Perché il mercato degli smartphone cala per quantità ma non per valore. Parla Nicolò Bellorini, vicepresidente di Samsung Italia
Perché il mercato degli smartphone cala per quantità ma non per valore. Parla Nicolò Bellorini, vicepresidente di Samsung Italia
La polarizzazione del mercato è legata alla preferenza dei consumatori per modelli di fascia alta e con un funzioni davvero innovative, capaci di fare la differenza nell’uso quotidiano come spiega Nicolò Bellorini, vice president e head of business mobile di Samsung Italia

di di Davide Fumagalli 07/11/2026 16:30

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Il mercato degli smartphone ha registrato una forte contrazione, con un calo a livello di unità vendite del 22% nel terzo trimestre secondo la società di ricerca Idc e previsioni di una contrazione del 16,7% su base annua per l’intero anno. Il prezzo delle memorie, ai massimi storici per l’enorme richiesta da parte per la costruzione dei datacenter necessari per fornire i servizi AI, è sicuramente una causa, che ha paradossalmente portato non solo a un aumento dei prezzi medi degli smartphone e a una crescita quindi del mercato a valore, ma anche una polarizzazione verso i brand più forti, come Apple, che ha chiuso il trimestre con una crescita dei ricavi da smartphone del 17,5% a 57,6 miliardi di dollari, e Samsung, che ha chiuso un trimestre record proprio grazie alla divisione che produce chip di memoria che ha realizzato ricavi per 89 miliardi di euro e un utile operativo di 70,5 miliardi, pari a oltre il 99% del risultato operativo complessivo dell’intero Gruppo. Una polarizzazione del mercato legata anche alla preferenza dei consumatori per modelli di fascia alta e con un funzioni davvero innovative, capaci di fare la differenza nell’uso quotidiano come spiega Nicolò Bellorini, vice president e head of business mobile di Samsung Italia.

Domanda. Il mercato degli smartphone ha segnato una forte contrazione, come spiega questo trend negativo?

Risposta. Quest’anno è stato caratterizzato da un forte aumento dei prezzi della componentistica che ha costretto i produttori ad alzare i prezzi degli smartphone provocando così una spaccatura del mercato. Nella fascia bassa, dove le esigenze di funzionalità offerte dai dispositivi sono minori, i consumatori hanno preferito attendere prima di cambiare, aspettando periodi favorevoli come il Black Friday con le scontistiche che offre. Nella fascia alta, invece, gli utenti hanno apprezzato i brand che offrono una reale innovazione, come ha fatto Samsung con l’introduzione della famiglia di smartphone con display pieghevole Galaxy Fold 8. Proprio per questo, in Italia abbiamo registrato una crescita a valore, unita a una diminuzione a livello di unità vendute.

D. Gli smartphone con display sono stati introdotti nel mercato nel 2019, come mai non si sono imposti almeno nella fascia alta?

R. Gli smartphone con display pieghevole sono in realtà il segmento che cresce di più, anche se non viene percepito dal momento che si parla ancora di numeri molto piccoli in assoluto. I pieghevoli dovrebbero crescere quest’anno con una percentuale a doppia cifra, il 12,6% secondo le stime di Idc a 22,9 milioni unità, e questo è un dato molto importante. Samsung ha introdotto più tipologie di smartphone con display pieghevole, dai flip a nuovi fattori di forma per i display pieghevoli a libro, per adattarsi alle esigenze di tutti i consumatori, da quelli più orientati alla produttività a quelli che prediligono una migliore fruizione di contenuti. Sono il frutto di oltre otto anni di investimenti continui in ricerca e sviluppo e lavoro a stretto contatto con tutti i partner.

D. Non crede che il rallentamento del mercato sia però legato, oltre che ai prezzi della memoria, a una minore percezione di innovazione da parte dei consumatori?

R. Non credo sia così, almeno se ci riferiamo agli smartphone di fascia alta. Samsung ha per esempio continuato a introdurre a ogni nuova generazione di dispositivo funzioni innovative, come l’interfaccia software OneUi nel 2024 che mette a disposizione l’intelligenza artificiale direttamente sul telefonino. Un vantaggio anche economico per l’utente, dal momento che non richiede abbonamenti a pagamento come altri modelli AI generici. In generale, sono proprio le funzioni capaci di migliorare l’esperienza quotidiana a fare la differenza per l’utente, che ne percepisce il valore e contribuisce alla fedeltà al brand.

D. Tra le funzionalità che i consumatori stanno apprezzando ci sono quelle legate ai servizi legati al benessere e alla salute, che stanno guidando l’innovazione nei dispositivi indossabili come gli orologi e i braccialetti intelligenti

R. Abbiamo intercettato questo trend, che stiamo cavalcando in termini di ecosistema tecnologico. Unendo i dati raccolti da tutti i dispositivi dell’ecosistema Samsung, dagli orologi intelligenti agli anelli sino agli smartphone durante la giornata, gli allenamenti e il riposo notturno, siamo in grado di analizzare i valori biometrici come il battito cardiaco e suggerire anche abitudini per migliorare il proprio stato di benessere, senza chiaramente volerci sostituire alle valutazioni professionali dei medici.

D. All’estero le potenzialità di questi dispositivi non sono sfuggite al settore assicurativo, crede che anche in Italia ci siano possibilità?

R. Credo sia un trend sicuramente interessante, abbiamo già all’attivo alcune collaborazioni con realtà che hanno sperimentato questi dispositivi per monitorare pazienti con patologie croniche. C’è molto interesse e credo ci saranno opportunità interessanti in futuro, probabilmente partendo prima con il settore privato rispetto al pubblico. (riproduzione riservata)