Il premier britannico Sir Keir Starmer si è dimesso. L’annuncio è arrivato nella mattina di lunedì 22 in un discorso a Downing Street, dove Starmer ha affermato di aver accettato «con serenità» le richieste provenienti dal suo stesso partito e dall’elettorato. «Mi dimetterò da leader del Partito Laburista», ha detto poi il primo ministro dimissionario, aggiungendo di aver ereditato un Partito Laburista «in bancarotta politica, finanziaria e morale», che gli era stato ripetuto «più e più volte» essere «finito». Per Downing Street quella di Starmer è la sesta dimissione in dieci anni.
Intorno alle 11:15 il Ftse 100, l’indice principale della Borsa di Londra, viaggiava sulla parità.
In molti avevano visto la debacle definitiva di Starmer nelle amministrative di Makerfield, collegio nella contea di Greater Manchester dove Andy Burnham, sindaco di Manchester e tra le figure più popolari del Partito laburista, aveva ottenuto il 55% dei voti, superando nettamente Robert Kenyon di Reform Uk, fermo al 35%. Una vittoria, quella di Burnham, osservata non solo perchè i Labour erano riusciti a mantenere il proprio potere nel collegio, ostacolando l’ascesa del partito populista di Nigel Farage, ma anche perché l’intento declamato del sindaco di Manchester è stato sin da subito quello di sfidare Starmer in Parlamento, dal momento che l’elezione di Makerfield lo ha riportato in Camera dei Comuni dopo dieci anni.
Keir Starmer, avvocato e procuratore, non ha mai goduto di una grande popolarità. Secondo YouGov a oggi solo il 19% dei sondaggisti dichiara di gradire il pm uscente, responsabile agli occhi di molti elettori di scelte infelici come la nomina ad ambasciatore negli Usa di Peter Mandelson, nonostante alcuni documenti governativi recentemente desecretati ne abbiano rivelato i legami con il defunto criminale sessuale Jeffrey Epstein.
Più recentemente le richieste di dimissioni sono arrivate in seguito alla deludente performance del partito alle elezioni locali di maggio. L’11 giugno, due massimi funzionari della difesa del Regno Unito si sono dimessi, seguendo l’addio dell’ex ministro della Sanità Wes Streeting, il quale aveva affermato che chiaramente Starmer non avrebbe «guidato il Partito Laburista alle prossime elezioni generali».
Come riporta la testata britannica The Times si attende ora un passaggio di consegne tra Starmer e Burnham nell’arco dei mesi a venire, che culminerà con l'insediamento del nuovo deputato laburista di Makerfield al numero 10 di Downing Street in tempo per la conferenza del partito a fine settembre. (riproduzione riservata)