Il presidente lituano Gitanas Nauseda ha dichiarato che i caccia italiani hanno abbattuto un drone nello spazio aereo del Paese. Nella tarda serata di ieri, due caccia Eurofighter F-2000 della Task Force Air Baltic Thunder III dell’Aeronautica militare italiana sono decollati in modalità scramble (decollo di emergenza) in seguito alla violazione dello spazio aereo lituano da parte di un drone. Gli equipaggi italiani hanno intercettato il velivolo senza pilota, neutralizzandolo nel rispetto delle procedure operative previste dall’Alleanza.
Il centro nazionale lituano per la gestione delle crisi aveva precedentemente riferito che erano stati chiamati in supporto militari della Nato a causa del possibile avvistamento di un drone nei pressi della capitale, Vilnius. Nel post su X, ripreso da Sky News, Nauseda ha affermato che un drone «è appena entrato» nello spazio aereo del suo Paese ed è stato «distrutto» dai caccia della Nato, ringraziando il «personale alleato» per la loro pronta risposta.
«Nell'Ucraina occidentale sono proseguiti gli attacchi contro le infrastrutture ferroviarie utilizzate per il trasporto di materiale militare proveniente dai paesi europei». Ad annunciarlo è stato il Ministero della Difesa russo, in mattinata, senza però fornire altri dettagli. I droni hanno preso di mira anche un centro logistico a Velyka Balka (Odessa), dove erano stoccati «equipaggiamento militare proveniente dall'estero», una nave mercantile e un traghetto «utilizzati per il trasporto di materiale militare proveniente dai paesi europei» nel porto di Chernomorsk.
Una fregata russa ha lanciato due razzi di segnalazione verso un elicottero militare danese (in missione per fotografare una nave russa) in acque internazionali, al largo della costa della Danimarca, mancando di poco il velivolo. A renderlo noto è l’esercito danese, membro della Nato, riporta il Copenhagen Post. Il ministro della Difesa, Jeppe Bruus, ha dichiarato all’emittente Tv2 che Copenaghen convocherà l’ambasciatore russo per discutere dell’incidente.
Due persone sono morte e un’altra è ferita dopo i raid aerei russi nella città ucraina di Zaporizhzhia e nella regione circostante. Le forze russe «hanno effettuato 1.095 attacchi contro 51 località nella regione di Zaporizhzhia» nelle ultime 24 ore, ha detto Ivan Fedorov, capo dell’amministrazione militare della regione di Zaporizhzhia. Gli attacchi hanno causato danni materiali a case, veicoli ed edifici agricoli.
Secondo l’aeronautica militare ucraina, 187 dei 200 droni russi lanciati tra le 18:00 di lunedì e le 8:00 di martedì, ora di Kiev, sono stati intercettati o deviati tramite disturbo elettronico. Sette siti sono stati colpiti e detriti sono caduti su altri tre, ha aggiunto l'aeronautica, senza specificarne l'ubicazione né segnalare danni. Non è stato specificato il numero di droni a reazione utilizzati.
Un attacco con droni ha danneggiato un impianto industriale nella regione russa di Samara, situata lungo il fiume Volga; lo ha reso noto su Telegram il governatore Vyacheslav Fedorishchev, senza specificare di quale impianto si tratti. La regione ospita diverse grandi raffinerie di petrolio.
Il presidente Volodymyr Zelensky ha detto che l'Ucraina è pronta ad adottare «misure di de-escalation» se la Russia farà altrettanto, senza confermare quanto sostenuto da Donald Trump, secondo cui Mosca e Kiev avrebbero concordato di non colpire le infrastrutture energetiche. «Se i nostri partner americani riusciranno a ottenere dalla Russia una reale volontà di porre fine a questa guerra che distrugge vite - e di farlo in modo sincero e duraturo - l’Ucraina adotterà le proprie misure di de-escalation», ha dichiarato Zelensky nel suo discorso quotidiano diffuso sui social. (riproduzione riservata)