Vanno ancora a gonfie vele gli investimenti personali dei investimenti personali dei tre figli minori dell’ex premier Silvio Berlusconi gestiti con la cassaforte H14.
Secondo alcuni documenti societari visionati da MF-Milano Finanza, Barbara, Eleonora e Luigi – i tre figli nati dal matrimonio con Veronica Lario e che possiedono in quote paritetiche H14 – si sono staccati il 30 aprile un dividendo di 10 milioni grazie ai 31,9 milioni di profitti realizzati nell’ultimo esercizio. Si tratta di risultati in crescita di oltre il 24% rispetto ai 25,75 milioni del 2024.
Com’è di consuetudine nella holding, i tre figli di Berlusconi hanno continuato ad adottare una politica di redistribuzione prudente, visto che la restante parte dell’utile (21,9 milioni) è stata mandata totalmente a riserva straordinaria.
A questa cedola vanno aggiunti i 65 milioni che i cinque fratelli hanno prelevato dalle holding che erano del padre Silvio e con cui controllava Fininvest, ovvero Holding Italiana Prima, Seconda, Terza e Ottava. Considerando che i tre eredi più giovani hanno complessivamente il 42% di ognuna di queste holding, hanno incassato circa 27,4 milioni, ovvero 9,1 milioni a testa. Aggiungendo i 3 milioni di H14, significa che nel 2025 Barbara, Eleonora e Luigi hanno incassato poco più di 12 milioni a testa.
H14 opera ormai stabilmente come un sofisticato family office internazionale e utilizza parte dei proventi e dei dividendi delle partecipate che affluiscono nell’utile d’esercizio per finanziare la diversificazione nella digital economy, private equity e in club deal di alto profilo.
A inizio 2025, con un investimento di un milione di euro per circa l’1%, è stato ufficializzato l’ingresso di H14 nel capitale di Nextalia, la sgr fondata da Francesco Canzonieri. Ma negli anni sono stati tanti gli investimenti condotti. Sono stati tra i primi a credere in Bending Spoons (quota ormai ceduta); qualche anno fa hanno investito in WeRoad e SumUp, mentre più recentemente sono arrivati gli investimenti in Flixbus, GetyourGuide e UniCamillus.
C’è stata poi la partecipazione al round da 12 milioni di dollari nella tedesca Qualifyze, specializzata nell’audit per il settore pharma, ma non manca la componente tech, come dimostra la quota in Jakala (controllato da Ardian), a cui si aggiungono settori più tradizionali come il polo della moda Florence o il E80 Group.
A fine aprile si è svolta anche l’assemblea di Holding Italiana Quattordicesima, il veicolo con cui i tre eredi detengono il 21,42% di Fininvest, per approvare il bilancio 2025. L’anno si è chiuso con un utile in crescita a 19,83 milioni di euro dagli 8,8 milioni dell’anno precedente, che anche in questo esercizio, su proposta di Eleonora Berlusconi, è stato destinato totalmente a riserva straordinaria. Quest’ultima salirà quindi a 60 milioni circa, considerando che al 2024 era di 39,65 milioni. (riproduzione riservata)