Nell’ultimo anno le multinazionali del tabacco hanno continuano a crescere in borsa, cavalcando la fase positiva dei mercati azionari e registrando un incremento del 40% o poco meno. L’aumento più marcato è stato di Japan Tobacco (JT), una delle principali compagnie produttrici di sigarette del Giappone e quarta multinazionale del tabacco al mondomondo.
La perfomance del titolo di JT, quotata a Tokyo con una capitalizzazione di 64 miliardi di dollari (e nel cui capitale il governo giapponese possiede per legge un terzo delle azioni), è stata del 40,5% (calcolata al 30 gennaio), mentre nello stesso periodo l’indice Nikkei è salito del 34%. Si tratta del terzo produttore di tabacco a livello mondiale per volume, escluso il mercato cinese.
Bene sono andate poi sia British American Tobacco (Bat), quotata a Londra, sia China Tobacco International, società quotata sulla borsa di Hong Kong. La prima, con una capitalizzazione di borsa di 94 miliardi di sterline (circa 129 miliardi di dollari), nell’ultimo anno ha visto crescere le proprie azioni del 37%, ben più del Ftse 100 di Londra, salito nell’ultimo anno del 18,2%.
L’utile operativo rettificato di British American Tobacco nel primo semestre 2025 ha toccato quota 5,39 miliardi di sterline, superando sia il risultato dello stesso periodo del 2024 (5,33 miliardi) sia le stime degli analisti, che si fermavano a 5,21 miliardi. Il gruppo è tornato all’utile anche negli Stati Uniti (dopo le ingenti svalutazioni del 2023 per 25 miliardi relative ad alcuni marchi di sigarette statunitensi) e le previsioni per l’intero 2025 restano positive.
Anche China Tobacco International, quotata a Hong Kong, ha registrato una performance del titolo del +37%.
Il più grande monopolio mondiale del tabacco nei giorni scorsi ha aumentato i limiti annuali degli accordi quadro sull'esportazione di foglie di tabacco dopo aver aggiunto Cti North America come nuovo fornitore correlato. La decisione riflette la crescente domanda internazionale e la strategia dell'azienda di ampliare l’attività di esportazione di tabacco in foglie. La società è controllata da China National Tobacco Corporation, che attraverso la controllata Ctig detiene il 72,3% del capitale.
In modo simile si è mossa la statunitense Philip Morris International, prima al mondo per capitalizzazione (276 miliardi di dollari) e con prodotti venduti in oltre 180 Paesi al di fuori degli Stati Uniti d'America, il cui marchio più famoso e che genera i maggiori introiti è Marlboro. Il titolo della società nell’ultimo anno è salito a Wall Street del 36% e le previsioni degli analisti restano positive. Il gruppo nei giorni scorsi ha ricevuto l’approvazione da parte della Fda, l’autorità farmaceutica statunitense, alla richiesta di commercializzare ZYN, rafforzando il posizionamento di Philip Morris negli Stati Uniti e la sua credibilità nei prodotti con poca nicotina.