Cosa c’è di vero dietro le voci di cessione della SS Lazio
Cosa c’è di vero dietro le voci di cessione della SS Lazio
La Lazio resta al centro delle voci di mercato, ma il vero nodo è l’impatto economico della protesta dei tifosi. Tra abbonamenti, incassi da stadio e merchandising, il club potrebbe perdere fino a 20 milioni di euro

di Redazione online 06/07/2026 16:00

Ftse Mib
52.959,14 17.40.00

+0,27%

Dax 30
25.817,89 18.00.00

+0,15%

Dow Jones
52.945,57 19.29.00

+0,09%

Nasdaq
26.137,73 19.23.56

+1,18%

Euro/Dollaro
1,1432 19.08.50

+0,06%

Spread
77,10 17.30.12

-0,39

Le voci di vendita. Le smentite. L’interesse di alcuni grandi imprenditori. Le nuove smentite. E intanto uno “sciopero” della tifoseria che rischia di penalizzare notevolmente le casse del club. Il destino della SS Lazio e del suo presidente Claudio Lotito continuano a restare al centro della scena, in una situazione che potrebbe quasi rivelarsi una morsa per il senatore di Forza Italia, recentemente divenuto proprietario anche della Reggina.

Il presidente biancoceleste, un mese fa, ha smentito categoricamente la notizia di una presunta offerta da 450 milioni pervenuta sul suo tavolo per rilevare la Lazio, ribadendo il concetto in alcune dichiarazioni la settimana successiva: «La Lazio non è in vendita».

Eppure le indiscrezioni su presunti interessi a rilevare il club non si sono mai fermate. Uno di quelli più altisonanti, a inizio anno, riguardava il presunto interesse di Andrea Pignataro, uno degli uomini più ricchi d’Italia e proprietario di Ion Group, nonché socio in alcuni delle più importanti realtà finanziarie del Paese. In base a quanto raccolto da milanofinanza.it, però, la strategia di investimento dell’imprenditore bolognese non contempla i business sportivi per cui non sarebbe coinvolto o interessato a rilevare il club da Lotito.

Il nodo tifosi e la riduzione dei ricavi

Per Lotito, che si è sempre detto non interessato a passare la mano, è evidente che si apra tema fondamentale per la gestione del club: il rapporto con la tifoseria, da tempo scontenta per la gestione della squadra che, alla vendita di calciatori chiave, non ha fatto corrispondere colpi di mercato ritenuti adeguati a creare una rosa competitiva. Non si tratta solo di un tema di legame con i tifosi, per quanto di fondamentale importanza. Ma di un aspetto destinato a impattare sul conto economico del club. Come già riportato in passato dal Corriere dello Sport, l’assenza dei tifosi allo stadio potrebbe portare a un danno economico superiore 7-8 milioni, probabilmente intorno ai 20 milioni

I numeri

Nella stagione 2024-25 la campagna abbonamenti si è chiusa con 29.918 tessere, di cui ben 18 mila arrivati dal settore Nord. Oltre a ciò, i ricavi da matchday erano stati di 22,9 milioni, in calo rispetto ai 27,7 milioni del 2023-24 (con le coppe) con 29.036 abbonati. Nella prima  metà dell’ultima stagione, i dati si sono ulteriormente abbassati con ricavi per 8,7 milioni dai 9,9 dello stesso periodo 2024-2025.

Degli 8,7 milioni, 4,71 milioni sono ricavi da stadio, mentre 3,96 milioni da abbonamento. Accanto alle presenza, poi, si è poi parlato di di boicottare il merchandising, che al 31 dicembre aveva fruttato 1,23 milioni di ricavi. L’unico appiglio restano i derby con la Roma, che solitamente valgono 3 milioni di incasso. (riproduzione riservata)