I conti di investimento con bonus fiscale arrivano in Italia: ecco il progetto presentato al governo
I conti di investimento con bonus fiscale arrivano in Italia: ecco il progetto presentato al governo
Amf, Bocconi ed Equita vogliono portare in Italia il conto previsto dalla Commissione Ue che incentiva le famiglie a comprare azioni e fondi comunitari. Con un beneficio diretto sulla borsa

di di Elena Dal Maso 28/09/2026 21:30

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I conti di investimento con beneficio fiscale tanto amati dalla Commisione Europea di Ursula von der Leyen, i Sia, possono diventare realtà anche in Italia. L’Amf, Associazione Intermediari Mercati Finanziari che rappresenta gli operatori del mercato, sta infatti lavorando da tempo ad un progetto Sia. Come spiega Miriam Felici, segretario generale Amf Italia a MF-Milano Finanza, «abbiamo già presentato il piano al Mef, insieme a Università Bocconi Centro Baffi ed Equita, per introdurre i conti di investimento con regime fiscale incentivante nel nostro ordinamento secondo la raccomandazione della Commissione europea all'interno del quadro della Savings and Investment Union».

Nei Sia, azioni, fondi ed Etf dell’Unione europea

Questi conti speciali permettono di investire in azioni, fondi ed Etf comunitari per permettere alle società europee di crescere grazie al risparmio dei propri cittadini. Felici ricorda in tal senso che è «importante mobilitare il risparmio fermo, quei 1.600 miliardi in liquidità e conti correnti bancari delle famiglie italiane, convogliarne una parte sul mercato dei capitali facendo crescere gli investimenti in equity e rendendo più attrattive in questo modo le quotazioni. Si può così migliorare l’allocazione di risparmi oggi scarsamente remunerati». Il gruppo di lavoro sui Sia ha pensato in tal senso al modello svedese, gli Isk, perché ad oggi risulta quello di maggiore successo ed è legato ad una tassazione favorevole.

L’esempio famoso arriva dalla Svezia, gli Isk

L’Isk (Investeringssparkonto), introdotto in Svezia nel 2012, elimina la tassazione sulle singole plusvalenze (capital gain) e sui dividendi, sostituendola con una piccola tassa forfettaria annuale basata sul valore totale del conto. Un conto Isk funziona come un unico grande paniere all'interno del quale si può liberamente comprare e vendere strumenti finanziari autorizzati. Si possono effettuare operazioni di compravendita anche quotidiane: ogni volta che si vende un titolo in guadagno, non si deve pagare alcuna imposta «immediata» e si può reinvestire subito l'intero capitale.

Che caratteristiche dovrebbe avere il Sia italiano

Per l'Italia, riprende Felici, «suggeriamo di introdurre un conto dedicato a investimenti in azioni di emittenti europei e in fondi ed Etf che investono in maniera significativa in azioni di emittenti europei. Pensiamo ad un tetto annuo ai versamenti su questo conto per dare gradualità alla costruzione dei portafogli, non abbiamo però pensato di introdurre un limite agli investimenti complessivi nel corso nella vita per incentivare la previdenza a lungo termine». Per beneficiare del regime fiscale di favore, sottolinea l’esperta, «non è previsto un periodo minimo di detenzione dei titoli».

Come negli Isk si pagherebbe «un'imposta forfettaria con un'aliquota molto favorevole, tenendo conto che oggi si sconta il 12,5% sui titoli di Stato e il 26% sulle azioni. Il modello dei Sia è però completamente diverso rispetto al regime ordinario, visto che sui Sia non c'è nessuna tassazione analitica su dividendi, interessi e plusvalenze, anche in ottica di semplificazione». Felici auspica infine che «la proposta possa essere inserita nella prossima finanziaria, dipende se il governo troverà le coperture per avviare il progetto». (riproduzione riservata)