L’Italia non verrà penalizzata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz per tutto marzo, almeno. A dirlo Agostino Scornajenchi, ad di Snam, secondo il quale «abbiamo scorte al 45%, il 10% sopra la media Ue», perciò «potranno esserci problemi di prezzi, ma non di forniture».
Nel frattempo, la Cina ha chiesto alle proprie raffinerie di sospendere le esportazioni di diesel e di benzina. Lo riporta Bloomberg nei minuti in cui le forze iraniane hanno accusato Usa e Israele di aver preso di mira i civili, oltre ad aver generato caos sui mercati globali, destabilizzato le valute ed eroso «il potere d’acquisto della gente comune in tutto il mondo».
Sempre il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica iraniano sostiene di aver inflitto danni ingenti a 20 obiettivi militari statunitensi in Kuwait, Bahrein ed Emirati Arabi Uniti.
A parlare è stato anche il segretario generale della Nato Mark Rutte: l’Iran, ha detto Rutte, è «vicino» a diventare una minaccia per l’Europa. Di qui l’endorsement del numero uno dell’Alleanza Atlantica nei confronti del presidente americano Donald Trump, per l’eliminazione delle capacità nucleari e missilistiche di Teheran.
Mentre a Tel Aviv sono risuonate le sirene di allarme e i cittadini si sono messi al riparo, dopo che l’Idf ha annunciato l’arrivo di missili dall’Iran, le forze dei pasdaran hanno colpito un aeroporto civile di Nakhchivan, in Azerbaigian, vicino al confine iraniano: un drone si è schiantato contro il terminal, un altro nei pressi di una scuola in un villaggio vicino. Fonti locali riportano il ferimento di due persone, mentre le autorità azere si riservano «il diritto di adottare misure di ritorsione appropriate».
Al via intanto l’informativa di Tajani e di Crosetto alla Camera. Davanti al Parlamento il ministro degli Esteri ha parlato di un «rischio concreto di allargamento del conflitto». Secondo Tajani, «sono 100 mila gli italiani coinvolti direttamente o indirettamente» nelle aree interessate al conflitto.
Sul fronte del petrolio, Brent in rialzo a 82 dollari al barile (+1,2%), mentre il Wti segna un ulteriore apprezzamento a 75,7 dollari al barile (+1,4%).
Verso le ore 9:15 italiane del sesto giorno di guerra le forze militari iraniane affermano di aver colpito una petroliera statunitense nel Golfo con un missile e che la nave sarebbe «attualmente in fiamme». Nessuna conferma indipendente, per ora. Intanto, vengono riportate esplosioni nei cieli del Qatar e del Bahrein. Bombardata anche la periferia occidentale di Teheran, dopo che Israele ha annunciato nuovi attacchi «su larga scala contro le infrastrutture del regime terroristico iraniano» in tutta la capitale.
Nella notte è stata colpita una petroliera al largo del Kuwait, provocando una fuoriuscita di greggio in mare.
Nel frattempo le forze armate iraniane affermano di non aver lanciato nessun missile verso la Turchia, di cui il regime rispetterebbe «la sovranità». La dichiarazione dello Stato Maggiore si riferisce al missile intercettato ieri dalle difese aeree della Nato, che avrebbe attraversato lo spazio aereo turco.
La premier Meloni, in un’intervista di questa mattina a Rtl 102.5, si è detta «preoccupata» e al lavoro per «impedire che la speculazione faccia esplodere anche ingiustamente i prezzi dell’energia e «dei generi alimentari». Nella notte, intanto, sono atterrati all’aeroporto di Ciampino a Roma 192 cittadini italiani provenienti dagli Emirati - un volo da Abu Dhabi e uno da Dubai.
I futures sul Brent scambiano a 84,1 dollari al barile, con un rialzo del 3,34%. In una settimana, il benchmark sul greggio è salito del 18,7%. Il Wti arriva a 77,4 dollari al barile (+3,8%), con rialzo settimanale del 18,8%. Il gas al Ttf di Amsterdam si aggira intorno ai 54 euro al megawatt/ora (+11%). (riproduzione riservata)