I valori di Trump sono opposti alla tradizione americana. Ma che occasione per l’Europa per rendersi autonoma…
I valori di Trump sono opposti alla tradizione americana. Ma che occasione per l’Europa per rendersi autonoma…
Mai un presidente Usa è stato con i comportamenti e la politica più lontano dai valori dell’Occidente, a cominciare dalla conduzione della guerra in Iran iniziata con Netanyahu

di di Paolo Panerai 02/04/2026 20:10

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Provate a leggere in sequenza queste notizie, alle quali se ne potrebbero aggiungere anche molte altre, che conducono ad alcune considerazioni principali e non positive sul prossimo futuro di questo nostro mondo:

1) Bankitalia torna in utile (3 miliardi, dopo perdite lorde per 7,1 e 7,3 miliardi nei due anni precedenti). Ma è tornata in utile grazie al calo dei tassi, senza considerare il prezzo boom dell’oro, con 1,27 miliardi di dividendi allo Stato;

2) Trump furioso con gli alleati: «Andate a prendervi il vostro petrolio»;

3) L’Italia nega Sigonella a Trump;

4) La premier Meloni ai suoi vice: basta parlare di elezioni. Tutti a casa.

5) Azzurri eliminati, la maledizione dei Mondiali...

Tutte negative (ma potrebbero essercene altre dieci, ugualmente negative) meno quella dell’utile di Bankitalia, con la precisazione che nei due anni precedenti aveva per altro perso in totale 14,4 miliardi di euro…

La più grave crisi dalla fine della seconda guerra mondiale

È la catastrofe del mondo occidentale?

Certo che oggi è probabilmente in atto la crisi più grave dalla fine della seconda guerra mondiale. Ma per fortuna potrebbe non essere ancora una crisi estrema. Anzi la crisi potrebbe essere evitata perché nella costituzione degli Usa, una volta esempio di democrazia, sopravvive l’istituto delle elezioni di midterm che sono prossime e che potrebbero mettere con le spalle al muro il presidente Donald Trump.

Le elezioni, che cadono sempre dopo due anni di governo della Casa Bianca, sono una delle più straordinarie reti di sicurezza per la democrazia del mondo occidentale perché possono far perdere al presidente eletto la maggioranza della Camera. Camera che nonostante i grandi poteri del presidente eletto dal popolo può votare contro le sue scelte, determinando le condizioni anche per la decisione di dimissioni anticipate da parte del presidente, anche se ciò non rientra assolutamente nello stile di Trump.

Una presidenza folle

Resta il fatto che la presidenza Trump è probabilmente la più folle nella storia della democrazia americana. E a farne le spese è l’intero mondo occidentale, includendo in esso anche i Paesi arabi legati all’occidente.

A far preoccupare che possa scoppiare la terza guerra mondiale è il fatto che a essere spinto da istinti guerrafondai non è soltanto il presidente degli Stati Uniti ma anche il presidente del Paese il cui popolo ha sofferto il più grave dramma perpetrato dal Nazismo di Adolf Hitler. Nessuno dovrebbe poter accettare che il presidente di un popolo che ha subito quanto hanno subito gli ebrei si comporti verso i palestinesi con la stessa ferocia del dittatore nazista.

La giustificazione di Netanyahu per l’attacco all’Iran è che Teheran è vicinissima a disporre della bomba atomica e che quindi va fermata. Anche se ciò ha senso, perché mai si dovrebbe guardare semplicemente con solidarietà a Israele nel momento nel quale il presidente Netanyahu si è permesso di distruggere Gaza per la ragione che era sì un covo terroristi, nonostante a Gaza vivesse anche un popolo di inermi palestinesi?

La più grande preoccupazione del mondo occidentale

Appunto, per essere assolti dalle atrocità compiute a Gaza, non basta dire che in Palestina c’erano e ci sono anche non pochi terroristi. Israele ha tutti gli strumenti per poter annientare i terroristi senza ridurre alla fame e alla morte migliaia di palestinesi.

Tuttavia, la preoccupazione maggiore per il mondo democratico è che, anche se regolarmente eletto, il presidente Trump possa comportarsi come un dittatore che spesso mischia le azioni politiche e militari con gli interessi economici suoi e dei suoi figli.

È per fortuna significativo, in positivo, che il governo italiano abbia rifiutato di permettere agli Usa di usare la base di Sigonella con funzione da ponte per continuare la guerra contro l’Iran, pur essendo sicuramente questo il Paese più pericoloso in assoluto per il mondo perché governato dal fanatismo religioso.

Per molti decenni, e sicuramente dall’intervento decisivo in Europa per sconfiggere quel criminale di Adolf Hitler e i suoi alleati, gli Stati Uniti sono stati giustamente considerati il Paese di riferimento del mondo occidentale.

Cosa sono gli Stati Uniti oggi?

Possono ancora avere questo ruolo di guida del mondo civili e democratico?

