Il 2026 è l’anno cruciale per l’Italia e l’Europa: ecco le scelte da prendere secondo l’Istituto Piepoli
Il 2026 è l’anno cruciale per l’Italia e l’Europa: ecco le scelte da prendere secondo l’Istituto Piepoli
Secondo l’indagine, nell’ambito del Nyf, su 300 opinion leader tra imprese, politica e cultura, nell’anno in corso l’Europa sarà più coesa, spinta dalle pressioni esterne e dalle crisi in corso. Lavoro, energia e coesione sociale richiedono politiche mirate

di Giusy Iorlano 29/01/2026 20:45

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Il 2026 si apre tra sfide strutturali e opportunità strategiche: secondo l’Istituto Piepoli, gli opinion leader vedono un’Europa più unita ma fragile, e un’Italia chiamata a scelte decisive.

Secondo una ricerca effettuata nell’ambito del New Year’s Forum 2026,  tra dicembre 2025 e gennaio 2026 dall’Istituto di ricerche, che ha interpellato 300 opinion leader tra imprese, politica, cultura e società civile, il 2026 si presenta come un anno critico ma strategico, tra fragilità strutturale e possibilità di rilancio.

Tra i partecipanti figurano personalità di primo piano del dibattito pubblico come Ferruccio de Bortoli, Chiara Saraceno, Francesco Costa e Chiara Albanese, Bruno Siciliano, Cavallo Francesca, Parsi Vittorio Emanuele.

Europa più unita sotto la pressione delle crisi

Gli esperti delineano un’Europa più coesa, spinta dalle crisi in corso su sicurezza, economia, energia e finanza, pur in un contesto di democrazie occidentali sotto stress, segnate da polarizzazione e disinformazione. La sicurezza non è più solo militare: cyberattacchi, guerra informativa e fragilità sociali rendono necessaria un’autonomia europea ancora incompiuta, con legami con Nato e Stati Uniti centrali ma insufficienti nel medio-lungo periodo.

Energia e finanza: realismo prima di tutto

Cruciale è anche la sovranità tecnologica, minacciata da dipendenze extraeuropee, ritardi negli investimenti e carenza di competenze, mentre energia e finanza richiedono un realismo che contempli costi sociali e stabilità produttiva.

La transizione energetica è irreversibile ma da gestire con realismo economico. In questo scenario, il nucleare viene indicato come componente strategica del mix futuro. Sostenibilità sì, dunque, ma attraverso strumenti finanziari ed energetici credibili e compatibili con

il contesto geopolitico.

Le nuove generazioni appaiono più fragili sul piano economico e sociale, con mercato del lavoro e sistema educativo poco adeguati. La priorità del 2026, secondo gli opinion leader, sarà coniugare benessere e coesione sociale, difesa e sicurezza, lavoro e competenze, energia e indipendenza, costruendo una sovranità che passa anche dalla responsabilità civica e dalla maturità democratica. (riproduzione riservata)