Il quantum computer ucciderà davvero Bitcoin?
Il quantum computer ucciderà davvero Bitcoin?
Un whitepaper di Google rivela che entro il 2029 i computer quantistici potrebbero compromettere la sicurezza delle criptovalute

di di Marcello Bussi 03/04/2026 02:00

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Ma davvero nel 2029 un quantum computer bucherà il Bitcoin segnando la fine dell’incredibile avventura della criptovaluta ideata dal misterioso Satoshi Nakamoto?

Da tempo viene agitato questo spettro, che si sarebbe dovuto materializzare fra almeno dieci anni, consentendo così al settore cripto di prendere le adeguate contromisure. Ma lo scorso 31 marzo Google Quantum AI ha pubblicato un whitepaper ufficiale in cui ha aggiornato le stime sulle risorse necessarie per rompere la crittografia a curva ellittica usata dal Bitcoin e da altre criptovalute come Ethereum.

Il whitepaper non dice che questo succederà nel 2029 ma evidenzia che con meno di 500.000 qubit fisici (quindi 20 volte in meno rispetto alle stime precedenti) un quantum computer crittograficamente rilevante (Crqc) potrebbe intercettare la chiave pubblica di un utente e calcolarne la chiave privata in soli 9 minuti.

Per capire: quando viene avviata una transazione in criptovalute questa entra in una «sala d'attesa» pubblica chiamata mempool. Per autorizzare il pagamento il wallet deve mostrare alla rete la chiave pubblica dell’utente. Un attaccante dotato di un computer quantistico estremamente potente potrebbe intercettare la chiave pubblica dal mempool e tentare di calcolare la chiave privata.

Se l'attaccante riuscisse a generare la chiave privata in meno di 10 minuti (il tempo medio di conferma di un blocco bitcoin), potrebbe firmare una nuova transazione fraudolenta che invierebbe i fondi al proprio indirizzo invece che a quello originale. Offrendo una commissione più alta ai miner l'attaccante si assicurerebbe che la sua transazione venga confermata prima di quella dell’utente, rubandogli così i fondi.

Google ha già fissato il 2029 come data obiettivo per completare la propria migrazione interna alla blockchain post quantum e ha invitato la comunità cripto a fare altrettanto perché «il margine di errore» del quantum computer «si sta riducendo». (riproduzione riservata)