«Il gruppo Class Editori rappresenta un pilastro del nostro ecosistema informativo». Lo ha detto Alberto Barachini, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all'Informazione e all'Editoria, in un videomessaggio a Class Editori con «gli auguri e la vicinanza di tutto il governo per i prossimi quarant'anni di lavoro», in occasione dei festeggiamenti dei 40 anni dalla fondazione del gruppo.
«Purtroppo siamo a Roma a seguire i lavori complicati per dare il via alla legge elettorale e quindi non posso essere a Milano con voi, ma mi dispiace davvero molto», ha aggiunto Barachini.
«È importante da parte mia dimostrarvi la gratitudine del mondo dell'informazione e del mondo delle istituzioni per il lavoro svolto in questi anni perché raccontare l'economia, la finanza, la società, i grandi scenari internazionali, oggi, per esempio, il rapporto fra l'intelligenza artificiale, il sistema editoriale, l'utilizzo etico e responsabile dell'intelligenza artificiale è davvero fondamentale per i nostri cittadini e per lo sviluppo della nostra società e lo sviluppo democratico della nostra società. Saluto il direttore Roberto Sommella, che fa parte anche della nostra commissione proprio per l'analisi dell'intelligenza artificiale in ambito editoriale, presieduta da padre Paolo Benanti, e saluto i redattori, l'editore, tutti i dipendenti del gruppo.»
«Avete avuto lungimiranza nel creare un gruppo che sa raccontare con freschezza, immediatezza la realtà italiana, non soltanto quella economica e finanziaria. Avete creato un gruppo televisivo che ci ha aiutato a comprendere passo per passo, direi minuto per minuto, gli sviluppi del nostro sistema economico e finanziario e avete oggi un ruolo centrale nel panorama di formazione».
Un panorama, ha precisato, «che deve lottare con fatica per riemergere da momenti anche complicati, sia da un punto di vista regolatorio sia da un punto di vista di vicinanza ai cittadini, perché ci sono sistemi che hanno migliori condizioni o condizioni diverse, non rispondono purtroppo alle stesse regole, alle stesse responsabilità editoriali, non hanno gli stessi oneri. Noi stiamo lavorando perché il campo di gioco sia davvero equo».
«I cittadini tornino a credere nell'informazione, a credere quanto anche sia importante pagare per l'informazione. Perché l'informazione è libera sì, ma non è gratuita, ha un costo e quindi i cittadini devono comprendere fino a fondo quanto sia importante informarsi e quanto bisogna anche spendere per produrre informazione e per ricevere informazione», ha concluso. (riproduzione riservata)