I primi risultati dopo l'ops confermano utili record e target di Commerzbank. Resta però aperta la questione centrale per Unicredit (già primo socio e proiettata oltre il 60% alla fine dell’offerta) quanto la crescita dipenda dal business domestico e quanto da lending internazionale e attività di mercato.
Proprio queste componenti e una buona tenuta del margine di interesse hanno consentito alla banca tedesca di archiviare il miglior primo semestre della propria storia, malgrado un titolo piatto in borsa (-0,23%) in apertura di seduta.
L'utile netto è salito del 40% a 1,81 miliardi di euro, mentre il risultato operativo ha raggiunto 2,73 miliardi, in crescita del 14%. Nel solo secondo trimestre il profitto è quasi raddoppiato a 898 milioni, superando le aspettative del mercato. I ricavi sono aumentati del 7% a 6,52 miliardi, sostenuti dalla stabilità del margine di interesse, pari a 4,11 miliardi nonostante il calo dei tassi, e dalla crescita dell'8% delle commissioni, arrivate a 2,18 miliardi grazie soprattutto al risparmio gestito, al collocamento di titoli e ai servizi di capital markets.
Il contributo delle attività internazionali resta rilevante. La divisione Corporate Clients ha registrato una crescita del 16% dei volumi medi dei prestiti, saliti a 123 miliardi di euro, trainata in larga misura dal finanziamento delle attività internazionali delle imprese tedesche e della clientela estera. Anche il business dei mercati dei capitali ha mantenuto un andamento favorevole. Tuttavia, il risultato operativo della divisione è diminuito rispetto a un anno fa per effetto dell'aumento del costo del rischio.
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Parallelamente emergono segnali positivi sul fronte domestico, che rappresenta il principale terreno di osservazione per Unicredit. La divisione dedicata ai clienti privati e alle piccole imprese ha aumentato del 31% il risultato operativo, arrivato a 896 milioni di euro, beneficiando della crescita dei depositi, dell'espansione del business titoli e dell'incremento delle commissioni. Il patrimonio amministrato ha raggiunto 285 miliardi.
La banca continua inoltre a migliorare l'efficienza. I costi operativi sono cresciuti meno del 2%, nonostante gli investimenti in digitalizzazione e intelligenza artificiale. Il cost-income è sceso al 53%, mentre il rendimento sul capitale tangibile è salito al 12,6%. Nell'ambito del piano Momentum 2030 è stato inoltre eliminato circa il 10% dei sistemi informatici, con l'obiettivo di semplificare l'infrastruttura tecnologica e ridurre progressivamente i costi.
Forte dei risultati raggiunti, Commerzbank ha confermato la guidance per l'intero esercizio: utile netto di almeno 3,4 miliardi, ricavi per circa 13,2 miliardi, margine di interesse di 8,6 miliardi e crescita delle commissioni intorno al 7%. Restano invariati anche gli obiettivi di cost-income ratio al 53%, RoTE vicino al 12% e distribuzione agli azionisti di circa 3,2 miliardi di euro. La Bce ha inoltre autorizzato un nuovo programma di riacquisto di azioni fino a 1,2 miliardi, subordinato all'approvazione dell'autorità finanziaria tedesca.
Commentando i risultati, l'amministratrice delegata Bettina Orlopp ha ribadito che il nuovo assetto proprietario richiederà un confronto tra le parti. «Anche quando Unicredit avrà la maggioranza alla prossima assemblea degli azionisti, non potrà decidere unilateralmente in merito a misure strutturali fondamentali», ha affermato. «Questo crea una chiara responsabilità per entrambe le parti e richiede una mutua comprensione del modello di business e il coinvolgimento di tutti gli stakeholder». Per ottenere un risultato che crei valore servirà quindi «un dialogo costruttivo».
Fonti vicine a Unicredit affermano che la banca continua a valutare se Commerzbank sarà in grado di realizzare un significativo riposizionamento strategico verso il business domestico, riducendo la dipendenza dalle attività di lending internazionale e di trading.
Gli investitori cercano inoltre evidenze che l'attività di banca commerciale sia in grado di conseguire miglioramenti duraturi della performance operativa, al di là di ulteriori benefici derivanti dalla copertura finanziaria dei depositi e dalle attività di lending internazionale. Unicredit è altresì focalizzata su una migliore dinamica della redditività e su una maggiore efficienza.
I prossimi risultati saranno quindi considerati un banco di prova fondamentale per verificare se Commerzbank sia in grado di dimostrare progressi tangibili rispetto a queste priorità operative e se abbia effettivamente intrapreso un reale percorso di trasformazione per diventare una banca pronta ad affrontare le sfide del futuro. (riproduzione riservata)