Acqua: la risorsa più preziosa per la vita sul pianeta Terra è anche una di quelle che creano più disuguaglianze. Basti pensare che circa un quarto della popolazione mondiale (2,1 miliardi di persone, secondo quanto calcolato da Unicef e Oms) non ha ancora accesso all’acqua potabile.
E anche guardando alle cronache estive è proprio l’acqua (o la sua assenza) la protagonista indiscussa: siccità record intervallata da alluvioni distruttive mettono a repentaglio raccolti, allevamenti e centri urbani. In tutto ciò, la necessità di quantità enormi di energia per l’intelligenza artificiale richiede l’uso sostenibile delle risorse, anche quelle (come l’acqua, appunto) che possono servire a raffreddare i data center.
Va da sé che l’acqua, o meglio il suo utilizzo sostenibile, si configura sempre più come un megatrend di investimento. «Il raggiungimento dell’accesso universale all’acqua e ai servizi igienico-sanitari richiederà mille miliardi di dollari di investimenti annuali entro il 2030, rispetto ai 600 miliardi attuali», spiega Louis Veilleux, gestore del fondo Pictet Water di Pictet Asset Management. «Ogni dollaro investito può generare fino a 6,35 dollari nel pil privato, evidenziando un forte potenziale sia per gli investitori pubblici che per quelli privati».
Il money manager è fortemente interessato proprio al sotto-settore delle «tecnologie idriche, che si concentrano sul miglioramento della qualità dell'acqua e sull'efficienza del suo utilizzo».
«I fondi dedicati all'economia dell'acqua non investono esclusivamente nelle tradizionali utility idriche, sottolinea Monica Zerbinati, analista finanziaria di Fida. «Al contrario, i portafogli risultano ampiamente distribuiti lungo l'intera filiera: infrastrutture, trattamento delle acque, componentistica industriale, sistemi di monitoraggio, tecnologie ambientali e perfino servizi di ingegneria».
La tabella Fida in basso riunisce dieci tra fondi ed Etf dedicati al megatrend. Dopo anni complessi (anche per la sostenibilità in generale) i comparti sull’acqua sembrano in ripresa: da gennaio la loro performance media è positiva dell’8,4%, che passa all’11,8% su un orizzonte annuo e al 27,4% su una prospettiva triennale. Il tutto con costi medi dell’1,3%, ma molto variabili tra fondi comuni (che arrivano al 2,1%) ed Etf (intorno allo 0,5%).
«Dal punto di vista degli investitori, negli ultimi tempi i mercati azionari sono stati fortemente polarizzati, con l'attenzione concentrata soprattutto sugli investimenti necessari a sostenere il boom dell'intelligenza artificiale e il conseguente processo di elettrificazione», riassume Holger Frey, lead portfolio manager di Zkb/Swisscanto. «Di conseguenza, temi d'investimento strutturali come quello dell'acqua sono passati temporaneamente in secondo piano».
Ma adesso il megatrend, complici i fenomeni climatici estremi, è pronto a ripartire. Frey in particolare è interessato al segmento «di maggiore qualità della catena del valore, con un’attenzione particolare alle tecnologie per l'acqua». Un esempio? «Le aziende specializzate in soluzioni per la gestione intelligente delle risorse idriche».
Con il comparto Blue Leaders Arca Fondi Sgr mette a segno da gennaio una performance del 9,1%, con commissioni annue del 2%. Sara Venturi, equity portfolio manager, sottolinea che a guidare il rilancio del megatrend sono «driver strutturali sempre più evidenti: la crescente scarsità della risorsa, gli impatti del cambiamento climatico, la necessità di ammodernare infrastrutture obsolete e il fabbisogno derivante dall’AI con i data center».
In questo contesto la money manager guarda con attenzione ai titoli delle tecnologie idriche: «Aziende che operano in nicchie ad alto contenuto tecnologico, con forti barriere all'ingresso, elevato pricing power e ricavi ricorrenti, caratteristiche che consentono di generare una crescita degli utili relativamente resiliente anche nelle fasi di rallentamento economico».
Eurizon (gruppo Intesa Sanpaolo) si approccia all’asset class con il fondo EurizonAm Sicav Equity Planet (9% nel 2026, costi annui del 2,1%). Corrado Gaudenzi, responsabile long term sustainable strategies individua proprio il nesso tra ripresa del megatrend dell’acqua e «intelligenza artificiale: i grandi data center che alimentano l'AI si scaldano moltissimo e vanno raffreddati ad acqua». Non a caso «a marzo di quest’anno un colosso del trattamento acque ha comprato una realtà attiva nel raffreddamento dei data center pagandola molto cara, a 29 volte l’ebitda».
Per il money manager sono due gli ambiti più interessanti oggi: «Da una parte pompe, filtri, sistemi di controllo: settori che crescono in fretta e cavalcano il boom dell'intelligenza artificiale». Dall’altra «i gestori di acquedotti in regime regolato: hanno incassi stabili e prevedibili, utili come cuscinetto difensivo, e oggi trattano a uno sconto intorno al 18% rispetto alla loro media storica».
Il fondo Nat Mirova Thematic Water di Natixis Im da inizio 2026 cresce dell’8,4%, e prevede commissioni annue dell’1,3%. «Oggi individuiamo opportunità particolarmente interessanti in tre settori», evidenzia Arnaud Bisschop, senior portfolio manager di Mirova (affiliata di Natixis Im). «In primo luogo, la qualità dell’acqua, dove le aziende che beneficiano di standard ambientali più rigorosi continuano a trovarsi in una posizione favorevole».
In seconda istanza «l’efficienza nella domanda, comprese le tecnologie che aiutano industrie, utility ed edifici a ridurre il consumo e migliorare la produttività delle risorse». E per finire «alcuni operatori del settore delle utility che stanno investendo in maniera significativa per modernizzare le reti e aumentare la resilienza». (riproduzione riservata)