Iliad Italia chiude il secondo trimestre in utile: 44 milioni, in sei mesi ricavi +10%
Iliad Italia chiude il secondo trimestre in utile: 44 milioni, in sei mesi ricavi +10%
Il gruppo arriva a 5,24 miliardi di ricavi (+3%) e si prepara a diventare il terzo operatore europeo dopo il closing dello spezzatino di Sfr. Nel semestre utile di 502 milioni

di Alberto Mapelli 27/08/2026 08:50

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Iliad Italia chiude il secondo trimestre 2026 in utile. L’operatore francese guidato in Italia dal ceo Benedetto Levi ha registrato una perdita nel semestre di 25 milioni di euro (-53 milioni nel primo semestre 2025), dopo un primo trimestre chiuso con un rosso di 69 milioni, avvicinandosi ulteriormente al pareggio di bilancio sul periodo.

Iliad Italia ha perciò registrato un risultato positivo per circa 44 milioni nel periodo aprile-giugno, mentre le attività ordinarie hanno generato un utile di un milione nel primo semestre. Il risultato netto deriva da ricavi arrivati a 665 milioni, in crescita del 10,2%, di cui 602 milioni dal mobile e 64 milioni dal fisso.

L’ebitda after lease cresce di oltre il 20%, passando da 191 a 229 milioni, con un margine ebitda after lease salito dal 31,6% al 34,5%. Balzo di oltre il 75% del flusso di cassa operativo, arrivato a 106 milioni, mentre calano lievemente i capex a 124 milioni (-5,2%).

Dati derivanti da una continua crescita dal punto di vista industriale: gli utenti mobile sono cresciuti ulteriormente a 12,8 milioni di unità (+100 mila), mentre gli utenti fissi sono aumentati di 31 mila unità a 568 mila totali.

Frequenze, rischio discriminazione

Nella nota con cui ha comunicato i risultati, Iliad ha mantenuto alta l’attenzione sul tema frequenze: «Il percorso di crescita di iliad in Italia si sviluppa in un contesto che richiede un quadro normativo in grado di sostenere gli investimenti a lungo termine», sottolinea il gruppo.

La terza consultazione avviata da Agcom sulle modalità di rinnovo delle frequenze mobili «rappresenta un punto di attenzione strategico: un rinnovo integrale dei diritti d’uso a partire dal 2030, privo di correttivi rispetto agli attuali equilibri, rischierebbe di cristallizzare un assetto di mercato discriminatorio fino al 2037, senza riconoscere il valore degli investimenti realizzati fino a qui nello sviluppo delle reti». 

In conferenza stampa, Thomas Reynaud, ceo del gruppo Iliad, ha aggiunto che «In Italia, contribuiremo alle consultazioni e riteniamo fermamente che sia necessario un riequilibrio in linea con la normativa nazionale ed europea. E questo è ciò che affermeremo durante le consultazioni».

I numeri del gruppo

Dal punto di vista del gruppo, i ricavi consolidati sono cresciuti del 3% a 5,24 miliardi, con la Francia che registra un fatturato di 3,3 miliardi (+1,5%) e la Polonia di 1,26 miliardi (+3,5%). Sul fronte dei margini, l’ebitda after lease consolidato arriva a 2,1 miliardi (+2,2%), con la Francia che mostra un lieve calo a 1,29 miliardi (-1,9)%), meglio la Polonia a 575 milioni (+5,8%). 

L’utile del gruppo scende a 502 milioni (-27,7%), complici le partite straordinarie (cessione di OpCore a Infravia) che avevano influenzato positivamente il risultato netto 2025. Continua, invece, a migliorare il flusso di cassa operativo, arrivato a 1,29 miliardi (+10,2%), di cui 725 milioni dalla Francia (+6,4%) e 456 milioni dalla Polonia (+7,1%), mentre l’equity free cash flow è di 661 milioni.

Le dichiarazioni

«Per il quinto anno consecutivo, il gruppo Iliad è il leader della crescita tra i principali operatori telco europei. Questa performance non è frutto della fortuna, né di un effetto ciclico. È invece sostenuta da un asset fondamentale: la fiducia dei nostri abbonati, che ha raggiunto livelli record, e da una solida posizione finanziaria, che ci consente di investire nelle infrastrutture digitali del futuro, reti, soluzioni cloud, data center e AI», spiega Thomas Reynaud, ceo del gruppo Iliad.

«L’acquisizione prevista degli asset di Sfr rappresenta per noi un’opportunità per cambiare scala e, allo stesso tempo, far crescere il modello Free, a beneficio dei consumatori. Spinti da questo slancio, alziamo ulteriormente l’asticella e puntiamo ora a un equity free cash flow superiore a 1 miliardo di euro nell’intero 2026».

Iliad diventerà il terzo gruppo telco europeo dopo il closing dell’acquisizione di Sfr in Francia insieme a Orange e Bouygues Telecom. (riproduzione riservata)

Articolo in aggiornamento