I fondi aprono il dossier EcoEridania: mandato a Jp Morgan
I fondi aprono il dossier EcoEridania: mandato a Jp Morgan
Sul mercato il 75% del gruppo dei rifiuti speciali in mano al fondo Icon Infrastructure. Il fondatore Giustini (25%) punta a restare. La valutazione può superare il miliardo di euro

di di Nicola Carosielli 24/03/2026 06:00

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Tutto pronto per la partenza del dossier EcoEridania, il gruppo ligure specializzato nella raccolta, trasporto e smaltimento di rifiuti speciali controllato dal fondo Icon Infrastructure, per il 75%, e dal fondatore Andrea Giustini, per il restante 25%.

Secondo quanto appreso da MF-Milano Finanza, gli azionisti avrebbero deciso di affidare un mandato alla banca d’affari Jp Morgan, incaricata di gestire un processo che, secondo le prime ricostruzioni di mercato, potrebbe valutare il 100% della società anche oltre il miliardo di euro. Oggetto della trattativa dovrebbe essere solo la quota di Icon, considerando che Giustini è intenzionato a rimanere alla guida del gruppo ma anche, qualora vi fossero condizioni adeguate, arrotondare la sua quota. Bisogna però sottolineare che, dato l’eventuale controvalore di un miliardo, si tratterebbe di un arrotondamento lieve. C’è però chi non esclude anche altri scenari, qualora la valutazione arrivi a superare di molto il miliardo in questione.

I fondi in gara per EcoEridania

Al momento è difficile dire se il processo sia più adatto solo a soggetti finanziari o possa aprirsi anche a partner industriali. L’appetito c’è da entrambi fronti. Tra gli industriali vi possono essere utility molto ben posizionate nell’area ambiente, come per esempio Hera o A2A, ma la dimensione, in termini di valutazioni, è importante per operatori industriali puri. Più facile sembra, invece, individuare eventuali fondi infrastrutturali interessati, tra cui potrebbero esserci Ardian, Dif, Dws, Macquarie, Eqt, Blackstone, senza dimenticare un potenziale interesse anche da parte di soggetti come dell’Algebris Green Transition Fund e anche di F2i.

L’avvicendamento tra fondi

EcoEridania è considerata una delle migliori piattaforme presenti in Europa, considerando la grande specializzazione nei servizi di raccolta, trasporto, stoccaggio e smaltimento di rifiuti di origine sanitaria e industriale, pericolosi e non. Frutto anche del lavoro di aggregazione compiuto nel corso degli anni. Peraltro, opera in un comparto come quello del waste che è da anni oggetto di forte interesse da parte delle utility quotate e dei grandi fondi di investimento. Peraltro, il gruppo non è nuovo a essere oggetto di interesse, considerando che il processo in atto vedrebbe l’ingresso di un fondo per la quarta volta. La società nata nel 1988 ha visto prima l’ingresso del Fondo Italiano d’Investimento nel 2011, per poi passare sotto il controllo di Xenon (che intanto ha creato la sua piattaforma nei rifiuti industriali pericolosi, Rinovha) e infine, nel 2018, è subentrata Icon Infrastructure.

La crescita di EcoEridania

Il gruppo negli anni è cresciuto arrivando a chiudere il 2024, l’ultimo bilancio disponibile, con un giro d’affari di 450 milioni e un ebitda di oltre 100 milioni, per una marginalità quindi sopra il 23%. Considerando che i multipli di settore si aggirano intorno alle 10 volte l’ebitda è facile comprendere che la valutazione possa superare il miliardo di euro. A ciò, va aggiunta anche la posizione di leadership costruita, che inevitabilmente influenzerà il controvalore.

Nel frattempo EcoEridania, in tandem con Italiana Coke, ha preso parte alla gara indetta da Regione Liguria per realizzare un impianto termovalorizzatore sul territorio regionale. (riproduzione riservata)