Vaticano, utili record nel 2025 per lo Ior. E il dividendo per Papa Leone XIV sale a 24 milioni
Vaticano, utili record nel 2025 per lo Ior. E il dividendo per Papa Leone XIV sale a 24 milioni
L’Istituto per le Opere di Religione approva il bilancio 2025 con un utile netto di 51 milioni di euro, il migliore degli ultimi dieci anni e l’ultimo firmato dal dg Gian Franco Mammì, in scadenza per limiti di età. Al Santo Padre andrà un dividendo in crescita del 76%

di di Giusy Iorlano 11/05/2026 14:00

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Il «dividendo del Papa» cresce come non accadeva da anni e certifica il momento particolarmente favorevole dello Ior, l’Istituto per le Opere di Religione che chiude  il bilancio 2025 con numeri record. L’utile netto è pari a 51 milioni di euro, in aumento del 55,5% rispetto all’anno precedente, e garantisce a Papa Leone XIV un dividendo che raggiunge quota 24,3 milioni di euro, con una crescita del 76,1%.

Sono numeri che confermano il rafforzamento dell’istituto vaticano dopo gli anni delle riforme e della riorganizzazione interna. Insomma, la banca vaticana dopo anni torna a fare profitti

La crescita riguarda anche la raccolta complessiva, salita a 5,9 miliardi di euro, e il patrimonio netto, che supera gli 815 milioni. Secondo quanto di legge nella quattordicesima edizione del Rapporto Annuale pubblicata lunedì 11 maggio,  a sostenere il risultato sono stati l’andamento favorevole dei mercati, la gestione prudente dei portafogli e il consolidamento del rapporto con congregazioni religiose ed enti cattolici.

Il maxi dividendo al Papa 

Il dato principale del bilancio 2025 è l’utile netto di 51 milioni, in aumento del 55,5% sul 2024 e indicato dallo Ior come il livello più alto degli ultimi dieci anni. 

Anche gli indicatori economici principali mostrano un andamento positivo. Il margine di interesse è salito a 32,3 milioni di euro, mentre il margine di intermediazione ha toccato i 66,3 milioni rispetto ai 51,5 milioni dell’anno precedente. La redditività complessiva si attesta invece a 97,2 milioni di euro.

La conseguenza più immediata di questa crescita è l’aumento del dividendo destinato al Santo Padre. La Commissione Cardinalizia sotto il nuovo presidente Giuseppe Petrocchi ha deliberato una distribuzione di 24,3 milioni di euro, in forte aumento rispetto al 2024. Una cifra che rappresenta il contributo dello Ior alle attività religiose e caritative della Santa Sede, ma anche una «boccata d’ossigeno« finanziaria per il Vaticano e la dimostrazione che la stagione di riforme avviate sul piano economico sta producendo i suoi frutti.

Patrimonio in crescita e solidità ai massimi livelli

Accanto agli utili cresce anche la struttura patrimoniale dello Ior. Il patrimonio netto ha raggiunto gli 815,3 milioni di euro, mentre la raccolta complessiva sfiora i 6 miliardi.

Uno degli indicatori più rilevanti è il Tier 1 ratio, salito al 71,9%, un livello che – sottolinea la nota dello Ior – colloca l’istituto tra le realtà finanziarie più patrimonializzate a livello internazionale. Il dato riflette una politica improntata alla prudenza e alla gestione controllata dei rischi.

Nel corso del 2025 è aumentato anche il numero delle congregazioni religiose che hanno affidato allo Ior la gestione del proprio patrimonio. Secondo l’istituto, la crescita della fiducia è legata soprattutto al rafforzamento della governance, alla trasparenza fiscale e al miglioramento dei sistemi di controllo interno.

Il bilancio ha inoltre ottenuto una relazione «senza rilievi» dalla società di revisione Deloitte & Touche, un passaggio considerato centrale per consolidare ulteriormente la credibilità internazionale dell’istituto.

Finanza cattolica e nuova fase dello Ior

Tutte le linee di gestione patrimoniale hanno chiuso il 2025 con rendimenti positivi e gli investimenti, si sottolinea, vengono selezionati seguendo criteri coerenti con l’etica cattolica.

In questa direzione si inserisce anche la collaborazione con Morningstar per la creazione di due nuovi indici azionari dedicati agli investimenti cattolici, pensati come riferimento internazionale per la finanza etica.

Parallelamente prosegue il percorso di innovazione tecnologica avviato negli ultimi anni. Lo Ior ha rafforzato le infrastrutture operative e introdotto servizi di online banking per semplificare l’accesso e migliorare la qualità dei servizi offerti ai clienti.

Tutti risultati questi che, ricordiamo, arrivano in un momento di passaggio di consegne ai vertici dell’istituto. Con l’approvazione del bilancio si è concluso il mandato del manager francese Jean-Baptiste Douville de Franssu, mentre la presidenza è passata al banchiere lussemburghese François Pauly, chiamato ora a consolidare i risultati raggiunti. A fine anno poi scadrà per limiti d’età il mandato del direttore generale, Gian Franco Mammì, che è in carica dal 2015. Il bilancio appena approvato rappresenta di fatto l’eredità dei due banchieri cattolici. (riproduzione riservata)