Porta Romana, scalo Farini, San Siro, Mind: perché i nuovi maxi-cantieri di Milano sono a rischio stop dopo l’inchiesta Urbanistica
Porta Romana, scalo Farini, San Siro, Mind: perché i nuovi maxi-cantieri di Milano sono a rischio stop dopo l’inchiesta Urbanistica
L’inchiesta punta il dito sul modello che sta trasformato la città. Dagli scali di Porta Romana e Farini a San Siro, Trotto e Mind: quali sono tutti i grandi interventi in corso o in attesa del via libera

di di Alberto Mapelli e Rossella Savojardo 01/08/2025 21:00

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I grattacieli di Porta Nuova, le tre torri di City Life, il nuovo Palazzo della Regione in zona Isola, l’iconico Bosco Verticale, l’area Expo (oggi già in fase di nuova trasformazione). L’elenco dei grandi progetti nati negli anni ‘10, diventati poi luoghi simbolo dell’evoluzione di Milano, si sarebbe dovuto arricchire ulteriormente nei prossimi anni nelle intenzioni di Comune e sviluppatori. Interventi che ora, alla luce della maxi-inchiesta sull’urbanistica, potrebbero dover essere ripensati oppure seguire iter più lunghi e costosi.

La coda di cantieri aperti (o potenziali) che dovrebbero trasformare grandi aree di città e periferia è lunga e potrebbe arricchirsi ulteriormente nei prossimi anni. Con l’incognita che il faro della Procura possa accendersi anche su progetti finora non coinvolti nelle inchieste.

I maxi-progetti in corso

Uno dei cantieri al termine è quello del Villaggio olimpico, inserito nel più ampio progetto di rigenerazione dello Scalo di Porta Romana da un miliardo di investimento. Intervento coinvolto dai pm nell’ultimo filone d’indagine per una potenziale corruzione, esclusa però dal gip. Ma il Villaggio (costato circa 200 milioni) è solo una porzione di un progetto molto più ampio: sui 190 mila metri quadrati di area, la partnership tra Coima, Covivio e Prada prevede ancora la costruzione di uffici, residenziale e servizi, oltre a un grande parco centrale. Eliminata invece la Foresta sospesa per motivi di costi da contenere.

Da tempo i tre attori aspettano il via libera definitivo al piano integrato di intervento per aprire i cantieri sui primi lotti già nel 2026. Resta da capire se il coinvolgimento nell’inchiesta del patron di Coima, Manfredi Catella, possa avere conseguenze sulle tempistiche del progetto.

Subito sotto lo scalo di Porta Romana, si sta completando il quartiere di Symbiosis, rigenerato da Covivio. L’attore francese ha completato la costruzione della nuova sede di Snam (costata oltre 100 milioni di euro) e si appresta a dare il via alla costruzione dell’ultimo tassello: Vitae, un altro grande edificio a uso misto.

Altro attore pienamente coinvolto su maxi-aree di Milano è il colosso australiano Lendlease, che ha in carico i progetti di Mind e Santa Giulia. Nell’ex area Expo i lavori sono stati completati per il 30-35% e si concentreranno ora sulla realizzazione del nuovo campus scientifico dell’università Statale e dei due grandi studentati di fronte all’Albero della Vita. L’adiacente zona della stazione Stephenson è finita anch’essa tra le aree che, secondo i pm, il «sistema» parallelo costruito da alcuni indagati avrebbe voluto spartire tra i grandi costruttori.

Lendlease, come noto, vuole ridurre l’esposizione finanziaria fuori dall’Australia e perciò sta cercando co-investitori per Mind (che cuba investimenti per circa 4 miliardi) e per Santa Giulia (da 2,7 miliardi). Quest’ultimo progetto è ancora nelle fasi iniziali: ad eccezione dei lotti a ridosso della ferrovia su cui sono sorti uffici e del PalaItalia, costruito da Cts Eventim per le prossime Olimpiadi, la zona deve ancora essere bonificata. Le infrastrutture intorno all’Arena Santa Giulia sono anch’esse finite tra le opere citate nelle carte dell’inchiesta per una presunta corruzione.

Chi ha dovuto frenare

In città però sono tante anche le rigenerazioni annunciate o in progettazione ancora sulla carta. Tra i grandi interventi che hanno subito uno stop imprevisto c’è la riqualificazione di Piazzale Loreto di Nhood da circa 80 milioni. I cantieri erano attesi a inizio agosto, ma il caos sulle regole urbanistiche ha generato dubbi sulla necessità di un piano attuativo. Altro esempio è il campus Goccia del Politecnico in zona Bovisa, anch’esso citato nell’ultima inchiesta. Ma già in precedenza il progetto aveva incontrato ostacoli in fase di assegnazione della gara da 152 milioni.

Chi sta invece ancora aspettando i permessi per costruire sull’area Trotto accanto a San Siro sono Hines e Borio Mangiarotti. Il progetto prevede la riqualificazione di vecchie stalle con servizi di quartiere, aree verdi e residenziale. Un investimento da 450 milioni che, nei piani iniziali, sarebbe dovuto partire nel 2024. Il quartiere di San Siro aspetta anche di scoprire il destino dello stadio, la cui vendita ai club per la successiva costruzione del nuovo impianto è slittata a settembre causa inchiesta.

I progetti ancora sulla carta

Tra le aree di Milano assegnate nell’ultimo anno e mezzo ci sono anche gli scali di Porta Genova e Farini, oltre all’ex caserma Mameli. Lo scalo di Porta Genova - destinato a diventare un polo di servizi, cultura e socialità - ha visto poche settimane fa la vittoria del progetto sviluppato da Lombardini22 (società finita indagata). Scalo Farini, invece, diventerà la nuova casa di Unicredit, che insieme ad Hines e Prelios si era aggiudicata l’area per 500 milioni. Il progetto definitivo deve ancora essere presentato, nel frattempo stanno proseguendo i lavori di bonifica e l’iter autorizzativo. La caserma Mameli in zona Bicocca è invece passata da Cdp ad Ardian per circa 30 milioni: sui 90 mila mq di superficie commerciale sorgeranno residenze (libere e social housing) e servizi.

Restando a nord di Milano, non si possono non citare le aree ex Falck: una maxi zona di 1,4 milioni di mq che solo a fine 2023 ha risolto lo stallo finanziario passando da Hines a Coima quasi integralmente. Solo sul lotto Unione 0 restato in mano di Hines è in fase di sviluppo. Per il resto dell’area la sgr di Catella sta ancora ragionando sul masterplan.

Gli edifici di spicco

Non di soli grandi aree da rigenerare si struttura la mappa dei cantieri milanesi, ma anche di singoli grandi edifici. I cantieri sono aperti per la Torre Faro di A2A in zona Scalo Porta Romana, per la futura sede Rai al Portello e per la Wave di Generali a CityLife.

Tra i singoli interventi non si possono non citare il progetto sul Pirellino, sempre in mano a Coima e mai autorizzato, e la Biblioteca Europea di Informazione e Cultura (Beic), i cui cantieri sono aperti e che dovrebbe essere completata (in ritardo di due anni) entro il 2028. Entrambi negli ultimi mesi sono assurti agli onori della cronaca per due filoni di indagine che li riguardano. (riproduzione riservata)