ruolo della governance e l’indirizzo del Governo nel riconoscimento dei diritti inespressi. Al centro semplificazione, integrazione dei dati e servizi capaci di anticipare i bisogni di famiglie e cittadini

di di Giusy Iorlano   12/10/2026 15:47

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Il welfare proattivo è già operativo all’Inps e punta a ridurre la distanza tra i diritti riconosciuti dalla legge e le prestazioni effettivamente percepite dai cittadini. A rivendicarlo è Fabio Vitale, consigliere di amministrazione dell’Istituto, che interviene nel dibattito sui cosiddetti diritti inespressi.

«Il modello proattivo non è un’ipotesi da costruire: per l’Inps è già una linea di lavoro concreta, frutto di scelte precise della Governance dell’Istituto», afferma Vitale, accogliendo con favore l’attenzione crescente sul tema dell’accesso alle prestazioni sociali e previdenziali.

Vitale riconduce il percorso intrapreso dall’Inps alle indicazioni dell’esecutivo e, in particolare, all’azione delle ministre Eugenia Roccella e Marina Calderone, che hanno promosso l’integrazione del riconoscimento dei diritti inespressi nella fase di costruzione delle misure.

«Non si tratta di correggere a valle le difficoltà di accesso, ma di progettare prestazioni che vadano incontro alle persone fin dall’origine», osserva il consigliere di amministrazione.

Dall’Assegno unico al Bonus nuovi nati, il banco di prova delle famiglie

Uno degli ambiti nei quali questa impostazione trova applicazione è quello delle politiche a sostegno della genitorialità. Vitale richiama il percorso che dall’Assegno unico e universale arriva al Bonus nuovi nati, indicandolo come esempio di un modello che punta a coniugare semplificazione amministrativa, continuità nell’erogazione e utilizzo del patrimonio informativo pubblico.

L’obiettivo è ridurre gli ostacoli che possono frapporsi tra le famiglie e le misure di sostegno, soprattutto nelle fasi della vita in cui il bisogno di assistenza economica e di servizi è più evidente.

«Le famiglie non devono inseguire lo Stato: è lo Stato, attraverso l’Inps, che si fa trovare pronto nei momenti decisivi della vita», sottolinea Vitale.

Integrazione dei dati e comunicazione diretta: le prossime sfide

Il rafforzamento del modello passa ora dalla maggiore integrazione delle informazioni, dalla comunicazione diretta con i cittadini e dalla capacità dell’Istituto di individuare tempestivamente situazioni di bisogno che rischiano di rimanere senza risposta.

Sono questi, secondo Vitale, gli assi lungo i quali proseguire per consolidare un sistema di welfare capace di prevenire l’esclusione anziché intervenire soltanto quando emergono difficoltà nell’accesso alle prestazioni.

«La proattività non è uno slogan: è un metodo di governo del welfare che l’Inps ha già fatto proprio», conclude il consigliere.

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