La guerra in Iran e le preoccupazioni che stanno emergendo sulle fragilità del private debt hanno messo fine al sentiment rialzista che ha prevalso sui mercati fino a fine febbraio prima dell’attacco degli Usa. Il sondaggio mensile di marzo appena condotto da BofA tra più grandi gestori patrimoniali al mondo rivela che i livelli di liquidità nei loro portafogli sono saliti bruscamente al 4,3% dal 3,4% di febbraio e dal minimo storico del 3,2% di gennaio. Si tratta dell’aumento maggiore da marzo 2020, quando sui mercati si era abbattuto lo shock della pandemia Covid.
Ma c’è chi è prudente già da tempo, come spiega Alex Lasagna, capo degli investimenti di Algebris: «Entriamo nella guerra con una cassa molto ampia». Cash pronto all’uso che però per ora non viene utilizzato, «rimaniamo difensivi, non ci facciamo tentare dagli storni che ci sono stati», perché la situazione geopolitica è sempre più incerta.
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Un’indicazione utile anche per i risparmiatori che oggi si chiedono se sia giunto il momento di approfittare dei prezzi più bassi rispetto a inizio anno o se sia meglio aspettare ulteriori ribassi per rientrare.
Peraltro in questa fase la concorrenza sul fronte delle offerte per il parcheggio della liquidità è tornata a essere molto vivace, con rialzi dei tassi offerti e nuovi istituti che lanciano conti deposito. Segno del fatto che diversi operatori prevedono che questa situazione d’incertezza legata alla guerra proseguirà. Rispetto a un anno fa quando i tassi Bce erano al 2,5%, mentre oggi sono al 2%, le offerte in media oggi sono un po’ più basse, ma con le tensioni geopolitiche diverse banche stanno alzando i rendimenti considerando anche che i rischi di inflazione aumentano le possibilità di rialzi del costo del denaro da parte delle banche centrali.
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A partire da Ing che il 23 marzo ha lanciato nuova offerta per il conto deposito Conto Arancio proponendo un rendimento al 4% lordo per 12 mesi. Il tasso più alto sul mercato oggi considerando che fino a ora il massimo su questa scadenza arrivava al 3%. Per ottenerlo, è necessario però aprire il conto corrente Arancio a cui agganciare Conto Arancio entro il 18 aprile e accreditare lo stipendio, la pensione o almeno mille euro al mese sul conto corrente entro il 31 luglio prossimo. L’offerta è riservata ai nuovi clienti che, alla data di partenza dell’offerta, non hanno un conto Arancio e un conto corrente Arancio attivi. Non prevede importi minimi ed è valida fino a 100 mila euro. Che peraltro è la somma coperta per banca e per depositante dal Fondo di tutela in caso di fallimento dell’istituto.
Il deposito di Ing non è vincolato perché i capitali sono sempre disponibili e si possono prelevare in qualsiasi momento senza decurtazione degli interessi maturati, come avviene in altri conti dove si può sì uscire prima della scadenza, ma il tasso è ben più basso rispetto all’offerta originaria. Un altro operatore che si è mosso è Ibl Banca che ha appena alzato i tassi sulle principali scadenze dei depositi vincolati, spiegando che in questo modo «rafforza l’offerta di soluzioni per le famiglie in un contesto caratterizzato da elevata volatilità». A 12 mesi dà il 2,8% dal 2,7% precedente. Nel frattempo la banca app Scalable Capital nei giorni scorsi è entrata nell’arena dei conti di deposito proponendo il 2,5%.
Si tratta sempre, come per Ing, di un conto non vincolato: consente quindi prelievi in ogni momento, a tasso invariato. A differenza della banca olandese, Scalable Capital non prevede limiti di deposito e l’offerta è valida per tutti i clienti, vecchi e nuovi. Inoltre la protezione può arrivare a cinque volte 100 mila euro grazie alla ripartizione tra Scalable Capital e quattro banche partner. Gli interessi maturano giornalmente e accreditati ogni mese. Con un tasso del 2,5% annuo, l’accredito mensile genera un rendimento aggiuntivo di 0,2 punti percentuali in cinque anni rispetto a un accredito annuale, calcola Scalable Capital. Il deposito ha inoltre di un Iban per ricevere bonifici dal proprio conto bancario di riferimento. Con questo nuovo strumento, Scalable Capital dice di rivolgersi ai più prudenti, che cercano un’alternativa ai tradizionali conti correnti o ai tassi promozionali con scadenza.
E in effetti il tempismo è giusto. Sia per la cautela che impone la situazione sui mercati sia perché diverse banche offrono opzioni a tempo. Attualmente quasi una ventina di istituti prevedono sui rispettivi conti deposito un tasso maggiore del tasso Bce al 2%. Ma alcune sono proposte che scadono entro una certa data. Ad esempio a 12 mesi il 2,9% di Banca Cf+ sul deposito Promo Young vale per attivazioni fino al 30 giugno. Il tasso del 2,4% di Tinaba Premium è in vigore fino al 5 maggio. Idem CA Autobank che propone il 2,6% per i vincoli attivati entro il 31 marzo da nuovi clienti che utilizzano come conto di appoggio il conto remunerato Ca Autobank. E anche per Ibl i nuovi tassi sono in vigore per aperture entro il 30 aprile.
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C’è da ricordare che i rendimenti dei depositi scontano un’aliquota del 26%, oltre all’imposta di bollo dello 0,2% annuo sul capitale. Alcune banche se ne fanno carico, come Banca Sistema che dà il 2,7% a 12 mesi e ha anche uno dei vincoli più lunghi del mercato, 120 mesi al 3,5%. Per quanto riguarda i costi, i depositi non hanno spese, neppure l’apertura del dossier titoli. Sul fronte della liquidabilità bisogna verificare se il rendimento sia soggetto alla condizione che la somma non sia svincolabile: in questo caso per tornare a disporre dei risparmi bisogna attendere la scadenza. Alcuni depositi permettono lo svincolo anticipato, ma con tassi ridotti. (riproduzione riservata)