Hyundai, utile operativo -21% nel secondo trimestre: conti sotto le attese, pesa il calo delle vendite
Hyundai, utile operativo -21% nel secondo trimestre: conti sotto le attese, pesa il calo delle vendite
Ricavi ai massimi storici solo grazie al cambio favorevole, ma volumi, costi e interruzioni della produzione comprimono i margini. Il colosso coreano prevede un contesto ancora difficile

di Andrea Boeris 23/07/2026 08:30

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Hyundai chiude il secondo trimestre sotto le attese degli analisti, confermando le difficoltà che stanno interessando l’intero settore automobilistico mondiale. Il costruttore sudcoreano, che è tra i più grandi su scala globale, ha registrato tra aprile e giugno un utile operativo di 2.850 miliardi di won (circa 2 miliardi di dollari), in calo del 20,8% rispetto ai 3.602 miliardi di won dello stesso periodo del 2025 e inferiore ai 3.200 miliardi attesi dal consenso.

I ricavi sono invece cresciuti dell’1,9% a 49.215 miliardi di won, un nuovo record trimestrale per il gruppo, sostenuti dall’effetto favorevole del cambio e dalla crescita delle attività finanziarie. L’aumento del fatturato non è però bastato a compensare il calo dei volumi, il peggioramento del mix commerciale e l’incremento dei costi. Anche il margine operativo è sceso dal 7,5% al 5,8%.

Meno vendite, interruzioni produttive e aumento dei costi

Secondo Hyundai, il trimestre è stato penalizzato dall’indebolimento delle vendite di veicoli, dalle interruzioni della produzione e dall’aumento dei costi, fattori solo in parte compensati dall’indebolimento del won. Le consegne globali sono diminuite del 6,9% a 992 mila veicoli, mentre le vendite al dettaglio sono calate del 4,2%.

Il mercato cinese è rimasto il più debole, con un crollo delle vendite del 36,9%, mentre in Europa i volumi sono diminuiti del 10,9%. Negli Stati Uniti, invece, Hyundai ha aumentato dello 0,9% le consegne e ha rafforzato ulteriormente la propria quota di mercato.

La casa coreana ha evidenziato come la domanda negli Stati Uniti resti resiliente nonostante la debolezza del mercato complessivo, mentre in Europa il rallentamento è stato attribuito all’intensificarsi della concorrenza, all’incertezza geopolitica e al rinvio nella seconda parte dell’anno del lancio di modelli strategici come Ioniq 3 e il nuovo Tucson. In Corea del Sud, invece, le interruzioni della catena di fornitura hanno inciso sulle consegne, anche se il gruppo si aspetta un recupero nella seconda metà del 2026 grazie all’arrivo dei nuovi modelli.

Bene l’elettrificazione ma lo scenario rimane incerto

Un elemento positivo continua a essere l’elettrificazione. Le vendite di modelli elettrificati hanno raggiunto il livello record del 18,9% delle consegne globali, trainate soprattutto dalle ibride (Hev), che hanno toccato 188 mila unità nel trimestre. Negli Stati Uniti le ibride sono ormai il 26,2% delle vendite del marchio, mentre in Europa la crescita è stata sostenuta proprio dalla forte domanda di Hev.

Hyundai ha però avvertito che l’incertezza macroeconomica resterà elevata nei prossimi mesi e che la competizione nel settore automobilistico aumenterà ancora. Sul comparto pesano l’aumento dei costi energetici e delle materie prime, le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e le interruzioni delle catene di approvvigionamento legate anche ai dazi Usa. Tutti elementi che comprimono i margini. (riproduzione riservata)