Il cloud nazionale di Tim, Leonardo & C fa contenti gli azionisti: boom di ordini e nuove risorse
Il cloud nazionale di Tim, Leonardo & C fa contenti gli azionisti: boom di ordini e nuove risorse
Al via il finanziamento da 231 milioni garantito da Unicredit, Intesa Sanpaolo, Cassa Depositi e Prestiti, Bper e Banco Bpm. Il Polo Strategico Nazionale investirà nell’aggiornamento dell’infrastruttura digitale. E intanto crescono conti e adesioni

di Angela Zoppo  19/08/2026 13:50

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Impennata di ebitda e ricavi e nuovo accordo di rifinanziamento per il Polo Strategico Nazionale (Psn), la società del cloud nazionale partecipata da Tim (45%), Leonardo (25%), Cdp Equity (20%) e Sogei (10%) che si occupa della trasformazione digitale e la cyber security delle amministrazioni pubbliche.

L’operazione da 231 milioni di euro è diventata operativa come conferma un avviso pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. L’operazione è stata seguita da Chiomenti per il Psn, mentre Arthur D. Little ha agito come consulente tecnico e di mercato e Pwc ha assistito la società come advisor finanziario. Gianni & Origoni ha affiancato le banche, le stesse di due anni fa: Unicredit, Intesa Sanpaolo, Cassa Depositi e Prestiti, Bper e Banco Bpm.

L’operazione si inserisce nel project financing che sostiene la concessione affidata al Psn dal dipartimento per la Trasformazione Digitale della presidenza del Consiglio. Al Polo sono stati trasferiti sistemi essenziali per il funzionamento digitale dello Stato, dalla gestione documentale e contabile alle banche dati nazionali, insieme a servizi legati alla sanità, al mercato del lavoro, alla ricerca scientifica, alla regolazione dei mercati e alla vigilanza sulle infrastrutture. Asl e aziende ospedaliere, in particolare, hanno migrato anche applicazioni per il pronto soccorso, il fascicolo sanitario, la gestione del rischio clinico e delle malattie infettive e croniche.

I nuovi accordi con le banche

Il contratto di agosto 2026 rifinanzia il debito sottoscritto nel 2024 e aggiunge risorse per lo sviluppo e l’evoluzione dell’infrastruttura cloud sovrana. Il finanziamento è diviso in tre linee. La prima, a medio-lungo termine, è destinata ai principali costi e investimenti del progetto. Le altre due sono revolving: una finanzia il fabbisogno legato all’Iva, l’altra il capitale circolante.

Rispetto al precedente accordo, il project financing è stato rinegoziato e semplificato. È stato inoltre previsto un meccanismo di linee incrementali, che permetterà al Psn di adeguare più facilmente la provvista alle esigenze future. L’obiettivo è accompagnare la crescita delle adesioni da parte delle amministrazioni pubbliche e sostenere la fase successiva alla prima grande ondata di migrazioni finanziate dal Pnrr. La società guidata dall’ad Emanuele Iannetti ha raggiunto proprio nel corso dell’estate 2026 uno dei principali obiettivi previsti: oltre 280 amministrazioni centrali, Asl e aziende ospedaliere hanno completato la migrazione di dati, servizi e sistemi informativi verso il cloud sovrano. Nel 2024 erano circa 100.  

I conti e il boom degli ordini per gli azionisti

Il traguardo del Pnrr segna per il Polo anche il passaggio a una nuova fase, dedicata al consolidamento dei risultati raggiunti e all’evoluzione dell’offerta e l’aggiornamento dell’infrastruttura digitale. Il portafoglio ordini nel frattempo è arrivato a 3,8 miliardi di euro a fine 2025 e i conti più recenti degli azionisti lasciano capire che la tendenza alla crescita è confermata. Nella sua relazione del primo semestre 2026, l’azionista Leonardo segnala tra le principali acquisizioni nel settore Cyber & Security Solutions l’aumento degli ordini legati proprio all’attiva del Psn. Anche Tim segnala che i ricavi generati dal Polo Strategico Nazionale sono cresciuti del 50% rispetto al primo semestre 2025.

La revisione del debito era già in preparazione nei primi mesi del 2026. Nel bilancio 2025 si legge, infatti, che il Polo aveva avviato, dopo la chiusura dell’esercizio, le prime interlocuzioni con gli istituti finanziatori per valutare una modifica della struttura allo scopo di «rafforzare l’equilibrio finanziario in considerazione dei volumi registrati nei primi anni di operatività».

Dal bilancio 2025, intanto, emerge l’avanzamento del progetto che si riflette nei conti. I ricavi del Psn sono balzati del 78%, da 255,5 a 454,3 milioni di euro, mentre il margine operativo lordo è salito da 7,1 a 12,7 milioni. L’aumento dell’attività non si è però ancora tradotto in un utile: la perdita netta è passata da 11,4 a 14,6 milioni, dopo ammortamenti e svalutazioni per 26,7 milioni e oneri finanziari per 4,9 milioni. (riproduzione riservata)