?????Quasi 5,5 miliardi di euro mobilitati, 76 progetti attualmente in corso e 18 nazioni partner (il doppio dei Paesi pilota del 2024), sei cabine di regia e altrettante direttrici strategiche. Questi alcuni dei numeri che raccontano lo stato di attuazione del Piano Mattei per l’Africa a due anni e mezzo dalla sua partenza, fotografati dalla Terza Relazione annuale al Parlamento.
Nel dettaglio, il Fondo Italiano per il Clima ha deliberato circa 1,2 miliardi di euro (relativi a 15 deliberazioni del comitato tecnico), mentre le garanzie Sace hanno già superato i 4 miliardi, consentendo di ridurre il rischio finanziario delle operazioni e facilitare il coinvolgimento delle imprese italiane. A questi si aggiungono 269 milioni destinati alla conversione del debito, strumento destinato a trasformare passività finanziarie in nuovi investimenti produttivi. Dietro a questi finanziamenti c’è la logica della blended finance, ossia il capitale pubblico assorbe parte del rischio iniziale, rendendo bancabili investimenti che il mercato privato difficilmente finanzierebbe autonomamente.
Le risorse sono state dirette lungo le sei direttrici che sostengono il Piano dal giorno uno: acqua, agricoltura e pesca, energia, infrastrutture fisiche e digitali, salute e istruzione, formazione e cultura. Per citare alcuni esempi di progetti in corso, per la gestione delle risorse idriche in Tunisia sono stati stanziati 250 milioni di euro mentre per un polo agroindustriale in Costa d'Avorio 100 milioni. L'Italia, inoltre, sostiene la Mission 300 della Banca Mondiale e della Banca Africana di Sviluppo con 150 milioni di euro, contribuendo all'obiettivo di portare elettricità a 300 milioni di africani entro il 2030. Quanto alle infrastrutture, si parla di 250 milioni per il Corridoio di Lobito, che collega Angola, Zambia e Repubblica Democratica del Congo, e di poco meno di 15 milioni per l‘AI Hub for Sustainable Development, che ha già sostenuto 120 innovatori africani. In via di perfezionamento il centro formativo «Enrico Mattei» in Algeria, un progetto dal valore di 2,5 milioni. E in tema salute, sono in corso quattro iniziative in Etiopia dal valore di 16,6 milioni.
Si tratta di numeri e di impegni destinati ad aumentare, visto che il Piano Mattei si rivolge al continente con il più alto potenziale di crescita dei prossimi decenni. Basti pensare che nel 2025 l'economia africana è cresciuta di circa il 4%, mentre il continente concentra il 30% delle riserve minerarie mondiali, rappresenta quasi un quinto della popolazione globale (1,55 miliardi di abitanti) e il continente più giovane del pianeta (età media di 19,5 anni). Da non sottovalutare poi il fatto che è in via di completamento l'Area continentale africana di libero scambio, destinata a creare il più grande mercato integrato dei Paesi emergenti. (riproduzione riservata)