Il fondo attivista londinese Palliser Capital scende in campo contro l'opa lanciata da Cvc su Recordati. In una lettera datata 1° settembre e indirizzata al consiglio di amministrazione della farmaceutica milanese e per conoscenza a Respighi BidCo (il veicolo dell'offerta), l’hedge fund inglese, socio di minoranza del gruppo italiano del pharma, definisce l'operazione «un'egregia transazione a danno degli azionisti di minoranza».
L'offerta, presentata il 22 maggio scorso attraverso Respighi BidCo, valorizza le azioni Recordati a 51,29 euro l'una. Da segnalare che il prezzo attuale del titolo a Piazza Affari (52,25 euro, +0,5% per circa 10 miliardi di capitalizzazione), si colloca sopra la proposta. Rossini Sarl, il veicolo dell'attuale azionista di controllo riconducibile a Cvc Capital Partners VII, che detiene circa il 46,82% del capitale, si è irrevocabilmente impegnata a portare in adesione le proprie azioni. Secondo Palliser, però, resta improbabile che l'offerente raggiunga la soglia del 90% necessaria per lo squeeze-out. Da qui il timore che Cvc punti comunque al delisting attraverso una fusione successiva, sostituendo gli amministratori indipendenti che si sono opposti all'operazione.
Il cuore della contestazione riguarda la fairness opinion di Lazard, che ha giudicato congruo il prezzo offerto. Palliser la definisce «tecnicamente carente» e «orientata al risultato», in netto contrasto con l'opinione di Rothschild, incaricata dagli amministratori indipendenti, che ha invece valutato la società con un approccio somma-delle-parti più favorevole al settore Rare Diseases. Il fondo cita anche il target price di consenso Bloomberg, pari a 59,47 euro, circa il 16% sopra l'offerta, oltre al target di Jefferies (60,50 euro) precedente all'annuncio dell'operazione.
Non meno pesante è l'affondo sulla governance: il cda ha approvato la congruità del corrispettivo con il voto di sei consiglieri non indipendenti su dieci, contro l'opposizione unanime dei quattro indipendenti, che hanno giudicato il prezzo inadeguato e l'offerta «non equa» e fonte di «pressione rilevante» ad aderire. Tra i sei voti favorevoli figurano Giampiero Mazza e Cathrin Petty, dirigenti Cvc, il presidente Andrea Recordati, co-investitore nel consorzio offerente, e i vertici aziendali Robert Koremans (ad) e Luigi La Corte (ex cfo), entrambi con interessi collegati all'operazione.
Palliser chiede quindi al board di ritirare il sostegno all'offerta e di sollecitare Cvc ad alzare il corrispettivo ad almeno 60 euro per azione. In caso contrario, il fondo si riserva «tutti i diritti e rimedi» previsti dalla legge italiana nei confronti di board, società, offerente e CVC, comprese eventuali azioni legali e comunicazioni pubbliche agli altri azionisti e alle autorità di vigilanza. Il fondo ha chiesto una risposta scritta dal cda entro cinque giorni lavorativi.
Il caso riaccende i riflettori sulle tutele delle minoranze nelle opa promosse da soci di controllo, un tema già al centro di precedenti battaglie di Palliser su altri dossier europei. (riproduzione riservata)