Il trading degli anni 80 «è finito, oggi dominano dati e algoritmi». Parla Andrea Unger
Il trading degli anni 80 «è finito, oggi dominano dati e algoritmi». Parla Andrea Unger
A Padova il confronto tra i campioni del trading mondiale. Al centro il ruolo dell’intelligenza artificiale e la trasformazione dei mercati finanziari.

di di Giusy Iorlano 20/04/2026 19:30

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Il trading di oggi non ha più nulla a che vedere con quello degli anni 80. A dirlo è il campione mondiale Andrea Unger, intervenuto a Padova in un confronto con l’americano Kevin Davey e l’inglese Michael Cook dedicato all’evoluzione dei mercati e al ruolo dell’intelligenza artificiale.

«Il trading degli anni 80 aveva un fascino indiscutibile, anche grazie alle pellicole che ne ritraevano alcuni aspetti, ma oggi è tecnicamente irriproducibile. Chi c’era in quegli anni racconta di grafici tracciati su carta millimetrata: questo fa capire quanto si sia evoluta la rete informativa e informatica. Oggi la disponibilità dei dati in tempo reale ha portato a un efficientamento estremo. Le barriere tecnologiche ed economiche sono state abbattute, riducendo i costi operativi all'osso. Questa democratizzazione ha reso i mercati talmente competitivi che i vantaggi di un tempo si esauriscono in pochi istanti. Individuare oggi dove risiede il valore reale è diventata una sfida di una complessità estrema», ha detto il trader.

Dati e algoritmi: la nuova frontiera dei mercati

Nel corso dell’evento, la Unger Academy ha aperto il proprio reparto di ricerca e sviluppo, illustrando le metodologie con cui vengono costruite e validate le strategie di trading. Il processo parte dall’analisi dei dati storici e arriva fino alla messa in produzione degli algoritmi.

Tra le innovazioni presentate anche un software per il backtest delle strategie in opzioni, sviluppato internamente per superare i limiti degli strumenti esistenti. «Grazie all’intelligenza artificiale, che ha snellito un percorso di programmazione altrimenti proibitivo, siamo riusciti a creare un back-tester evoluto che non ha eguali sul mercato», ha spiegato Unger. «Il back-tester in quanto tale non era un progetto semplice, ma grazie alla tecnologia siamo riusciti a svilupparlo e questo ci permette di rimanere all’avanguardia», ha concluso. (riproduzione riservata)