Gvs vola in borsa dopo l’opa parziale a premio sul 12,29% delle azioni. Il punto degli analisti
Gvs vola in borsa dopo l’opa parziale a premio sul 12,29% delle azioni. Il punto degli analisti
L’azienda bolognese specializzata in filtri ad alta tecnologia vola a Piazza Affari dopo il lancio di un’opa parziale a 4,3 euro, con un premio di quasi il 12%. La famiglia Scagliarini salirà oltre il 70%

di Elena Dal Maso 13/04/2026 13:30

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Gvs, azienda bolognese specializzata in filtri ad alta tecnologia, vola a Piazza Affari lunedì 13 aprile (Ftse Mib -0,7%) del 10,25% a 4,20 euro per circa 800 milioni di capitalizzazione. Il cda ha deciso di promuovere un'offerta pubblica di acquisto parziale sul 12,29% del capitale sociale per un valore complessivo di circa 100 milioni di euro. L'offerta non tocca le azioni proprie per lo 0,91% del capitale sociale.

Opa a 4,3 euro per azione

La società, quotata nel 2020 a 8,15 euro, pagherà 4,30 euro per azione portata in opa parziale, ovvero un premio dell'11,67% rispetto al prezzo di chiusura del 10 aprile. L'obiettivo, spiega la società, è migliorare la struttura del capitale in termini di efficienza e flessibilità. Dopo un’analisi approfondita, il board guidato dal ceo Massimo Scagliarini (detiene il 63% delle azioni, mentre 7-Industries Holding il 3%, si tratta del family office di Ruthi Wertheimer), ha ritenuto, «anche in considerazione dell'andamento dei corsi di borsa, che l'acquisto di azioni proprie rappresenti un'opportunità di investimento vantaggiosa sia per la società che per gli propri azionisti». L’offerta partirà dopo l’approvazione del documento di offerta da parte di Consob e l’approvazione dell’assemblea convocata per il 15 maggio. In caso di piena adesione all’opa, Equita calcola che la quota della famiglia Scagliarini (ex azioni proprie) passerebbe dall’attuale 63,6% al
72,6% con il flottante che scenderebbe dal 36,4% al 27,4%.

Equita: occhio a due punti

Sempre secondo la Sim milanese, l’opa è un «segnale di fiducia dei manager sulle prospettive del gruppo fatto ad un premio interessante e ad un prezzo coerente con il target price (degli analisti)». Ci sono tuttavia due temi da approfondire: l’utilizzo delle azioni proprie acquistate, anche se gli specialisti ritengono che «eventuali operazioni di M&A non avverranno nel breve con il management focalizzato sul perimetro organico» e la struttura finanziaria con la leva che torna sopra 2,5 volte.

Con la promozione dell'offerta, la società intende costruire un portafoglio di azioni proprie da utilizzare anche «in eventuali operazioni di finanza straordinaria», come lo scambio o cessione di partecipazioni e nel caso di un’emissione di prestiti obbligazionari convertibili. La riduzione del numero di azioni della società in circolazione alla conclusione dell'offerta determinerà un miglioramento dell’utile per azione. Sella Investment Banking ha operato come consulente finanziario, Linklaters Studio Legale Associato come consulente legale.

Conti 2025 in calo

Gvs ha chiuso il 2025 con ricavi consolidati per 424,7 milioni di euro, in crescita del 2%, su base annua a cambi costanti e in diminuzione dello 0,9% a cambi correnti. L'ebitda normalizzato è in crescita del 3%, con un margine sui ricavi pari al 25,2%, in miglioramento di 95 punti base rispetto al margine registrato nel 2024, pari al 24,3%, grazie alle azioni pensate per il recupero della profittabilità.  Il risultato netto consolidato è pari a 18,4 milioni di euro (rispetto 33,4 milioni di euro del 2024), su cui pesano oneri finanziari per 32,3 milioni di euro (rispetto a 20,1 milioni di un anno prima).

L'indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2025 è di 240,1 milioni di euro. L'aumento rispetto al 31 dicembre 2024, pari complessivamente a 20,3 milioni, è dovuta all'acquisizione delle attività whole blood di Haemonetics, a fronte della quale il gruppo ha corrisposto al venditore al closing 40,5 milioni e si è iscritto un debito per earn-out pari ad 4,1 milioni, pagabile entro febbraio 2028. (riproduzione riservata)