Il 2026 si apre tra sfide strutturali e opportunità strategiche: secondo l’Istituto Piepoli, gli opinion leader vedono un’Europa più unita ma fragile, e un’Italia chiamata a scelte decisive.
Secondo una ricerca effettuata nell’ambito del New Year’s Forum 2026, tra dicembre 2025 e gennaio 2026 dall’Istituto di ricerche, che ha interpellato 300 opinion leader tra imprese, politica, cultura e società civile, il 2026 si presenta come un anno critico ma strategico, tra fragilità strutturale e possibilità di rilancio.
Tra i partecipanti figurano personalità di primo piano del dibattito pubblico come Ferruccio de Bortoli, Chiara Saraceno, Francesco Costa e Chiara Albanese, Bruno Siciliano, Cavallo Francesca, Parsi Vittorio Emanuele.
Gli esperti delineano un’Europa più coesa, spinta dalle crisi in corso su sicurezza, economia, energia e finanza, pur in un contesto di democrazie occidentali sotto stress, segnate da polarizzazione e disinformazione. La sicurezza non è più solo militare: cyberattacchi, guerra informativa e fragilità sociali rendono necessaria un’autonomia europea ancora incompiuta, con legami con Nato e Stati Uniti centrali ma insufficienti nel medio-lungo periodo.
Cruciale è anche la sovranità tecnologica, minacciata da dipendenze extraeuropee, ritardi negli investimenti e carenza di competenze, mentre energia e finanza richiedono un realismo che contempli costi sociali e stabilità produttiva.
La transizione energetica è irreversibile ma da gestire con realismo economico. In questo scenario, il nucleare viene indicato come componente strategica del mix futuro. Sostenibilità sì, dunque, ma attraverso strumenti finanziari ed energetici credibili e compatibili con
il contesto geopolitico.
Le nuove generazioni appaiono più fragili sul piano economico e sociale, con mercato del lavoro e sistema educativo poco adeguati. La priorità del 2026, secondo gli opinion leader, sarà coniugare benessere e coesione sociale, difesa e sicurezza, lavoro e competenze, energia e indipendenza, costruendo una sovranità che passa anche dalla responsabilità civica e dalla maturità democratica. (riproduzione riservata)