Il consiglio di amministrazione di Unipol ha esercitato la delega, ricevuta lo scorso luglio dall’assemblea, per l’aumento di capitale fino a 2,5 miliardi di euro funzionale all’acquisizione di parte della rete di Mps da Intesa Sanpaolo nel caso in cui l’opas di Ca’ de Sass sull’istituto senese dovesse andare in porto.
Le azioni saranno offerte a 20,56 euro da imputarsi, per 4,69 euro a capitale e, per la parte restante, a sovrapprezzo, con emissione di massime 121.582.320 nuove azioni, da offrire in opzione agli azionisti nel rapporto di 10 nuove azioni ogni 59 azioni Unipol detenute.
Il prezzo di sottoscrizione incorpora uno sconto sul prezzo teorico ex diritto delle azioni Unipol pari al 18,75%, sulla base del prezzo di riferimento di borsa delle azioni Unipol del 7 ottobre.
Subordinatamente all’approvazione del prospetto, il calendario dell’offerta prevede che i diritti di opzione siano esercitabili, a pena di decadenza, dal 12 ottobre al 26 ottobre, negoziabili su Euronext.
L’avvio dell’offerta in opzione dell’aumento di capitale è subordinato all’approvazione da parte di Consob del prospetto. Il consiglio ha quindi fissato le condizioni, ma la partenza dell’operazione resta subordinata all’ottenimento dei via libera regolamentari.
La compagnia presieduta da Carlo Cimbri ha ribadito che le coop principali azioniste del patto di sindacato vigente sulla società, nonché altri soci della stessa, detentori complessivamente di una partecipazione pari al 50,27% circa del capitale sociale, hanno assunto impegni irrevocabili per la sottoscrizione integrale delle nuove azioni spettanti.
Unipol ha sottoscritto il contratto di underwriting relativo all’aumento con Jp Morgan in qualità di lead global coordinator, e Bnp Paribas in qualità di joint Global Coordinator, con Deutsche Bank, Morgan Stanley ed Equita sim come joint bookrunner. I garanti dell’operazione si sono impegnati, disgiuntamente tra loro e senza vincolo di solidarietà, a sottoscrivere e liberare le eventuali nuove azioni rimaste inoptate al termine dell’offerta in Borsa, fino al valore complessivo dell’aumento di capitale.
L’accordo vincolante sottoscritto da Unipol Assicurazioni con Intesa Sanpaolo prevede, come noto, l’acquisto di un’entità bancaria autonoma che includerebbe circa 635 filiali Mps, il relativo marchio storico e gran parte delle strutture centrali necessarie per operare come banca indipendente. Il corrispettivo dovuto a Intesa Sanpaolo per la cessione è stimato tra 3 e 3,5 miliardi e il compendio sarebbe poi ceduto a Bper, con Unipol che, di conseguenza, salirebbe dall’attuale 20% del capitale della banca verso il 40%.
Proprio in questi giorni Unipol e Bper Banca hanno perfezionato il rinnovo decennale degli accordi di bancassurance (validi fino al 31 dicembre 2036) per la distribuzione di polizze vita, danni e salute tramite le reti del gruppo bancario.
Riferendosi all’operazione Mps, l’amministratore delegato di Unipol, Matteo Laterza, al Festival delle Assicurazioni di Milano Finanza, tenutosi lo scorso 6 ottobre, aveva spiegato che lo scopo dell’operazione è creare un grande conglomerato finanziario, leader nel settore bancario e assicurativo, con una capitalizzazione di 50 miliardi di euro. (riproduzione riservata)