Se l’azione di Trump non potrà essere profondamente modificata dal risultato delle elezioni di medio termine della Camera americana, per il mondo intero saranno anni più che bui: tragici.

In questo contesto estremo e schizofrenico, basta che il presidente Trump dica una parola in positivo, come quella dei giorni scorsi secondo cui la guerra in Iran finirà in poche settimane, che le borse reagiscono immediatamente al rialzo con pronunciata risalita dei valori, come appunto è successo, anche alla borsa italiana, nella seduta di mercoledì 1 aprile.

Tanta è la sfiducia verso Trump che tuttavia in non pochi si sono convinti che si sia trattato di un vero pesce d’Aprile, cioè la tradizione di realizzare scherzi di ogni tipo nel primo giorno del mese che quasi sempre porta alla Pasqua dei cristiani.

Trump si è radicalizzato

Ma c’è un fatto strutturale, gravissimo, ed è che la già nota personalità bizzarra (per dire poco) di Trump in questo secondo mandato si sia radicalizzata. E non solo per quanto riguarda le scelte più importanti, quando devono essere fatte. Il suo stile istrionico, imprevedibile (o prevedibile, per gli effetti sempre negativi) si è tradotto in questa mania di farsi inquadrare mentre saluta il mondo con la mano, che sia alla Casa Bianca o stia per salire sull’elicottero o l’aereo presidenziale.

Uno stile di comunicazione che ha effetti drammatici sul mondo intero, sempre più convinto da questi comportamenti, apparentemente estroversi che lo stesso presidente voglia prendersi gioco di tutti, dei concittadini americani e di quelli del mondo, pensando solo all’incremento del suo patrimonio e di quello dei suoi figli con dichiarazioni e atti che sono sempre vicinissimi o completamente dentro all’insider trading.

L’era dell’irrazionalità sistematica

Chi l’avrebbe mai detto che dopo gli anni sonnolenti della presidenza Biden segnata dalla senescenza mentale ci si dovesse trovare di fronte a una presidenza caratterizzata dall’irrazionalità sistematica e finalizzata, sempre, all’arricchimento personale?

Non vi è dubbio che la responsabilità della situazione in cui si trova il mondo oggi non sia esclusiva colpa di Trump, ma certo il suo contributo è, fra tutti, quello fondamentale, sia in termini di affermazioni che di atti di interesse pubblico, con la preminenza in tutti, appunto, dell’interesse privato.

Inevitabile che questo stile contamini alleati e nemici e che l’escalation sia inarrestabile. Per fortuna, talvolta il buon senso torna a prevalere, nonostante il legame politico con Trump. È il caso della presidente Giorgia Meloni che, considerata trumpiana di acciaio, ha impedito, correttamente e per fortuna, l’uso della base di Sigonella per la prosecuzione dei bombardamenti dell’Iran.

La guerra in corso non è della Nato

È vero che l’Italia fa parte della Nato, che per altro Trump sbeffeggia, ma la guerra in corso non è della Nato, bensì di due personaggi estremi come il presidente Trump e il presidente Netanyahu, senza con ciò negare che il ridimensionamento della potenza nucleare, con basi e giustificazioni religiose, dell’Iran, è opportuna per ridurre i rischi di guerra mondiale e per disinnescare la potenza iraniana anche in termini di energia petrolifera.

In altre parole, non vi è dubbio che la combinazione di potenza petrolifera, di forza strategica per il suo collocamento geografico nel Golfo da cui transita larghissima parte del petrolio usato nel mondo e la possibilità reale di diventare potenza nucleare (se non lo è già) faccia dell’Iran una minaccia permanente su vari fronti. Anche perché la storia insegna che l’intreccio fra potere politico e potere religioso è sempre stato il mix più pericoloso, non solo per il Paese che incarna tutto ciò, ma anche, di conseguenza, per il resto del mondo.

Se poi a questa combinazione si sommano visioni imperialiste come quelle del presidente Trump, il disastro mondiale è a portata di mano anche per l’andamento dei mercati finanziari, come dimostrano le alternanze di questo periodo con cadute e risalite repentine appena si profila uno squarcio di sole.

Le ripercussioni sui mercati

È successo giovedì 2 (anche questo un pesce d’Aprile?) quando in una delle sue continue dichiarazioni Trump ha sentenziato che la guerra contro l’Iran durerà poche settimane ancora e che gli Usa possono anche lasciare la Nato, accrescendo così l’insicurezza del mondo, se non fosse un mondo abituato a prendere nella giusta maniera, per fortuna, le sparate del presidente americano.

Gli alti e bassi per la guerra fanno avere alti e bassi ai mercato borsistici e c’è qualcuno che dubita che di questi sbalzi il primo ad approfittarne sia proprio chi li determina, cioè lo stesso Trump. C’è da meravigliarsi che con un presidente del Paese più influente e potente del mondo la precarietà sia diventata il sentimento più diffuso in tutto il mondo, inclusi gli Usa?

