L’inflazione in Italia torna a correre a causa delle tensioni geopolitiche in Iran e la chiusura dello stretto di Hormuz. Nel mese di aprile, infatti, l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una variazione del +1,2% su base mensile e del +2,8% su base annua (da +1,7% del mese precedente).Questa la stima preliminare fornita dall’Istat.
La causa, non a sorpresa, sono le tensioni che si registrano sui prezzi degli energetici (+9,5% da -2,1%) e degli alimentari non lavorati (+6% da +4,7%), ha spiegato l’Istituto statistico. Tanto che la cosiddetta inflazione di fondo, ossia quella calcolata senza considerare i beni energetici e gli alimentari freschi, mostra un rallentamento (da +1,9% a +1,6%), come anche quella al netto dei soli beni energetici (da +2,1% a +2%).
Anche se la crescita su base annua dei prezzi del «carrello della spesa» - dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona - è pari a +2,5% (da +2,2%), come è in rialzo anche la dinamica dei prezzi dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto (da +3,1% a +4,3%).
Un inflazione tendenziale al 2,8% «significa, per una coppia con due figli, un aumento complessivo del costo della vita pari a 1.053 euro su base annua, una vera stangata, 287 euro per i soli prodotti alimentari e le bevande analcoliche, 304 per il carrello della spesa. Per una coppia con 1 figlio, la spesa aggiuntiva annua totale è pari a 966 euro, 252 euro soltanto per cibo e bevande, 269 per il carrello», ha calcolato Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori. In media insomma «per una famiglia la sberla è di 753 euro, 198 per mangiare e bere», aggiunge il numero uno dell’Unc.
D’altro canto, l’Istat rileva che un parziale effetto di freno alla crescita dell'inflazione si deve alla dinamica dei prezzi di alcune tipologie di servizi, tra cui quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona (+3% da +2,6%) nonché quelli relativi ai trasporti (da +2,2% a +0,5%).
Dalle stime preliminare di aprile deriva anche la previsione aggiornata dell’Istat dell’inflazione che caratterizzerà l’Italia a fine anno: si parla del +2,4%.