Industria europea, il ministro Urso suona la sveglia a Bruxelles: serve una svolta per automotive, energia e siderurgia
Industria europea, il ministro Urso suona la sveglia a Bruxelles: serve una svolta per automotive, energia e siderurgia
Il titolare del Mimit a Bruxelles nell’anno delle «riforme europee». Incontri con Fitto, Kubilius e Ribera. Domani 28 gennaio un tavolo per ottenere il via libera al prestito ponte destinato all’ex Ilva 

di Anna Di Rocco 27/01/2026 17:02

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?Bruxelles torna al centro della politica industriale italiana. Nella missione di due giorni nella capitale europea, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, porta sul tavolo i principali dossier che pesano sulla competitività dell’industria nazionale – automotive, siderurgia, energia e transizione verde – e di riflesso su quella di tutta l’Unione europea. 

Secondo Urso, il 2026 sarà l’anno delle riforme europee, ma senza un cambio di rotta il rischio è un indebolimento strutturale della manifattura continentale. «Serve una linea pragmatica, senza rigidità ideologiche», ha detto il titolare di Via Veneto, rivendicando per l’Italia un ruolo attivo nelle scelte strategiche dell’Unione.

Nella due giorni sono stati fissati colloqui con il vicepresidente esecutivo Raffaele Fitto, con la commissaria Teresa Ribera  e con il commissario Andrius Kubilius. Ma il primo confronto è stato con la delegazione italiana al Parlamento europeo, chiamata a fare sistema sui dossier aperti a Bruxelles: dalla crisi dell’automotive alla revisione di Cbam ed Ets, fino alla semplificazione normativa e all’autonomia strategica. 

Automotive ed energia: le proposte dell’Ue non bastano

L’automotive si è posizionata come una delle prime priorità italiane. Per Urso resta il cuore dell’industria europea, per impatto occupazionale e filiere coinvolte. Ma le proposte della Commissione, secondo il ministro, non bastano a invertire il declino che sta colpendo il settore europeo: serve rafforzare la neutralità tecnologica, aprendo di più a biocarburanti e carburanti rinnovabili e rivedendo gli obiettivi sulle flotte aziendali.

Altro nodo chiave è quello delle industrie energivore. Urso avverte che la revisione del Cbam, da sola, non è sufficiente se non accompagnata da un intervento sull’Ets, a partire dalle quote gratuite e dalla speculazione finanziaria. Attendere il 2028 per includere i prodotti a valle, sostiene, significherebbe arrivare troppo tardi.

Ex Ilva, l’incontro con Ribera per il prestito ponte

Sul fronte più delicato, quello della siderurgia, il ministro ha confermato un incontro decisivo – mercoledì 28 gennaio – con la commissaria Teresa Ribera per l’autorizzazione dell’ultimo prestito previsto dal decreto ex Ilva: 149 milioni di euro nel 2026, nel caso in cui la cessione di Acciaierie d’Italia non si chiuda entro il 30 gennaio. 

«Dobbiamo affrontare l’ultima sfida, nonché la più impegnativa, che riguarda Taranto», ha detto il ministro durante un punto stampa, ricordando anche la causa risarcitoria da 7 miliardi di euro avviata contro ArcelorMittal. Intanto prosegue la negoziazione con il fondo americano Flacks Group condotta dai commissari straordinari. (riproduzione riservata)