Un missile balistico lanciato dall'Iran e diretto verso lo spazio aereo turco dopo aver attraversato Siria e Iraq è stato distrutto dalle difese aeree della Nato nel Mediterraneo orientale. Lo ha annunciato il ministero della Difesa turco. Ankara ha dichiarato in una nota che non ci sono state vittime o feriti nell'incidente, aggiungendo che la Turchia si riserva il diritto di rispondere a qualsiasi azione ostile nei suoi confronti, avvertendo al contempo le parti di astenersi da qualsiasi misura che possa aggravare il conflitto.
Israele ha eliminato «Rahman Mokadam, capo della divisione operazioni speciali dei Guardiani della Rivoluzione islamica iraniani». Lo ha riferito il giornalista israeliano Amit Segal, precisando che si tratta dell'«uomo dietro il tentato assassinio di Trump alla vigilia delle elezioni presidenziali del 2024». «Trump ne è stato informato nelle ultime ore da Israele», ha aggiunto il reporter.
Con i nuovi raid la Russia torna a criticare Israele e Stati Uniti. «Si sta verificando un’escalation senza precedenti, conseguenza dell'attacco non provocato degli Stati Uniti e di Israele», ha detto la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova. «Con le loro azioni irresponsabili e sconsiderate, violando grossolanamente le norme e i principi del diritto internazionale, stanno facendo sprofondare sempre più la regione nel caos».
Anche dalla Cina arriva una richiesta di cessate il fuoco. Il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha chiesto la fine dell'azione militare di Israele contro l'Iran durante una conversazione telefonica con il suo omologo israeliano Gideon Sar.
Sul fronte occidentale, invece, la Spagna replica al presidente statunitense, Donald Trump. Il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez, ha ribadito la ferma opposizione del suo governo alla guerra contro l’Iran. «La posizione del governo spagnolo può essere riassunta in tre parole: No alla guerra», ha detto Sanchez in un discorso in tv. Ieri, in occasione del bilaterale alla Casa Bianca con il Cancelliere tedesco Friedrich Merz, Trump ha minacciato di «tagliare tutti i legami» con la Spagna dopo che Sanchez si era rifiutato di consentire agli Stati Uniti di utilizzare le basi militari situate sul territorio spagnolo.
Israele eliminerà «ogni leader nominato dal regime terroristico iraniano per continuare e guidare il piano per distruggere Israele, per minacciare gli Stati Uniti, il mondo libero e i paesi della regione e per reprimere il popolo iraniano». Lo ha scritto su X il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz. Il riferimento è alle notizie riportate dai media secondo cui l’Assemblea degli esperti iraniana avrebbe scelto il figlio di Ali Khamenei, Mojtaba, come prossimo leader.
Sulla sicurezza energetica italiana arrivano intanto le rassicurazioni del ministro dell'Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin. L’Italia è «nelle condizioni di essere abbastanza al sicuro quantitativamente» perché «siamo il Paese che ha lo stoccaggio più alto d'Europa» e «abbiamo fonti di approvvigionamento diversificate», ha detto Pichetto Fratin aTgcom 24.
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno avviato «attacchi su larga scala contro obiettivi del regime terroristico iraniano a Teheran». Inizia così la quinta giornata di guerra, come si apprende da una nota deell’Idf riportata dalla Cnn. Si tratta della decima ondata di attacchi di questo tipo dall’inizio del conflitto, il 28 febbraio 2026.
Intanto l’Iran avverte i Paesi europei. Gli Stati che interverranno nel conflitto si troveranno «dalla parte sbagliata della Storia» secondo il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Ismail Baqaei. Teheran ha fatto sapere che considererà «un atto di guerra» ogni partecipazione dei Paesi europei all’iniziativa intrapresa da Stati Uniti e Israele contro la Repubblica Islamica. Nei giorni scorsi Francia, Germania e Gran Bretagna si sono dette «pronte ad azioni difensive» e Parigi ha iniziato a spostare la portaerei Charles De Gaulle dal Baltico al Mediterraneo.
Prosegue l’aumento vertiginoso dei prezzi del gas. Al Ttf di Amsterdam, l’hub di riferimento per il mercato europeo, il prezzo del contratto future in scadenza ad aprile 2026 ha aperto in rialzo del 12% a 60 euro al megawattora. Dall’inizio del conflitto le quotazioni sono quasi raddoppiate.
Sabato 28 febbraio gli Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’Iran. Nei raid è morta la guida suprema Ali Khamenei, che sarà sostituito alla guida della Repubblica Islamica dal secondogenito Mojtaba. Nei giorni successivi gli scontri si sono allargati ad altri Paesi del Medio Oriente: Teheran ha bombardato le basi americane e altri obiettivi nei Paesi del Golfo confinanti, mentre Israele ha colpito Hezbollah, alleato dell’Iran, in Libano.
Come ritorsione Teheran ha chiuso lo Stretto di Hormuz, snodo da cui passa circa il 20% del petrolio a livello globale. Il blocco ha fermato diverse petroliere e, in generale, la guerra ha portato allo stop di diversi siti di produzione di gas e greggio nella regione, causando un forte incremento dei prezzi delle due materie prime. (riproduzione riservata)