I conti trimestrali delle big tech Usa finora pubblicati confermano che questi colossi non solo fanno utili record, ma continuano ad accelerare sugli investimenti per sviluppare le infrastrutture a servizio dell’AI. Microsoft ha battuto le attese degli analisti chiudendo il quarto trimestre 2025 con un fatturato di 81,3 miliardi dollari, + 17% su base annua, e un utile netto di 38,5 miliardi di dollari, + 60%. Nonostante i risultati brillanti, le azioni le azioni del colosso fondato da Bill Gates sono state bersagliate dalle vendite sul Nasdaq a causa dei timori sulla redditività nel breve periodo delle maxi spese per gli investimenti, ben 37,5 miliardi di dollari nel trimestre in crescita del 66% annuo e superiori alle aspettative.
Al contrario Meta (che ha segnato nel quarto trimestre un fatturato in aumento del 24% e utili a +9%) è stata apprezzata dagli investitori nonostante anch’essa stia spendendo cifre da record nell’AI. Questo perché nei suoi conti emerge capacità di tradurre i maxi investimenti in ricavi, soprattutto sul fronte degli introiti per la pubblicità. Meta ha una cassa di 81,6 miliardi di dollari. L'azienda prevede di spendere tra i 115 e i 135 miliardi di dollari in investimenti in conto capitale nel 2026, quasi il doppio rispetto ai 72 miliardi di dollari spesi nel 2025 e ben al di sopra delle aspettative degli analisti.
La maggior parte di questo investimento sarà destinata all'infrastruttura di intelligenza artificiale, inclusi i data center e Superintelligence Labs, la nuova divisione che si concentra sullo sviluppo di una super AI, in risposta alla alla crescente concorrenza di OpenAi e Google. Proprio il colosso fondato da Mark Zuckerberg sta costruendo in Louisiana, un gigantesco data center da 35 miliardi di dollari chiamato Hyperion, un investimento fondamentale per le ambizioni nell’AI del gruppo. Ma, avverte Hughes Beuzelin, ceo della boutique di gestione francese Bd Capital Management, «il progetto mette in luce un sistema di finanziamento insolito che sta alimentando i timori di una bolla legata all’intelligenza artificiale». Buezelin ha analizzato il debito dei cosiddetti hyperscaler, ovvero società come Microsoft, Meta, Google e Alphabet.
Debito che è a livelli record: per Morgan Stanley la raccolta obbligazionaria degli hyperscalers ammonterà quest’anno a 400 miliardi di dollari, quasi dieci volte in più rispetto al 2024. Ma questa montagna di obbligazioni è solo la punta dell’iceberg. Come emerge dai report degli analisti della società fondata da Buezelin che parla di «debito nascosto», dopo aver ricostruito come funziona lo schema del data center Hyperion (grafico in pagina).
Il partner di Meta nel progetto Hyperion è una società di credito privato chiamata Blue Owl Capital. Le due aziende hanno concordato di condividere la proprietà del data center tramite il veicolo Beignet Investor nel quale la quota di Meta è del 20%, mentre Blue Owl detiene il restante 80%. E’ quindi quest’ultima, non Meta, ad avere in carico la maggior parte del debito necessario per costruire il data center. E Meta non lo consolida perché la quota di minoranza del 20% mantiene il debito fuori dal suo bilancio. Inoltre i fondi gestiti da Blue Owl Capital hanno effettuato un conferimento in denaro di circa 7 miliardi di dollari nella joint venture, mentre Meta ha ricevuto una distribuzione una tantum dalla joint venture per un importo di circa 3 miliardi di dollari. A quanto ammonta il debito? Beignet Investor a cui fa capo il progetto Hyperion ha collocato 27 miliardi di dollari in obbligazioni agli investitori, in prima fila c’è Pimco con 18 miliardi. Si tratta della più grande operazione di private debt nella storia. Blue Owl prevede di rimborsare gli investitori riscuotendo l’affitto da Meta, perché Meta pagherà una locazione a partire dal 2029 per usare il data center. Questo denaro dell’affitto va a Blue Owl che poi lo usa per rimborsare i detentori delle obbligazioni.
L’affitto è inizialmente di quattro anni con successive opzioni di rinnovo quadriennali in capo a Meta fino a un massimo di 20 anni. Quindi Meta se cambiasse i suoi programmi potrebbe decidere di non rinnovare il contratto. In questo caso Blue Owl venderebbe il data center. E se l’immobile non raggiungesse un certo prezzo, Meta coprirebbe la differenza. Quindi i rischi degli obbligazionisti sono coperti. Ma la configurazione adottata permetterebbe di qualificare il contratto come leasing, evitando che l’impianto venga contabilizzato come un bene finanziato tramite debito. (riproduzione riservata)