La cinese Luxshare, produttore di componenti elettronici con sede a Bao'an (Shenzhen), quotata dal 2010, si candida a essere, golden power permettendo, il cavaliere bianco che in tandem con Invitalia può salvare la Siae Microelettronica, azienda italiana leader nelle telecomunicazioni.
Fondata nel 1952, Siae Micro è specializzata nella progettazione e produzione di soluzioni di rete, in particolare ponti radio a microonde: è attiva con 26 società all’estero, occupa 572 addetti ed è entrata in crisi anche per la carenza di reperibilità di chip e semiconduttori e per le problematiche globali della logistica e della supply chain.
L’intervento di Luxshare di 31 milioni di euro, oltre a quello di 20,5 milioni di Invitalia, l’Agenzia per lo sviluppo che fa capo al Mef e guidata da Bernardo Mattarella, è rivelato dal verbale del cda di Siae tenutosi qualche settimana fa sotto la presidenza di Enrico Mascetti, della omonima famiglia fondatrice e finora proprietaria dell’azienda.
Il cda ha predisposto la domanda al tribunale di Milano di accesso alla procedura di regolazione della crisi che lo stesso tribunale, con Maria Ricci quale giudice relatore, ha concesso l’8 gennaio nominando commissari Luca Minetto e Salvatore Sanzo e dando due mesi di tempo a Siae Micro per la presentazione del piano di salvataggio. L’intervento di Luxshare e Invitalia avverrà mediante un aumento di capitale: Mascetti al consiglio ha spiegato che il prospetto dei flussi di cassa fino al 30 giugno evidenzia un fabbisogno finanziario funzionale alla continuità dell’impresa pari a 9,1 milioni.
Il bilancio di Siae Micro del 2024, a fronte di 68 milioni di ricavi (-16% sull’anno prima), s’è chiuso con una perdita di 61,7 milioni, mentre il patrimonio netto, in base alla situazione patrimoniale allo scorso settembre, è diventato negativo. I Mascetti (i fratelli Alberto, Enrico e Giovanni e la sorella Silvia, titolari rispettivamente i primi tre del 25,1% e la quarta del 21,8%) si diluiranno ma parteciperanno al salvataggio tramite utilizzo dei versamenti da loro già effettuati in conto futuro aumento di capitale.
Mascetti ha sottolineato che «l’investimento di Luxshare in Siae è condizionato al nulla osta golden power da parte del governo». Nello scorso settembre, in una riunione al Mimit sulla situazione dell’azienda, Siae aveva fatto presente di aver avviato un piano di rilancio volto al rafforzamento patrimoniale e alla stabilizzazione finanziaria nel triennio 2026-2028. (riproduzione riservata)