Grandi manovre nel comparto del ciclo dei rifiuti in una delle maggiori multiutility italiane. Secondo quanto appreso da MF-Milano Finanza, il fondo inglese 3i Group è pronto ad avviare la cessione del 25% che detiene in Herambiente, la controllata del gruppo Hera attiva nel waste management che gestisce, grazie ai 90 impianti di proprietà, 7 milioni di tonnellate l’anno di rifiuti e 5 milioni di tonnellate di rifiuti speciali per oltre mille Gwh di energia elettrica e termica prodotta all’anno. L’investment firm avrebbe affidato un incarico all’advisor Rothschild, con l’obiettivo di valorizzare la partecipazione acquisita ormai 10 anni fa nel 2016.
Il riassetto, però, potrebbe non portare all’ingresso di nuovi soci. Secondo quanto risulta, infatti, Hera – che sarebbe assistita da Lazard – sarebbe già alla finestra per rilevare la quota di 3i e diventare così proprietaria del 100% della controllata. Tale volontà evidentemente lascia intendere che il gruppo guidato dal presidente esecutivo Cristian Fabbri non sia disposto ad offrire alcun supporto a eventuali soggetti terzi interessati a subentrare a 3i Group in Herambiente. Una condizione che non può che scoraggiare l’interesse di eventuali soggetti.
Del resto, per Hera il business ambientale non ha un’importanza solo finanziaria. Questa area è uno dei fiori all’occhiello del gruppo, garantendogli la leadership in Italia per numero di rifiuti trattati e anche un primato a livello europeo in termini di know-how tecnologico. Prova ne siano i progetti lanciati negli scorsi giorni, così come negli ultimi mesi e gli accordi siglati. La scorsa settimana, a Modena, tramite la controllata Aliplast, è stato inaugurato R3gid, il nuovo impianto per il riciclo delle plastiche rigide (investimento di 48,8 milioni di euro) tra i più innovativi del settore nel panorama europeo che permette di lavorare fino a 30mila tonnellate di polimeri riciclati all’anno di alta qualità, con caratteristiche comparabili a quelle della materia vergine ottenuta da fonte fossile, con un grado di purezza certificata superiore al 99%. Così come alla creazione – vicino all’Autodromo internazionale di Imola – di Fib3r, l’innovativo impianto che ricicla materiali compositi in carbonio realizzato a Imola, oppure all’accordo con Fincantieri per costituire una newco che gestisca quasi 100 mila tonnellate l’anno di scarti industriali prodotte nei cantieri, realizzando un sistema integrato di gestione rifiuti.
Al fronte industriale si accompagna la crescita su quello economico-finanziario. Nel 2025 l’area Ambiente ha fornito un contribuito-chiave all’ebitda di gruppo per 374 milioni, con un incremento di 7,8 milioni di euro, che riflette le positive performance nelle attività di trattamento rifiuti (16 milioni di euro) e di riciclo (10 milioni), oltre che in quelle di bonifica dei terreni (5 milioni). (riproduzione riservata)