Guerra Usa-Iran, la diretta | Trump: distrutte le capacità militari dell’Iran
Guerra Usa-Iran, la diretta | Trump: distrutte le capacità militari dell’Iran
Israele rade la suolo la sede dell'Assemblea degli Esperti a Qom durante una riunione per eleggere il successore di Alì Khamenei

di Redazione Online 03/03/2026 09:30

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  • Ore 17.00 L’ex imperatrice Pahlavi: il regime non finisce con Khamenei
  • Ore 16.00 Israele rade al suolo l’Assemblea degli Esperti
  • Ore 15.00 Trump: Teheran vuole parlare, ma è tardi
  • Ore 14.00 L’ex presidente iraniano Ahmadinejad è vivo
  • Ore 13.00 Il ministro Tajani: l’Italia? Non è in guerra
  • Ore 12.00 Riad risponde all’Iran: pronti a proteggerci
  • Ore 11.00 Teheran avverte: azione militare Ue sarebbe atto di guerra
  • Ore 9.00 L’esercito israeliano entra in Libano. Colpita l’ambasciata Usa a Riad

Ore 18:00 Trump: distrutte le capacità militari dell'Iran. Non commerceremo più con la Spagna

L'operazione militare in Iran «sta andando bene» e le capacità militari della Repubblica Islamica sono state distrutte. Lo ha dichiarato il presidente Usa, Donald Trump, ai cronisti a fianco del cancelliere tedesco Friedrich Merz in visita alla Casa Bianca. «L'aviazione è stata distrutta, la marina è stata distrutta, la difesa antiaerea è stata distrutta e non hanno più tanti missili», ha aggiunto Trump. 

Ore 17.00 L’ex imperatrice Pahlavi: il regime non finisce con Khamenei

«La morte di Khamenei è una notizia storica ma non significa automaticamente la fine del sistema». Ne è convinta Farah Pahlavi, vedova dell’ultimo scià, che ne parla dall’esilio a Parigi con l’agenzia France Presse. «Le strutture del regime rimangono. Il cambiamento potrà venire solo dal popolo, che desidera in larghissima maggioranza finirla con il regime dei mullah». 

Gli iraniani, insomma, dovranno «unirsi intorno a una transizione pacifica, ordinata e sovrana verso uno Stato di diritto». Piano che «sta preparando» suo figlio Reza Pahlavi per evitare che «l’avvenire dell’Iran sia deciso fuori dai suoi confini». L’ex imperatrice è stata cacciata insieme al marito durante la rivoluzione iraniana del gennaio del 1979.

Intanto, secondo la tv israeliana Channel 12, il Qatar avrebbe attaccato l’Iran. Si tratterebbe di una risposta ai raid sulle basi americane colpite da Teheran nei giorni scorsi e situate nei confini qatarini. Il governo di Doha ha smentito però la notizia e confermato invece l’abbattimento di jet iraniani sconfinati nel suo spazio aereo.

Ore 16.00 Israele rade al suolo la sede dell’Assemblea degli Esperti 

Le forze israeliane hanno colpito la sede dell'Assemblea degli Esperti a Qom durante una riunione per eleggere il successore di Alì Khamenei. Lo riferiscono i media israeliani. L'assemblea degli esperti è composta da 88 giuristi. Non tutti erano presenti, ma l'attacco è avvenuto durante lo scrutinio dei voti. Poco dopo anche le agenzie di stampa iraniane hanno riferito che l'edificio è stato «raso al suolo» durante gli attacchi israeliani.

Il conflitto si intensifica soprattutto tra Iran e Israele. Verso le 16.00 del 3 marzo la polizia israeliana ha accusato Teheran di aver utilizzato bombe a grappolo contro i civili nel centro di Israele. In Iran, invece, israeliani e statunitensi hanno avviato una serie di attacchi «su larga scala» a Teheran.

«Non avremo una guerra infinita. Il regime terroristico è nel punto più debole da quando ha strappato l’Iran al suo coraggioso popolo 47 anni fa. Questa sarà un’azione rapida e decisiva», spiega il premier israeliano Benyamin Netanyahu a Fox News. «Penso che questo aprirà la strada a molti trattati di pace con altri Paesi arabi e musulmani. L’Arabia Saudita avrà molto da guadagnare. Tutti questi Paesi sono minacciati dall’Iran, vogliono che il regime cada, anche se non lo dicono pubblicamente. Se l’Iran viene rimosso, è un grande vantaggio per Riad e per questi altri Paesi».

Ore 15.00 Trump: Teheran vuole parlare, ma è  tardi

«La loro difesa aerea, l’Aeronautica, la Marina e la leadership sono sparite. Vogliono parlare. Ho detto troppo tardi!». Su Truth il presidente Trump spegne le speranze di pace con Teheran, almeno nel breve termine. Intanto Iran, Israele e Stati Uniti proseguono con i bombardamenti, non limitati al solo territorio iraniano.

Verso le 15.00 del 3 marzo l’ambasciata statunitense a Riad ha avvertito l’Arabia Saudita di un nuovo e imminente attacco iraniano nella parte orientale del Paese. L’escalation militare continua a riflettersi sul prezzo delle materie prime. Il petrolio Brent è arrivato a 82 dollari al barile (+6%) mentre il gas al Ttf di Amsterdam ha superato i 54 dollari al megawatt/ora (+21%).

