Guerra Usa-Iran, la diretta | Wsj: Trump avvertito sul rischio Hormuz ma puntava sulla resa
Guerra Usa-Iran, la diretta | Wsj: Trump avvertito sul rischio Hormuz ma puntava sulla resa
Il presidente Usa Donald Trump: l’Iran vuole un accordo ma non un accordo che accetterei. Attaccata l’isola di Kharg. Macron: colloqui Israele-Libano a Parigi

di Redazione online 14/03/2026 10:24

Ftse Mib
44.316,92 6.55.23

-0,31%

Dax 30
23.447,29 23.50.34

-0,60%

Dow Jones
46.558,47 11.17.50

-0,26%

Nasdaq
22.105,17 23.50.34

-0,93%

Euro/Dollaro
1,1418 22.50.03

-0,24%

Spread
81,08 17.30.22

+2,65

12.20 Macron a Israele, colloqui diretti con Libano, offro Parigi

Il presidente francese Emmanuel Macron ha esortato Israele a tenere colloqui diretti con il Libano, offrendosi di ospitarli a Parigi. «Il governo libanese ha manifestato la propria disponibilità ad avviare colloqui diretti con Israele» nei quali «tutte le componenti del Paese devono essere rappresentate», ha affermato Macron, convinto che Tel Aviv «debba cogliere questa opportunità». L'obiettivo è «raggiungere un cessate il fuoco, trovare una soluzione duratura e consentire alle autorità libanesi di adempiere ai loro impegni nei confronti della sovranità del Libano». «La Francia è pronta a facilitare questi colloqui ospitandoli a Parigi», ha aggiunto il capo dell'Eliseo.

11.20 Iran: Rezaei, «Lo stretto di Hormuz non aprirà. Via gli Usa dal Golfo»

Toni duri di Teheran a Washington sulla sorte dello Stretto di Hormuz, dopo che il raid degli Stati Uniti sull'isola di Kharg. «Lo Stretto di Hormuz non si aprirà e nessuna nave americana ha il diritto di entrare nel Golfo. La sicurezza sarà garantita solo con il ritiro degli Stati Uniti dal Golfo», ha dichiarato Mohsen Rezaei, membro del Consiglio iraniano per la Sicurezza degli interessi del regime. «La guerra finirà quando riceveremo tutti i nostri risarcimenti dagli Stati Uniti e quando avremo una piena garanzia per il nostro futuro, che non potrà essere realizzata senza il ritiro degli Stati Uniti dal Golfo», ha sottolineato Rezaei.

9.30 Wsj, Trump avvertito sul rischio Hormuz ma puntava sulla resa

Il presidente Usa Donald Trump era stato avvertito dai vertici militari americani che l'Iran avrebbe potuto chiudere lo Stretto di Hormuz come ritorsione a un attacco ma decise di lanciarlo lo stesso, nella convinzione che la Repubblica islamica si sarebbe arresa prima. È lo scenario riportato dal Wall Street Journal, secondo il quale il capo della Casa Bianca avrebbe detto ai suoi collaboratori che in ogni caso, se Teheran avesse tentato di bloccare la rotta marittima cruciale per petrolio e commerci, i militari Usa sarebbero stati in grado di gestire la situazione, ottenendo una vittoria rapida e decisiva.

8.30 Iran: media, mediazione Egitto, Oman e Turchia per fine guerra

Turchia, Oman ed Egitto sono impegnati in uno sforzo diplomatico per mettere fine alla guerra all'Iran. Lo ha riferito il quotidiano Harretz, citando una fonte regionale secondo la quale sono in corso tentativi di mediazione con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e, «in una certa misura», con Ali Larijani, segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano. I Paesi mediatori sono anche in contatto con funzionari americani, ha aggiunto la fonte, precisando di non sapere se simili contatti ci siano anche con Israele. Gli Stati del Golfo sono uniti e convinti che la guerra non faccia i loro interessi.

5.50 Iran: Trump, «Vuole accordo ma non accordo che accetterei»

«I media delle fake news odiano riportare quanto bene l'esercito degli Stati Uniti si sia comportato contro l'Iran, totalmente sconfitto e vuole un accordo, ma non un accordo che io accetterei!»: è quanto scrive il presidente americano, Donald Trump, sul social Truth. Le dichiarazioni arrivano dopo gli attacchi all'isola di Kharg, che, secondo Washington, avrebbe distrutto tutti gli obiettivi militari presenti ma non le infrastrutture petrolifere.

1.30 Trump: «Distrutti siti militari di Kharg». Il presidente Usa minaccia le infrastrutture petrolifere

Gli Usa hanno preso di mira la strategica isola iraniana di Kharg, distruggendo esclusivamente i suoi obiettivi militari. Poco prima di salire a bordo dell'Air Force One presso la Joint Base Andrews, in Maryland, diretto verso la Florida, il presidente americano Donald Trump ha annunciato su Truth che gli Usa avevano sferrato pesanti attacchi aerei contro l'isola di Kharg, risparmiando le infrastrutture vitali attraverso cui transita il 90% circa di tutto il greggio iraniano. Una mossa mirata a fare pressione su Teheran affinché non interferisca con il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz tra mine piazzate e i missili lanciati contro le petroliere, ma anche indirizzata alla Cina, unico Paese indicato come ancora destinatario del petrolio in uscita voluto dai Pasdaran, perché possa favorire un traffico marittimo regolare. Nel suo post, Trump ha definito l'attacco una delle «più potenti incursioni aeree nella storia del Medio Oriente», precisando che sull'isola, simile a una striscia di terra lunga circa 8 chilometri che ospita il più importante impianto petrolifero dell'Iran, sono stati colpiti esclusivamente obiettivi militari. «Ho scelto di non distruggere le infrastrutture petrolifere dell'isola», ha scritto ancora Trump. «Tuttavia, qualora l'Iran - o chiunque altro - dovesse compiere azioni volte a ostacolare il libero e sicuro transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, riconsidererò immediatamente tale decisione».