Il nucleare è legge. Pichetto: le prime centrali nel 2033-2034
Il nucleare è legge. Pichetto: le prime centrali nel 2033-2034
Con il sì del Senato approvata in via definitiva la delega al governo. Ora tocca ai decreti attuativi, ci sono 12 mesi di tempo ma il governo vuole fare prima

di Angela Zoppo  23/09/2026 17:20

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Il ritorno del nucleare è legge. Con il sì del 23 settembre da parte del Senato, la delega al governo è definitivamente approvata.

«Oggi l’Italia fa un passo verso il futuro: l’approvazione della delega al governo sul nuovo nucleare sostenibile dà compimento a un percorso avviato ormai tre anni fa, volto ad esplorare le potenzialità di questa nuova tecnologia, pulita e sostenibile», è  il commento a caldo del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin. «Il nucleare non è un ritorno al passato: è una tecnologia vincente, che integrata con le rinnovabili può dare straordinari risultati per la nostra sicurezza energetica, verso la neutralità al 2050».

Ci vorranno comunque almeno 7-8 anni per vedere i primi reattori. Per il ministro è possibile tracciare una data di massima al 2033-2034, con l’obiettivo di avere, a fronte della crescita della domanda energetica, un mix energetico in equilibrio. 

Il vero snodo saranno i costi e i decreti attuativi, attesi entro fine anno anche se ci sono 12 mesi di tempo per emanarli dall’entrata in vigore del provvedimento. «La delega rappresenta un traguardo e al tempo stesso un nuovo punto di partenza. Porteremo avanti da subito i decreti delegati necessari a dare forma, nel perimetro indicato dal Parlamento, a questa scelta così importante per il Paese», ha confermato Pichetto.

Cosa prevede la delega e i tempi dei decreti attuativi

Il disegno di legge approvato dai due rami del Parlamento conferisce al Governo la delega per disciplinare in modo organico l’introduzione del nucleare sostenibile nel sistema energetico nazionale. Il testo fa diretto riferimento al rispetto degli obblighi europei e internazionali e si inserisce nel quadro delle politiche comunitarie indirizzate al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione al 2050, con l’obiettivo di rafforzare sicurezza e indipendenza energetica, contenendo i costi dei consumi.

La delega prevede l’elaborazione di un programma nazionale finalizzato allo sviluppo della produzione e dell’utilizzo di energia da fonte nucleare sostenibile e, più avanti nel tempo, da fusione, oltre alla definizione della disciplina relativa alla sperimentazione, localizzazione, costruzione, installazione ed esercizio di nuovi impianti di produzione.

Rientrano nel perimetro della delega anche la disattivazione e lo smantellamento delle installazioni nucleari esistenti (affidata a Sogin), la disciplina del combustibile nucleare, degli impianti di stoccaggio e smaltimento definitivo di rifiuti radioattivi e del combustibile esaurito, con la costruzione del deposito nazionale, in forte ritardo sui tempi previsti. Il raggio d’azione del provvedimento comprende anche il riordino della disciplina in materia di sicurezza, vigilanza e controllo, nonché della governance e il potenziamento della ricerca scientifica, industriale e la formazione di nuove competenze. (riproduzione riservata)