Hedge funds all'attacco sui bond Fresh emessi dal Monte dei Paschi nel 2008
Hedge funds all'attacco sui bond Fresh emessi dal Monte dei Paschi nel 2008
Gli effetti del burden sharing del 2017. Attestor, Polus e altri fondi puntano al ripristino di circa 1 miliardo di titoli e a 170 milioni di interessi arretrati.  Il nodo torna davanti al tribunale di Milano.

di Camilla Conti 09/09/2026 12:44

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A quasi vent’anni dall’acquisizione di Antonveneta, uno dei dossier più controversi della storia recente del Monte dei Paschi torna a bussare alle porte di Rocca Salimbeni. Un gruppo di fondi di investimento, tra cui Attestor e Polus, punta infatti a ottenere il ripristino di circa 1 miliardo di euro di Fresh bond, cancellati nell’ambito della ricapitalizzazione precauzionale del 2017, oltre al pagamento degli interessi che, secondo gli investitori, sarebbero tornati a maturare con la ripresa dei dividendi da parte della banca.

Le richieste dei fondi

Secondo quanto riporta Bloomberg, le richieste dei fondi si inseriscono proprio nel procedimento promosso da Mps davanti al Tribunale di Milano per fare chiarezza sulla validità dei contratti relativi ai Fresh 2008. Una controversia che ha quindi una natura apparentemente difensiva per la banca, ma che potrebbe aprire contemporaneamente uno spazio alle pretese dei detentori dei titoli.

I Fresh bond rappresentano uno degli ultimi strascichi finanziari della stagione Antonveneta. Furono emessi nel 2008 da Jp Morgan per un miliardo di euro nell’ambito degli strumenti utilizzati da Mps per finanziare l’acquisizione della banca padovana dal Banco Santander. La struttura, particolarmente complessa, prevedeva titoli convertibili collegati ad azioni del Monte e destinati a rafforzarne il patrimonio.

Con la crisi dell’istituto senese e il successivo intervento pubblico, nel 2017 i Fresh finirono però nel perimetro del burden sharing, il meccanismo attraverso il quale azionisti e detentori di strumenti subordinati parteciparono alle perdite prima della ricapitalizzazione precauzionale dello Stato. I titoli furono quindi convertiti e sostanzialmente azzerati.

È proprio questo passaggio che oggi viene contestato dagli investitori. Attestor, Polus e gli altri fondi coinvolti sostengono che la nazionalizzazione del Monte non abbia validamente cancellato i contratti originari e che gli obblighi collegati ai Fresh siano quindi ancora in essere. La posta in gioco potenziale sarebbe rilevante: oltre al ripristino di circa un miliardo di capitale, i fondi chiederebbero il pagamento degli interessi maturati a partire dal 2024, anno in cui Mps ha ricominciato a distribuire dividendi dopo oltre un decennio. Gli arretrati ammonterebbero già a circa 170 milioni di euro.

La partita giudiziaria a Milano

La partita giudiziaria, tuttavia, è stata riaperta dalla stessa banca. Dopo non aver ottenuto soddisfazione davanti alla Corte d’Appello del Lussemburgo, Mps lo scorso aprile ha riassunto la controversia davanti al Tribunale di Milano chiedendo ai giudici di accertare due questioni centrali: l’applicabilità del decreto sul burden sharing anche ai titolari dei Fresh 2008 e, di conseguenza, il diritto della banca a ottenere da Jp Morgan un pagamento di 49,9 milioni di euro in seguito alla conversione dei titoli in azioni.

La prima udienza del nuovo procedimento è fissata proprio per oggi, 9 settembre, come indicato da Mps nella propria documentazione semestrale. È da questo giudizio che potrebbe dunque arrivare un chiarimento destinato ad avere conseguenze ben più ampie dei 49,9 milioni rivendicati dalla banca.

Il fantasma Antonveneta

Il rischio, almeno sulla carta, è che una causa avviata da Mps per chiudere definitivamente uno dei capitoli del vecchio salvataggio possa trasformarsi nel terreno sul quale gli investitori tentano di riaprire una partita da oltre un miliardo. Al momento si tratta di pretese ancora tutte da verificare sul piano giudiziario e non di una passività accertata per Rocca Salimbeni. Ma il dossier riporta inevitabilmente l’attenzione sulla lunga coda legale lasciata dalla crisi del Monte proprio mentre la banca è tornata al centro del risiko bancario italiano e, dopo anni di ristrutturazione, ha recuperato redditività e capacità di remunerare gli azionisti.

Un paradosso che spiega anche perché i Fresh siano tornati di attualità: è precisamente il ritorno del dividendo, secondo la tesi dei fondi, ad avere riattivato dal 2024 il diritto agli interessi. (riproduzione riservata)