Il segretario Usa alla Guerra Pete Hegseth avrebbe provato a investire in un Etf della difesa subito prima dell’attacco all’Iran
Il segretario Usa alla Guerra Pete Hegseth avrebbe provato a investire in un Etf della difesa subito prima dell’attacco all’Iran
Rivelato il tentativo di un broker legato a Hegseth di investire in un Etf della difesa prima dell’attacco all’Iran. Operazione saltata, il Pentagono smentisce: ricostruzione falsa

di Andrea Boeris 31/03/2026 09:30

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Un tentativo di investimento in titoli della difesa da parte di un intermediario riconducibile al segretario alla difesa statunitense appena prima della guerra in Iran accende il dibattito a Wall Street e a Washington, tra sospetti di possibili conflitti di interesse e smentite ufficiali.

Secondo quanto riportato dal Financial Times e ripreso da tutte le grandi testate mondiali, un broker legato al segretario alla Difesa Pete Hegseth avrebbe sondato la possibilità di effettuare un investimento multimilionario in un fondo legato al settore difesa proprio nelle settimane precedenti all’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. L’operazione, alla fine, non si è mai concretizzata.

Hegseth voleva entrare in un fondo della difesa

L’intermediario, che opera presso Morgan Stanley, avrebbe contattato a febbraio BlackRock per valutare un corposo investimento nel Defense Industrials Active Etf, un fondo azionario focalizzato sulle principali aziende della difesa globale. Il prodotto, che investe in gruppi come Lockheed Martin, Northrop Grumman e Rtx Corporation, punta a intercettare le opportunità di crescita legate all’aumento della spesa militare in un contesto di tensioni geopolitiche.

Secondo le fonti citate dal quotidiano britannico, la richiesta sarebbe stata segnalata internamente a BlackRock vista la rilevanza del potenziale cliente. L’operazione non è andata in porto ma soltanto per motivi tecnici: il fondo non risultava infatti ancora disponibile per i clienti di Morgan Stanley al momento del contatto.

Un caso che rischia di far molto discutere

La vicenda ha però immediatamente sollevato interrogativi, considerando il ruolo centrale di Hegseth nella strategia militare statunitense verso Teheran e il fatto che il Pentagono fosse impegnato nella pianificazione di un’azione militare su larga scala. Se confermato, il tentativo di investimento potrebbe alimentare polemiche su un possibile utilizzo di informazioni sensibili o su conflitti di interesse tra decisioni politiche e operazioni sui mercati finanziari. Negli ultimi mesi, infatti, analisti e osservatori hanno già acceso i riflettori su alcune operazioni speculative avvenute in prossimità di decisioni chiave dell’amministrazione del presidente Donald Trump.

La smentita del Pentagono: ricostruzione falsa e inventata

Dal Pentagono è arrivata però una smentita netta. Il portavoce Sean Parnell ha definito la ricostruzione «completamente falsa e inventata», precisando che né Hegseth né suoi rappresentanti avrebbero mai contattato BlackRock per un investimento di questo tipo.

Resta comunque poco chiaro il grado di autonomia del broker nelle decisioni di investimento e quanto il segretario alla Difesa fosse effettivamente a conoscenza dell’iniziativa. Né BlackRock né Morgan Stanley hanno commentato ufficialmente la vicenda. (riproduzione riservata)