Dopo Illimity, Banca Progetto, Bff Bank e Banca Ifis, arriva anche il turno di Ibl. Fonti di mercato parlano di un’ispezione ordinaria della Banca d’Italia, chiusa a fine giugno, che si sarebbe concentrata sulle modalità di raccolta e sulla governance dell’istituto romano, toccando anche aspetti come la cessione del quinto e il portafoglio titoli.
Il quadro emerso, però, non ha messo in dubbio né la sostenibilità del business né la stabilità della banca, controllata con quote paritetiche dal presidente Mario Giordano e dalla famiglia d’Amelio. Ma spingerà il nuovo ceo di Ibl, Alessandro Decio, arrivato a maggio dal Banco Desio, a stilare un piano di rimedi come chiesto dalla Vigilanza.
L’istituto romano si finanzia soprattutto sul mercato all’ingrosso, caratteristica che comporta costi maggiori soprattutto in un momento in cui la Bce ha alzato i tassi d’interesse. Allora, spiega una fonte, Ibl dovrà bilanciare la raccolta aumentando la quota retail, più stabile rispetto al wholesale, per diminuire i rischi di carenza di liquidità.
Una strategia che comunque la banca aveva già iniziato a seguire prima dell’arrivo di Decio. Il tema è legato anche al portafoglio titoli. Ibl ha sempre svolto operazioni di carry trade: insomma prende soldi in prestito per reinvestirli in titoli di Stato. E questo tipo di transazioni, secondo una fonte finanziaria, sarebbero finite sotto l’osservazione di Bankitalia.
Il business della cessione del quinto merita invece un passaggio a parte. Nel caso Lexitor la giurisprudenza ha stabilito che, in caso di estinzione anticipata, il consumatore ha diritto alla restituzione proporzionale di tutti i costi legati al finanziamento. Così Ibl dovrà rimborsare i clienti, come del resto faranno tutti gli altri operatori attivi nella cessione del quinto. Quindi l’istituto romano dovrà organizzarsi forte degli 86,5 milioni (+51%) di utili del 2025, anno chiuso con un cet 1 al 13,4%, sopra i requisiti regolamentari.
Le fonti consultate passano poi agli aspetti di governance. Nel cda ci sono consiglieri di lunga data ed è probabile che Ibl li debba sostituire con profili dotati di nuove competenze, utili in futuro anche a gestire meglio i rischi. L’istituto romano aveva già dato un segnale in questa direzione con l’arrivo di Decio. L’ex ceo di Banco Desio è un elemento di discontinuità rispetto a problematiche che riguardano la passata gestione e su cui Ibl, spiega un’altra fonte, avrebbe già delineato un piano di rimedi. (riproduzione riservata)