Guardando lo spettacolo dal lato degli speculatori, si tratta dell’occasione più straordinaria che si sia presentata negli ultimi decenni. Quel saluto con la mano, sempre sul punto di salire o scendere da un aereo o elicottero e la relativa diffusione di quelle immagini che cosa sono se non una precisa strategia di culto della sua personalità con il sottinteso che il capo del mondo è lui?

Gli Stati Uniti hanno conquistato il merito imperituro di aver salvato l’Europa dal nazismo di Adolf Hitler. La gratitudine dei Paesi europei (ma non solo) di aver sacrificato risorse e vite di cittadini americani per liberare l’Europa dal Nazismo non può essere dimenticata, ma non può essere accettata la sguaiata esibizione di potere e di parole paradossali che continuamente escono dalla bocca del presidente americano.

Di quanto aumenterà la sua ricchezza?

Ma contemporaneamente non può non preoccupante per il mondo intero che il presidente del più importante Paese del mondo stia cancellando con le parole e gli atti i valori sui quali si è sempre bassata la tacita alleanza di tutto il mondo occidentale.

Non penso che sarà possibile, ma se lo fosse, quando sarà finito il secondo mandato di Trump, sarebbe fondamentale conoscere di quanto è aumentata la sua ricchezza, quella dei figli e della moglie attuale, anche se Melania è sicuramente migliore del marito.

Il mondo ha bisogno di serietà e di onestà, di correttezza e misura, mentre in ogni suo atto, dall’alto della sua posizione, Trump trasmette al mondo intero valori assolutamente opposti a quelli di una democrazia basata sull’onestà di chi governa.

Dalla fine della seconda guerra mondiale il mondo occidentale ha sempre guardato con gratitudine agli Stati Uniti, cercando quindi di seguirne l’esempio. Ma con Trump l’esempio è tragico, se mi è permesso usare un aggettivo così pesante, perché al di là del danno presente generato negli esseri viventi contemporanei modifica strutturalmente per il tempo futuro i valori del mondo occidentale di cui l’Italia fa parte.

L’Unione Europea deve svegliarsi

Come si può ovviare a una situazione come questa, che non può non incidere a breve e lungo termine sull’economia e sulle borse? Ricordandoci certo che a salvare l’Europa dal nazismo è stata in primo luogo l’America del generale e poi presidente Dwight Eisenhower, e quindi conservando per questo piena gratitudine, ma anche avendo piena coscienza di essere Europei e di aver saputo creare la Ue, diretta discendente politica della Comunità economica europea (Cee).

Il destino dell’Europa e quindi nelle mani, quando vanno a votare, dei cittadini europei e di conseguenza di chi viene eletto. Mai il numero di aderenti alla Ue è stato così ampio, ma proprio per questo ci sono anche Paesi con impostazione politica non completamente democratica. Occorre quindi che l’Ue si svegli, superando tutti i residui di nazionalismo esistente specie in alcuni Paesi ex-comunisti come l’Ungheria che per reazione al passato comunista sono e si comportano come Paesi di estrema destra.

Una buona dose di disunione

Gli estremisti sono sempre il male maggiore e quindi chi, come l’Italia (che ha conosciuto il fascismo), la Francia, la Spagna anch’essa con la passata dittatura franchista, il Belgio, l’Olanda e tutti gli altri Paesi che si sono aggregati nella Ue siano consapevoli del ruolo fondamentale che hanno per il benessere dei loro cittadini e per salvare il mondo in generale dagli estremismi.

Non ci si deve vergognare se a tutt’oggi quella sigla Ue, Unione Europea, in realtà ha una buona dose di disunione. E proprio in momenti cruciali come quelli, drammatici, in atto che si può rilanciare lo spirito e l’unione fra europei, nel continente con la civiltà più profonda del mondo.

Cogliendo, peraltro, un’altra opportunità: quella di dimostrare al mondo che l’Europa non è solo un’entità geografica, ma il vecchio continente nel senso della cultura e della civiltà che la caratterizza. Paradossalmente, con l’atteggiamento assunto, Trump sta offrendo all’Europa la chance di tornare a essere chi il continente che esprimere la saggezza e la cultura, senza la quale il mondo non può che andare altro che indietro.

L’occasione per una borsa davvero europea

E questa è un’occasione anche per superare uno dei più forti punti deboli del vecchio continente: fare finalmente una borsa europea e non un mercato che con regole differenziate fra Paesi che hanno trattamenti fiscali più generosi, come l’Olanda con la sua Borsa di Amsterdam, impedendo con questa realtà di far decollare un vero mercato borsistico europeo.

La speranza è che i leader europei capiscano e afferrino al volo il momento di debolezza di altri Paesi e continenti che finora hanno fatto il bello e cattivo tempo.

Buona Pasqua a tutti i nostri, sempre più numerosi, lettori. (riproduzione riservata)