Con 13 voti favorevoli e otto astensioni, il Consiglio comunale di Riccione ha approvato ieri, 26 marzo, l’acquisto della storica dimora estiva della famiglia Mussolini, da cui prende il nome.
L’offerta di 1,2 milioni è stata accettata da Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, proprietaria dell’immobile attraverso la società Riminicultura srl, che cesserà di esistere.
La villa diventerà adesso un polo culturale pubblico, «Con il voto di ieri, il Consiglio comunale ha dato il mandato ufficiale per riportare Villa Mussolini nelle mani dei riccionesi», ha dichiarato la sindaca di Riccione Daniela Angelini, che, sostenuta da una lista civica appoggiata dal centrosinistra, ha incontrato la semplice astensione da parte dei consiglieri di opposizione.
Lo scorso anno il Comune di Riccione aveva revocato la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. La villa comunque non cambierà nome, una scelta che la sindaca Angelini spiega così: «Riccione ha scelto di vivere ed evolvere la memoria storica e non di cancellarla, negandola».
L’immobile, situato a pochi passi dal mare, in via Milano, fu costruito nel 1893, dopo vari passaggi di proprietà tra importanti famiglie fu acquistata da Rachele, la consorte del duce, nel 1934, ma già da due anni la famiglia la prendeva in affitto per le vacanze estive.
Nel 1940 Mussolini ampliò la casa, portandola ad avere tre piani e venti stanze.
Con la caduta del regime, l’immobile passò al Demanio, e a parte un periodo a uso turistico, cadde in stato d’abbandono.
Nel 1997 fu acquistata da Fondazione Cassa di Risparmio e ristrutturata dal Comune, per essere inaugurata nel 2005. (riproduzione riservata)