Un consorzio di fondi guidato da Cvc Fund IX e Groupe Bruxelles Lambert sa hanno sottoscritto accordi vincolanti per la promozione di un’offerta pubblica di acquisto volontaria su Recordati, storico gruppo farmaceutico italiano. Il prezzo proposto è di 51,29 euro per azione, leggermente sotto il prezzo di chiusura di giovedì di 51,7 euro. Lo scopo è il delisting del gruppo del pharma da Piazza Affari che si è quotato 40 anni fa nel 1984 e che da allora è salito del 10.240% valendo 10,8 miliardi di capitalizzazione.
Il prezzo di 51,29 è da intendersi ex dividend con riferimento al saldo del dividendo di 0,71 euro per azione corrisposto agli azionisti di Recordati lo scorso 20 maggio.
A seguito della manifestazione di interesse non vincolante presentata il 25 marzo 2026 da CVC al consiglio di amministrazione di Recordati, le principali condizioni «sono state soddisfatte attraverso una partnership con GBL», spiega la nota dei fondi, così come «il completamento di un processo di due diligence approfondito e l’ottenimento delle risorse finanziarie necessarie».
I fondi sottolineano che la proposta trova il sostegno di una «base azionaria committed, flessibile e stabile, nell’ambito della quale CVC e GBL collaboreranno quali investitori in co-controllo con un chiaro impegno a sostenere lo sviluppo della società a lungo termine».
Il corrispettivo incorpora un premio del 12,891% rispetto al prezzo ufficiale delle azioni Recordati alla data del 25 marzo 2026,ossia l’ultimo giorno di borsa aperta prima della pubblicazione del comunicato stampa della società relativo alla ricezione della manifestazione di interesse non vincolante di CVC.
Recordati, sottolineano i due fondi, ha registrato una «significativa accelerazione della traiettoria di crescita e redditività e ha ampliato in modo sostanziale la piattaforma Rare Diseases, rafforzando il posizionamento strategico e le prospettive di crescita di lungo termine attraverso operazioni di M&A disciplinate e accordi strategici di licenza, comprese 16 transazioni dal 2018».
Ora la società sta entrando in una «nuova fase di sviluppo, caratterizzata da una serie di opportunità strategiche, in particolare l’espansione della piattaforma Rare Diseases e la prosecuzione della crescita esterna». E di conseguenza, ragionano i fondi, in un contesto «M&A più competitivo, l’accesso ad asset di elevata qualità potrebbe richiedere multipli di valutazione più elevati o una maggiore esposizione a opportunità in fasi più precoci di sviluppo, con conseguenti maggiori rischi di execution, tempistiche di sviluppo più lunghe e un incremento degli investimenti in R&D». E questo potrebbe determinare una «maggiore volatilità degli utili e una potenziale diluizione nel breve periodo, dinamiche che potrebbero non essere sempre pienamente riflesse nelle valutazioni dei mercati pubblici».
Rossini Sarl, attuale azionista di controllo di Recordati (holding con sede in Lussemburgo, controllata dal fondo di private equity britannico CVC Capital Partners), ha assunto un impegno ad aderire all’offerta con tutte le 97.912.463 azioni Recordati detenute, ovvero il 46,82% del capitale. Nell’ambito dell’operazione, Luxinva sa, società controllata da Abu Dhabi Investment Authority, CPP Investment Board Private Holdings, PSP Europe, alcuni fondi gestiti o assistiti da StepStone, alcuni fondi gestiti o assistiti da AlpInvest, MGG Strategic Sicaf Sif, alcuni fondi gestiti o assistiti da CapSol e Andrea Recordati investiranno insieme ai fondi Cvc Fund IX e a GBL.
CVC e GBL sono stati assistiti da PedersoliGattai e Latham & Watkins in qualità di consulenti legali e da FRM ed EY in qualità di advisor fiscali. CVC è assistita da Goldman Sachs International, Jefferies GmbH, JP Morgan Securities, Mediobanca e Deutsche Bank in qualità di advisor finanziari. Lazard è stata advisor del cda di Recordati. GBL è assistita da Morgan Stanley & Co in qualità di advisor finanziario. Rossini è stata assistita da White & Case in qualità di consulente legale. (riproduzione riservata)