Regno Unito, inizia l’era di Andy Burnham. Ecco chi è il nuovo premier britannico
Regno Unito, inizia l’era di Andy Burnham. Ecco chi è il nuovo premier britannico
Il sindaco di Manchester è stato ufficialmente nominato primo ministro da re Carlo, ma resta l’incognita sulla sua agenda politica

di Giulia Venini 20/07/2026 12:44

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«La Gran Bretagna deve dimostrare al mondo di poter avere indietro la propria stabilità. Non siamo stati abbastanza bravi e dobbiamo essere migliori. Lo saremo» ha affermato il nuovo premier britannico Andy Burnham nel suo discorso di insediamento al 10 di Downing Street, in cui ha fatto scalpore il saluto al popolo inglese senza il classico leggìo, come da tradizione. «Voglio portare il potere fuori da qui» per costruire «una nuova economia» e «reindustrializzare la Gran Bretagna», ha proseguito il sindaco di Manchester e leader del partito labourista da venerdì 17 luglio, che intorno alle 13:30 italiane è stato ufficialmente nominato primo ministro britannico da Re Carlo. Poco prima il suo predecessore Keir Starmer rassegnava le dimissioni davanti al sovrano.

Il primo ministro ha promesso di introdurre immediatamente misure di sostegno al costo della vita e ha dichiarato che presenterà «entro la fine dell’anno» un piano per un decennio al potere, ma che rivelerà i primi annunci a partire da domani.

La scia di instabilità politica

Keir Starmer, in carica dal 5 luglio 2024 a oggi, 20 luglio 2026, ha detto nel suo discorso di addio di dare il suo pieno sostegno a Burnham e aggiunto che la Gran Bretagna è «più forte e più equa di quanto non lo fosse due anni fa». Secondo Starmer l’immigrazione è diminuita in modo significativo e il Paese è più sicuro e prospero.

Dal 2016 a oggi, ben 6 primi ministri britannici (escluso Starmer) si sono dimessi in un decennio segnato da una profonda instabilità politica post-Brexit: David Cameron, Theresa May, Boris Johnson, Liz Truss e Rishi Sunak. 

«Sono consapevole di essere il settimo pm dal 2016», ha sottolineato a questo proposito il nuovo inquilino di Downing Street. «Non siamo stati abbastanza bravi».

L’era Burnham inizia così tra tanti punti di domanda. Gli osservatori più esperti denunciano infatti la mancanza di un’agenda politica chiara, tanto che l’imminente chiusura di sei settimane del parlamento britannico per la pausa estiva renderà ancora di più il primo mese di Burnham a Downing Street una grossa incognita.

Non sono ancora noti i nomi dei membri del nuovo governo. 

Perché il nuovo governo

In molti avevano visto la debacle definitiva di Starmer nelle amministrative di Makerfield, collegio nella contea di Greater Manchester dove Andy Burnham aveva ottenuto il 55% dei voti, superando nettamente Robert Kenyon del partito di estrema destrea Reform Uk (e primo del Paese secondo i sondaggi), fermo al 35%. 

Keir Starmer ha scontato alcune scelte infelici come la nomina ad ambasciatore negli Usa di Peter Mandelson, nonostante alcuni documenti governativi recentemente desecretati ne abbiano rivelato i legami con il defunto criminale sessuale Jeffrey Epstein.

Più recentemente le richieste di dimissioni sono arrivate in seguito alla deludente performance del partito alle elezioni locali di maggio. L’11 giugno due massimi funzionari della difesa del Regno Unito si sono dimessi, seguendo l’addio dell’ex ministro della Sanità Wes Streeting, il quale aveva affermato che chiaramente Starmer non avrebbe «guidato il Partito Laburista alle prossime elezioni generali». (riproduzione riservata)