Il caso Borsa spa arriva in Parlamento. E ha dato l’occasione per la prima visita della Commissione Banche a Palazzo Mezzanotte. Un vero debutto del Parlamento a Piazza Affari quello di ieri, pianificato fin da dicembre, dopo l’audizione di Fabrizio Testa, ad di Borsa Spa, a Roma. E che è arrivato con un tempismo impressionante, se si pensa che Cdp sta per depositare ad Amsterdam la quarta causa contro Euronext, la holding degli otto listini europei che controlla Piazza Affari e di cui la Cassa è fra i soci di riferimento con l’8% delle quote.
Quindi la commissione ha avuto modo ieri di capire meglio la questione e di iniziare a farsi un’idea sulle tensioni che corrono. Al centro della disputa, la volontà di Cdp di far valere i patti parasociali siglati nel 2020 con Euronext quando rilevò Borsa Spa dal London Stock Exchange e di nominare in autonomia i vertici dell'Italia. Fatto su cui Euronext non concorda, essendo oggi l’unico socio di Borsa spa con il 100% delle quote. Di cui le cause che ha presentato Cdp, di quattro per ora ne ha perse due, quelle fatte per urgenza, restano sul tavolo le azioni legali di merito che passano per il tribunale ordinario.
Ieri la commissione ha incontrato l’ad di Borsa Italiana, Fabrizio Testa, il direttore generale di Mts (la società che gestisce le contrattazioni dei bond, a partire dai Btp) Ciro Pietroluongo, la ceo di Elite, Marta Testi e il cfo di Euronext, Giorgio Modica (quest’ultimo braccio destro del ceo del gruppo, Stéphane Boujnah). Più tardi MF-Milano Finanza ha parlato con i membri della Commissione Banche presenti a Piazza Affari, dal presidente Pierantonio Zanettin, alla vicepresidente Cristina Tajani, Matteo Gelmetti, Erika Stefani ed Elena Testor. Zanettin ha voluto fare i «complimenti a Testa come ceo e per l’andamento della società che fa onore al Paese. Ci dispiace che sia in atto uno scontro che passa dalle da aule dei tribunali».
Zanettin, un avvocato al pari di diversi suoi colleghi in Commissione Banche, auspica «che prevalga il dialogo fra le parti, magari in sede politica, e non in un’aula di tribunale». Per capire meglio questa vicenda, la commissione intende vedere tutte le parti in causa coinvolte, «il 21 maggio aspettiamo il ceo di Euronext, Boujnah, a Roma in audizione, il manager ha già confermato la presenza». Inoltre Zanettin intende sentire agli inizi di giugno «anche l’altra parte in causa, l’ad di Cassa, Scannapieco prima di chiudere le audizioni il 18 giugno con il ministro Giorgetti».
La vice presidente Tajani ha poi sottolineato che la commissione parlamentare ha voluto approfondire la ragione per cui i dipendenti di Borsa Spa hanno fatto nei giorni scorsi «il primo sciopero importante della storia. Volevamo capire se importanti funzioni di Borsa Spa siano state spostate all’estero dopo l’acquisizione di Euronext e questo non pare». O se, è intervenuto poi Zanettin, «ci sia stata una perdita di competenza e non ci sembra, perché nel 2020 erano 665 i dipendenti di Borsa Spa, oggi sono 871 e un terzo delle persone assunte nel gruppo Euronext è italiana».
Il 20 maggio avrà luogo ad Amsterdam l’assemblea del gruppo che deve approvare il bilancio 2025 e lo stacco del dividendo che la stessa Cassa incasserà in quanto azionista di riferimento. La stessa Borsa spa è una macchina da soldi per il socio Cdp: erano 466 milioni i ricavi nel 2020, sono saliti a 730 nel 2025 (+57%, incidono per il 40% di tutto il gruppo, alla conference call di febbraio l’ad Boujnah ha parlato dell’Italia come di «un caso di successo»).
Questo grazie alla crescita delle attività a copertura di tutti i mercati, dai data center al clearing che per la holding dei listini europei viene gestita dall’Italia. Le tasse pagate in Italia erano 52 milioni sempre nel 2020, sono salite a 129 nel 225. E i dividendi incassati da Cdp sono più che raddoppiati, da 12 a 26 milioni. Per non parlare del valore in borsa del titolo Euronext, quotato a Parigi: valeva 669 milioni all’atto dell’acquisto, oggi è andato oltre il miliardo di euro. (riproduzione riservata)