Il futuro è il Wellness Real Estate: il mercato del benessere psicofisico a casa e nei quartieri vale 548 miliardi nel mondo
Il futuro è il Wellness Real Estate: il mercato del benessere psicofisico a casa e nei quartieri vale 548 miliardi nel mondo
Gli acquirenti cercano abitazioni e zone sempre più wellness. Ecco come i nuovi progetti di riqualificazione ne tengono conto

di di Teresa Campo 29/08/2026 13:00

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Gli addetti ai lavori lo sanno da sempre: nella scelta di una casa da acquistare conta soprattutto la zona o, come dicono gli americani, tre sono i criteri principali e cioè «location, location, location». A confermarlo ora sono anche però molti studi, ma con una sfumatura in più, ovvero la zona intesa come generatrice di benessere e più in generale di qualità della vita.

Di rado si pensa al mattone quando si parla di wellness. Eppure il luogo in cui viviamo e il contesto in cui si inserisce l’abitazione hanno un impatto diretto su ciascuno di noi. Lo conferma uno studio del Global Wellness Institute1, secondo cui il mercato immobiliare del benessere vale oggi 548 miliardi di dollari a livello globale, per superare i 1.000 miliardi di dollari entro il 2029 (+82% nei prossimi 3 anni).

Il risultato è che case e spazi condivisi vengono ripensati come infrastrutture in grado di favorire salute mentale, longevità, resilienza e prevenzione, trasformando il modo in cui vengono progettati gli ambienti di vita, riqualificate le abitazioni e orientati gli investimenti nel settore. «Per questo, investire nella loro valorizzazione significa creare condizioni migliori per il benessere individuale e collettivo», spiega Alessandro Ponti, presidente di Harley&Dikkinson. «Attraverso la riqualificazione energetica degli edifici e iniziative di rigenerazione urbana come Centopiazze, lavoriamo per promuovere un modello in cui sostenibilità, qualità degli spazi e dimensione sociale procedano insieme».

Secondo gli studi il benessere di un quartiere si costruisce via via attraverso quattro livelli: funzionalità, qualità dell’ambiente, comunità e senso di scopo. In questo percorso assumono un ruolo centrale non solo la presenza di servizi, aree verdi, sicurezza e spazi di incontro, ma anche la qualità delle relazioni tra vicini.

È su questa visione che si fonda l’approccio di Harley&Dikkinson, che attraverso la riqualificazione energetica degli edifici e progetti di rigenerazione urbana sostiene un modello in cui valorizzazione immobiliare, sostenibilità e qualità della vita procedono insieme.

I sei punti cardine del Wellness Real Estate

Oggi si parla di Wellness Real Estate, concetto che integra progettazione, sostenibilità, tecnologia e dimensione comunitaria, e che oggi individua sei punti cardine. Il primo vede appunto il passaggio da casa a infrastruttura del benessere quotidiano attraverso qualità dell’aria, illuminazione naturale, comfort ambientale e accesso a servizi essenziali.

Il punto 2 dice: «Prima il quartiere, poi l’edificio». Natura, risorse ambientali, servizi di prossimità, mobilità sostenibile e bisogni della comunità diventano il punto di partenza per sviluppare nuovi quartieri.

In quest’ottica (punto 3) la casa diventa uno spazio per rigenerarsi. Dopo anni in cui l’abitazione è stata pensata soprattutto come luogo della produttività e dello smart working, cresce la domanda di ambienti progettati per favorire recupero psicofisico ed equilibrio emotivo: ventilazione, comfort acustico, controllo climatico, materiali salubri e connessione con la natura diventano elementi centrali nella progettazione.

Si tratta di valori importanti per tutti e per questo (punto 4) il benessere esce dal lusso: sempre più interventi di riqualificazione e nuovi sviluppi integrano principi di benessere anche nell'edilizia destinata al mercato medio perché più verde urbano, sicurezza, pedonabilità, mobilità sostenibile, servizi e spazi condivisi non richiedono per forza soluzioni esclusive.

Il punto 5 indica il passaggio dagli smart building alle smart community nel senso che l’evoluzione tecnologica consente di ottimizzare servizi e consumi a favore della collettività. Infine (punto 6) anche la socialità entra nel progetto. Come accennato, molti studi dimostrano che il benessere di un quartiere dipende anche dalla qualità delle relazioni tra le persone. Spazi condivisi, piazze, percorsi pedonali e occasioni di incontro favoriscono la nascita di legami di vicinato, contribuendo a contrastare la solitudine e a rafforzare il senso di appartenenza, facendo lievitare i livelli di felicità dei residenti anche del 55%. (riproduzione riservata)