Il Mes apre ai prestiti per la difesa contro le turbolenze geopolitiche: il piano del direttore Gramegna
Il Mes apre ai prestiti per la difesa contro le turbolenze geopolitiche: il piano del direttore Gramegna
Il direttore del Mes annuncia linee di credito per finanziare la spesa militare dei Paesi Eurozona senza rigide riforme economiche: ecco come potrebbero funzionare i prestiti per la difesa

di Anna Di Rocco 30/01/2026 14:35

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Il Meccanismo europeo di stabilità, con una capacità di intervento superiore a 430 miliardi di euro, potrebbe concedere prestiti ai Paesi dell’Eurozona per finanziare la spesa per la difesa. A dirlo è stato il direttore del Mes, Pierre Gramegna, in due interviste separate a Reuters e Paperjam.

Il fondo di emergenza dell’Eurozona è «al lavoro» per mettere a disposizione linee di credito dedicate, senza imporre in cambio rigide riforme economiche, ha spiegato Gramegna. «In questi tempi di turbolenze geopolitiche, che hanno innescato maggiori spese e costi di difesa per tutti i Paesi, dobbiamo sfruttare appieno il potenziale del Mes», ha affermato il manager.

La prossima crisi europea non sarà del debito

«Se la spesa militare dovesse destabilizzare i bilanci degli Stati membri, questi potrebbero ricorrere al Mes», ha detto Gramegna, ricordando che attualmente gli Stati membri dispongono di tre tipi principali di strumenti: l’assistenza finanziaria diretta agli Stati, l’assistenza indiretta alle banche tramite gli Stati e linee di credito precauzionali. «Stiamo lavorando su queste linee di credito per perfezionarle e facilitarne l’utilizzo a seconda del tipo di crisi che potrebbe verificarsi», ha spiegato. 

Rispetto al rischio di una crisi del debito, il direttore del Mes ha escluso uno scenario del genere. «Stiamo assistendo a un aumento del debito pubblico in tutto il mondo ma è nell’Eurozona che c’è la maggiore consapevolezza dell’importanza di limitare questo aumento. Perché? Perché abbiamo il Patto di Stabilità e Crescita e i famosi criteri di Maastricht, che sono parametri di riferimento unici al mondo. Alcuni lo vedono come uno svantaggio; io lo vedo come un vantaggio. La prossima crisi in Europa non sarà una crisi del debito». (riproduzione riservata)