Il reattore Arc tra Eni, Google...e gli Avengers
Il reattore Arc tra Eni, Google...e gli Avengers
La corsa verso il lancio della fusione a confinamento magnetico svela un retroscena che porta dritto a Iron Man e alla causa evitata con Disney-Marvel grazie a un colpo di genio legale

di Angela Zoppo 25/09/2026 22:00

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La galassia Arc, acronimo del reattore a fusione sul quale Eni e Google stanno puntando come investitori strategici di Cfs (Commonwealth Fusion Systems), si allarga. Secondo quanto risulta a Milano Finanza, la società spin-off del Mit di Boston ha depositato il nuovo marchio Arc Eddington all’Ufficio Brevetti Americano per blindare la futura filiera commerciale: software di controllo del plasma, sensoristica e trattamento dei materiali. Ma la presa sul brand cela un retroscena, un giallo legale preventivo che ha caratterizzato proprio la nascita del marchio legato al nucleare pulito.

Il futuro reattore commerciale a fusione si chiama infatti Arc, come l’Arc Reactor di Tony Stark alias Iron Man, l’eccentrico miliardario e supereroe della Marvel, protagonista anche del filone d’oro Avengers al cinema.

Come Cfs ha blindato il nome Arc

Se per gli scienziati del progetto si trattava di un colpo di genio comunicativo, per il mercato era un enorme fattore di rischio. Il nome del supereroe è proprietà esclusiva di The Walt Disney Company/Marvel, difeso da un battaglione di avvocati. Ma se nei faldoni della giustizia Usa non ci sono cause, Il motivo risiede in una precisa strategia preventiva attuata dagli avvocati di Cfs: Arc (Serial Number Usa 98173807) è stato infatti registrato non come nome di fantasia, ma come acronimo tecnico di Affordable, Robust, Compact. Risultato, nemmeno un dollaro dei circa 4 miliardi raccolti finora da Cfs è finito in carte bollate.

Anche la netta separazione della categoria merceologica rispetto ai film e ai fumetti Disney ha azzerato il rischio di confusione per la legge statunitense e consegnato al mercato dell’energia il nome di battesimo di quella che promette di essere la prima centrale elettrica a fusione su scala di rete al mondo ad applicare il principio cosiddetto del sole in bottiglia, energia illimitata e sostenibile. Dopo il prototipo Sparc, atteso nel 2027, l’impianto inaugurale Arc da 400 megawatt sarà realizzato nella Fall Line Fusion Power Station di Chesterfield, in Virginia, con la previsione di essere collegato alla rete dal 2030. (riproduzione riservata)