Non servono sci e pattini: il primo vincitore delle Olimpiadi invernali è il mattone. E mentre i 4 miliardi investiti per Milano Cortina lasceranno un’importante eredità sui territori che le ospiteranno, gli investitori esteri guardano sempre più all’Italia. A dispetto del nome, i Giochi del 2026 non si terranno solo a Milano e a Cortina: saranno un vero e proprio evento diffuso che toccherà anche le province di Sondrio, Trento e Bolzano, la città di Verona e l’hinterland milanese.
I dati di Immobiliare.it Insight raccontano che, nei 12 mesi prima dei Giochi, nelle località dove si svolgeranno le gare i prezzi delle case e i canoni d’affitto hanno raggiunto nuovi picchi, anche se in maniera eterogenea.
Cortina d’Ampezzo non è solo la regina delle Dolomiti ma anche quella dell’immobiliare.
La meta del lusso montano è la località più costosa sia per comprare casa, con un prezzo medio di oltre 12 mila euro al metro quadro, sia per affittare, con un costo al metro quadro di 29,6 euro al mese.
La perla delle Dolomiti è l’esempio perfetto di come anche in una località di per sé esosa si possa apprezzare in maniera evidente l’effetto Olimpiadi, con crescite dell’8,2% e del 5% sui prezzi rispettivamente di case e affitti nell’ultimo anno.
La località, però, che ha beneficiato di più della spinta olimpica è stata Bormio, con un’impressionante crescita del 51,4% del prezzo degli affitti, arrivati a 29 euro al metro quadro, quasi ai livelli di Cortina. Il comune della Valtellina è la patria dello sci alpino, con la storica pista dello Stelvio, e ospiterà anche la novità di queste Olimpiadi: lo sci alpinismo.
Medaglia d’oro anche nell’incremento di valore delle case: +8,6% nell’ultimo anno, ma il prezzo di 5.702 euro al metro quadro resta ben al di sotto di quelli ampezzani.
Bormio e Livigno (che ospiterà snowboard e freestyle) contribuiscono alla crescita immobiliare record dell’intera provincia di Sondrio: i prezzi delle case sono cresciuti dell’8,6% e i canoni d’affitto dell’11,3%.
Paolo Giabardo, direttore generale di Immobiliare.it, fa notare che «eventi di questa portata tendono a lasciare tracce che vanno oltre le settimane della manifestazione, soprattutto in termini di percezione e attrattività dei territori coinvolti».
Un impatto, quindi, che si estende alle località limitrofe alle singole sedi olimpiche alpine: centri piccoli che, da soli, difficilmente rispondono all’intera domanda di alloggi. Ne sono un ulteriore esempio Predazzo e Tesero, con le gare di salto con gli sci, combinata nordica e sci di fondo, per la provincia di Trento, e Anterselva (biathlon) per Bolzano.
I Giochi inoltre rappresentano una vetrina internazionale unica per promuovere regioni, province e territori.
Se l’operazione Olimpiadi avrà funzionato, in termini di appeal dell’Italia, lo vedremo dopo l’evento, ma alcuni trend sembrano già tracciati: gli immobili alpini parlano sempre di più lingue straniere.
Secondo Gate-away.com, portale dedicato agli acquirenti esteri che comprano in Italia, negli ultimi dieci mesi del 2025 l’interesse verso il Trentino-Alto Adige è cresciuto del 57,3%, con la domanda verso il Südtirol quasi raddoppiata.
La regione fa gola soprattutto a statunitensi (il 16% delle richieste), tedeschi e britannici, con questi ultimi che hanno incrementato dell’85% le richieste rispetto al 2024. Si cercano soprattutto appartamenti, per un valore medio dell’immobile salito a 600 mila euro e le località più gettonate sono Brennero (16,9% delle richieste) e Senales (11,9%).
E Cortina? Piace molto anche fuori dall’Italia: durante gli ultimi dieci mesi del 2025 la provincia di Belluno ha visto crescere le richieste dall’estero di quasi il 16% e il valore medio dell’immobile ricercato è di circa 860 mila euro (+10,9% rispetto al 2024).
Cosa bisogna aspettarsi dopo i Giochi? Se a febbraio e a marzo gli occhi del mondo saranno puntati sulle piste di Veneto, Lombardia e Trentino, in molti volgeranno lo sguardo anche verso le case imbiancate dalla neve. «Non solo nelle località olimpiche, ma anche nelle province vicine e nelle aree alpine in generale», spiega il cofondatore di Gate-away.com Simone Rossi, sottolineando che «gli acquirenti esteri percepiscono questi territori come sicuri, ben collegati, organizzati e ricchi di opportunità, non solo turistiche ma anche immobiliari».
Uno scenario che «conferma non solo la solidità del mercato, ma anche la sua crescente capacità di attrarre un pubblico internazionale sofisticato, con budget elevati e alte aspettative. Ciò che rileviamo non è un interesse effimero, ma un segnale di fiducia sul lungo periodo», conclude Rossi .
Non solo montagna: anche Verona e Milano saranno teatro delle Olimpiadi.
La magia dell’Arena scaligera accompagnerà la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi e quella d’apertura delle Paralimpiadi. Verona è da tempo una città in crescita, spinta da un tessuto imprenditoriale solido, cultura ed eventi dal vivo: nell’ultimo anno le quotazioni immobiliari sono salite dell’8% e gli affitti cresciuti del 5,5%. Anche l’interesse estero cresce: negli ultimi dieci mesi un +11,2% delle richieste.
Milano, come spesso accade, fa storia a parte. Più che sull’intera città la crescita riguarda i quartieri che hanno conosciuto i maggiori investimenti per i Giochi.
Primo fra tutti Santa Giulia, dove è stata costruita l’Unipol Dome, che dopo i Giochi ospiterà eventi live e darà nuova linfa al quartiere: è lì che si assiste al più significativo incremento di valore degli immobili (+7%) e del costo degli affitti (+3,9%).
Il trend di apprezzamento immobiliare nei quartieri è strettamente legato all’introduzione di infrastrutture che rimarranno nel tempo: vale per Rho, dove i padiglioni usati per i Giochi si trasformeranno nel Live Dome (il palazzetto più grande d’Europa), o Corvetto, con il Villaggio olimpico che diventerà uno studentato. Interessante la dinamica dei canoni d’affitto in questa zona: una delle poche della città dove il costo scende invece che salire, magari già in vista del futuro aumento di offerta di posti letto. (riproduzione riservata)