Ore 14.00 L’ex presidente iraniano Ahmadinejad è vivo

L’ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad sarebbe vivo nonostante i tentativi di ucciderlo di Israele e Stati Uniti. Lo rivela Iran International, canale iraniano di opposizione con sede a Londra. Tra sabato 28 febbraio e domenica 1 marzo, alcuni media locali lo avevano dato per morto nei raid, ma  Ahmadinejad sarebbe incolume ed è stato trasferito in un luogo sicuro. Intanto il conflitto continua a destabilizzare l’intero Medio Oriente. Negli Emirati Arabi Uniti, secondo il portavoce del ministero della Difesa, tre persone sono state uccise e 68 ferite dagli attacchi iraniani.

Ore 13.00 Tajani: l’Italia? Non è in guerra 

«L’Italia non è in guerra con nessuno, a parte che lo dice la nostra Costituzione. Noi ci preoccupiamo soltanto di proteggere i nostri cittadini e i nostri militari». Ai microfoni di Sky Tg24 il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, replica alle minacce di Teheran contro l’Europa, in caso di partecipazione agli attacchi israelo-americani (leggi sotto). «Abbiamo delle richieste di aiuto per la difesa aerea in alcuni Paesi», spiega il titolare della Farnesina, che ha convocato l’ambasciatore iraniano a Roma dopo l’attacco a Cipro. «Le stiamo valutando. Naturalmente saranno fatti tutti i passaggi parlamentari necessari per procedere in questa direzione».

Ore 12.00 Riad risponde all’Iran dopo l’attacco all’ambasciata Usa: pronti a proteggerci

L’Arabia Saudita condanna «fermamente il codardo e ingiustificato attacco» iraniano all’ambasciata americana a Riad. «È avvenuto anche se abbiamo chiarito che non avremmo consentito l’uso del nostro spazio aereo e territorio per colpire l’Iran», attacca il ministero degli Esteri saudita in una nota. Dunque «il regno ribadisce il suo pieno diritto ad adottare tutte le misure e i provvedimenti necessari per proteggere la propria sicurezza, l’integrità territoriale, i propri cittadini e residenti, nonché i propri interessi vitali, compresa la possibilità di rispondere a un’aggressione».

Ore 11.00 Teheran avverte: qualsiasi azione militare europea sarebbe un atto di guerra

Il Ministero degli Esteri iraniano ha chiesto agli Stati europei di non unirsi al conflitto con Stati Uniti e Israele. «Considereremo qualsiasi azione militare europea come un atto di guerra che richiede una risposta», mette in guardia il ministro Abbas Araghchi, parole riportate dal Tehran Times.

Il possibile coinvolgimento dei Paesi Ue potrebbe arrivare su sollecitazione americana e in funziona difensiva. Washington avrebbe domandato a Francia, Germania e Regno Unito di proteggere gli Stati del Golfo dai missili di Teheran.

Nei giorni passati, inoltre, droni iraniani hanno anche colpito le basi inglesi a Cipro, attacco che ha coinvolto nella guerra uno dei 27 Paesi membri dell’Ue. Intano continua a salire il bilancio delle vittime degli attacchi di Stati Uniti e Israele: secondo la Mezzaluna Rossa iraniana i morti sono 787.

Ore 9.00 L’esercito israeliano entra in Libano. Colpita l’ambasciata Usa in Arabia Saudita

Il 3 marzo si apre con nuovi bombardamenti a Teheran e soprattutto con l’invasione di terra delle truppe israeliane in Libano, in risposta agli attacchi di Hezbollah a tre basi militari dello Stato ebraico. Non si fermano nemmeno le rappresaglie degli iraniani, che hanno colpito l’ambasciata americana a Riad, in Arabia Saudita. «Risponderemo, presto scoprirete quale sarà la ritorsione», minaccia Trump, che ha chiarito come gli Usa siano «pieni di munizioni, possiamo far guerra per sempre».

Nella notte anche il primo ministro israeliano, Benyamin Netanyahu, si è scagliato contro il regime iraniano: «Stavano costruendo nuovi siti nucleari. Sono irriformabili, totalmente fanatici sull’obiettivo di distruggere l’America». Dall’Italia, invece, la Farnesina fa sapere che i 200 studenti bloccati a Dubai sono in partenza da Abu Dhabi verso Milano, mentre nuovi bus e voli charter sono pronti per rimpatriare gli altri connazionali.

Nuovo rally di gas e petrolio

Non proprio segnali di de-escalation, in un momento in cui in molti si interrogano su quanto durerà il conflitto e se si aggraverà ancora con un’invasione americana sul campo. Così il prezzo delle materie prime continua ad aumentare. Il petrolio Brent arriva a 82 dollari al barile (+5,5%) mentre il gas al Ttf di Amsterdam supera i 58 dollari al megawatt/ora (+31%).

Cosa è successo in Iran

Quarto giorno di scontri in Iran da quando Stati Uniti e Israele hanno iniziato a bombardare Teheran e altre parti dello Stato arabo sabato 28 febbraio. Il conflitto si è riacceso, dopo la guerra dei 12 giorni a giugno 2025, in seguito al fallimento dei negoziati sul nucleare, con il presidente americano Donald Trump pronto a tutto pur di impedire agli ayatollah di dotarsi della bomba atomica. 

Durante gli attacchi è morta la guida suprema Ali Khamenei, creando un vuoto di potere perché il suo successore non è stato ancora nominato. Poi gli scontri si sono allargati al resto del Medio Oriente perché Teheran ha bombardato le basi americane e altri obiettivi nei Paesi del Golfo confinanti. Israele invece ha colpito Hezbollah, alleato dell’Iran, in Libano. 

Come ritorsione Teheran ha chiuso lo Stretto di Hormuz. Il blocco ha fermato diverse petroliere e, in generale, la guerra ha portato allo stop di diversi siti di produzione di gas e greggio nella regione, causando un incremento dei prezzi delle due materie prime, con annessi timori di nuova fiammata dell’inflazione. (riproduzione riservata)