Il mix micidiale di cambiamenti climatici, tensioni geopolitiche, aumento dei prezzi dell’energia e strozzature dal lato dell’offerta hanno portato a un forte aumento dei prezzi dei prodotti alimentari. Le conseguenze di vedono nelle tasche dei consumatori, costretti a fare i conti con un minore potere d’acquisto, ma per un investitore quali sono i temi da cavalcare per beneficiare di questa tendenza? Partendo da una premessa: il vero ambito di investimento non è legato semplicemente all’incremento dei prezzi alimentari, ma alla crescente scarsità e volatilità degli input agricoli. «In un mondo nel quale clima e geopolitica rendono l'offerta alimentare meno prevedibile, il premio di valutazione dovrebbe andare sempre più alle aziende capaci di aumentare la produttività lungo tutta la catena» fa notare Edoardo Proverbio, responsabile investimenti di Decalia.
Fra queste società occupano un posto previlegiato quelle dell’agtech (tecnologie applicate all’agricoltura), precision farming e automazione agricola. In generale le tecnologie dell’agricoltura di precisione, che ottimizzano l’impiego degli input e automatizzano le operazioni, sono in grado di generare importanti benefici sia in termini di sostenibilità sia di rendimento economico. Secondo le stime di Columbia Treadneedle, la loro adozione potrebbe sbloccare fino a 15 miliardi di dollari di ricavi aggiuntivi nel settore dei macchinari agricoli entro il 2035, migliorando al contempo la produttività dei terreni e riducendo l’utilizzo di sostanze chimiche.
Per questo motivo, agtech, precision farming e automazione agricola stanno diventando un tema strutturale. «Il valore economico delle nuove tecnologie risiede nella capacità di produrre di più utilizzando meno input, meno fertilizzanti, meno pesticidi, meno carburante e meno ore di lavoro per ettaro. Sensoristica, guida autonoma, applicazione selettiva degli input e utilizzo dei dati possono quindi ridurre significativamente il costo unitario di produzione» spiega il manager di Decalia.
Il settore delle grandi macchine agricole rimane tuttavia ancora in una fase ciclica debole. «Deere, per esempio, continua a prevedere nel 2026 una contrazione significativa del mercato nordamericano. Negli Stati Uniti resta probabilmente il riferimento qualitativo del settore per capacità tecnologica, precision agriculture e automazione. Tuttavia, il mercato tende già a riconoscere un premio significativo al leader tecnologico» dice Proverbio. Il titolo a Wall Street da inizio anno ha registrato una performance notevole, mettendo a segno un rialzo del 49%.
A confronto, CNH Industrial (+44% da gennaio) dispone di una componente tecnologica molto più rilevante rispetto al passato, grazie agli investimenti nel precision farming e all'integrazione delle tecnologie Raven, ma continua a essere valutata dal mercato prevalentemente come produttore ciclico di macchine agricole. Questa discrepanza potrebbe creare valore nel medio periodo, qualora venisse riconosciuta e rivalutata dagli investitori.
Ma il punto di incontro più evidente e interessante tra agricoltura, energia e geopolitica è rappresentato dal settore dei fertilizzanti.
Nel caso dei fertilizzanti azotati il gas naturale rappresenta una parte fondamentale del costo di produzione. Questo determina una differenza strutturale molto importante tra Stati Uniti ed Europa: i produttori nordamericani possono contare generalmente su un costo del gas più competitivo rispetto ai produttori europei. In un mondo caratterizzato da maggiore frammentazione geopolitica, inoltre, la disponibilità domestica di fertilizzanti assume anche una crescente valenza strategica. Fra i titoli che Decalia consiglia di monitorare ci sono Nutrien (+20% da inizio anno) e CF Industries (+53%). La tesi sul settore, in ogni caso, è soprattutto macroeconomica: sicurezza alimentare, geopolitica e necessità di aumentare le rese agricole potrebbero mantenere nel lungo periodo il livello medio di utilizzo degli impianti e dei margini superiore rispetto al passato, pur lasciando una forte volatilità ciclica.
Fin qui l’impatto a monte del caro energia, che a valle si esprime nell'effetto dell'inflazione alimentare. L'aumento dei prezzi genera automaticamente una crescita delle vendite nominali, ma non necessariamente degli utili: se il retailer non riesce a trasferire rapidamente gli aumenti dei fornitori sui prezzi finali, i margini reddituali rischiano di comprimersi.
Nello stesso tempo, quando diminuisce il potere d'acquisto delle famiglie, il consumatore tende a diventare più sensibile alla variabile prezzo quando compra. Da qui l’aumento delle promozioni, del peso dei marchi propri e la preferenza per i retailer percepiti come più convenienti.
Per questi motivi, Proverbio ritiene siano particolarmente ben posizionati gli operatori che dispongono di quattro caratteristiche: grande scala, forte potere negoziale con i fornitori, logistica molto efficiente e una quota elevata di prodotti a marchio proprio. Chi soddisfa questi criteri?
Negli Stati Uniti la scelta cade su Walmart (-3,7% da gennaio), perché è probabilmente il vincitore strutturale più evidente di un ambiente caratterizzato da maggiore attenzione al prezzo. La combinazione di scala, grocery, logistica ed e-commerce permette al gruppo non soltanto di difendere i margini, ma anche di continuare a guadagnare quote di mercato. Nell'ultimo trimestre i ricavi sono cresciuti del 5,9% e il reddito operativo adjusted a cambi costanti del 17,4%.
Per il manager di Decalia è interessante anche Costco (+6,5% da inizio anno), che ha però una valutazione piuttosto elevata. La società continua a registrare tassi di crescita interessanti e proprio questa qualità viene riconosciuta dal mercato.
In Europa Ahold Delhaize (-11,3% da inizio 2026 a Wall Street) rappresenta invece una delle esposizioni più equilibrate, perché può contare su una forte presenza sia in Europa sia negli Usa, un’elevata generazione di cassa e un modello fortemente omnichannel. Inoltre ha margini reddituali più elevati della media del settore e una valutazione non eccessiva.
In conclusione, a parere di Decalia, nell'agtech vanno privilegiate le società che consentono agli agricoltori di produrre di più con meno input, nei fertilizzanti i produttori caratterizzati da asset difficilmente replicabili e vantaggi strutturali sui costi e nel food retail gli operatori con scala, efficienza logistica, private label e capacità di guadagnare quote di mercato. (riproduzione riservata)