La transazione segna una pietra miliare nella strategia di lungo termine di Poste Italiane come piattaforma e rappresenta un passo decisivo nel rafforzamento del nostro ruolo come abilitatore chiave della trasformazione digitale dell'Italia. Lo ha detto l'amministratore delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante, nella presentazione agli analisti dell'opas sulla totalità delle azioni Tim sottolineando che è «un'operazione esclusivamente industriale» e aggiungendo che «non c’è intenzione di aumentare il prezzo dell’offerta», fissata oggi ad una valutazione totale, tra cash e titoli, di 10,8 miliardi.
Nessuna spinta è poi arrivata dal governo, ha aggiunto Del Fante definendo l’operazione esclusivamente di carattere industriale e spiegando che «da cinque anni Poste Italiane guarda Telecom Italia, con i governi che nel frattempo sono cambiati». L'opas rappresenta quindi il culmine di un percorso iniziato anni fa ma in passato «il debito di Tim era troppo alto», ha detto Del Fante sottolineando che «solo dopo la eccellente esecuzione di Pietro Labriola dello spinf off della rete e il deleverage nel 2024 che all'inizio dell'anno scorso la compagnia ha iniziato a dare risultati positivi con il mercato che ha apprezzato il nuovo ruolo istituzionale di Tim. Riguardo l’Antitrust Del Fante ha poi aggiunto che l’operazione sarà ovviamente notificata all’autorità alla concorrenza, «ma non ci sono rischi».
Tim dopo l'opas di Poste Italiane «resterà una compagnia stand alone, manterrà la sua organizzazione e le sue attività nel gruppo, e il brand iconico che è molto ben affermato tra i consumatori italiani sarà protetto e la compagnia stand alone», ha detto. Ma le sinergie saranno tante ed evidenti con polizze cyber e anti catastrofi naturali che, per esempio, hanno già iniziato ad essere distribuite nei negozi Tim, insieme all’offerta energia così come gli uffici postali potranno collocare l’offerta Tim.
Nella presentazione agli analisti, Poste ha dettagliato anche la nuova struttura azionaria post completamento dell’opas su Tim. Cdp resterebbe primo azionista al 27,2%, mentre il Mef sarebbe al 22,8%. Complessivamente, quindi, il governo direttamente o indirettamente si assesterebbe poco sopra il 50% del nuovo gruppo integrato. Il flottante, invece, sarebbe pari al 49,99% del capitale, di cui il 15% in mano a investitori retail e il 35% in mano agli istituzionali.
In base ai numeri pre-offerta, il nuovo gruppo registrerebbe una capitalizzazione pro-forma di 35 miliardi espandibile fino a 40 miliardi includendo il valore delle sinergie. I ricavi pro-forma sarebbe 26,9 miliardi - di cui il 52% da connettività e tecnologia, il 32% da servizi finanziari e assicurativi e il 15% da logistica e distribuzione – che salirebbe a 27 miliardi comprendendo le sinergie. L’ebit atteso, invece, è di 4,8 miliardi, generato per il 34% da connettività e tecnologia, il 64% da servizi finanziari e assicurativi e il 2% da logistica e distribuzione. Il dato totale, incluse le sinergie, salirebbe a 5,5 miliardi.
Del Fante e il cfo Camillo Greco hanno dettagliato anche le tempistiche per mettere a terra i 700 milioni annui di sinergie a regime, di cui 500 milioni di costo e 200 milioni di ricavi. Le prime dovrebbero essere le più rapide da mettere a terra, con il 50% realizzato nel corso del 2027 e il 50% nel 2028. Più lunghe, invece, le tempistiche per realizzare le sinergie da ricavi: tra il 20 e il 30% dovrebbe essere realizzato sia nel 2027 sia nel 2028, mentre le restanti richiederanno più tempo per la messa a terra. All’interno di queste sinergie non sono comprese quelle derivanti dall’accordo di Mnvo per lo spostamento di Poste Mobile sulla rete Tim. Non va dimenticato che, infine, che Poste potrebbero anche valorizzare parzialmente le imposta anticipate di Tim, che a fine 2024 ammontavano a 982 milioni.
Del Fante ha confermato anche l’interesse per il mantenimento all’interno della compagine societaria di Tim Brasil, cash cow dei conti dell’operatore tlc fino a oggi. «Si tratta di un gioiello inserito in un mercato consolidato, con un modello verso cui sta tendendo anche l’Europa», ha detto Del Fante. (riproduzione riservata)